sabato 24 giugno 2017

Tarte Tatin di albicocche al timo limone



Eccomi finalmente, dopo tanto tempo! Maggio è stato un mese pieno di cambiamenti e novità: viaggio sulla mia isola preferita, Tenerife, il ritorno con il mio marito, il seguente trasloco, il lavoro nuovo... Insomma, o tutto o niente. Mi sono presa una piccola pausa tra scatoloni, imballaggi, sistemazione, trasferimento di gatti (eh si, i miei due amati rossi ci hanno messo del tempo, per abituarsi alla casa nuova). Ora che la situazione è normalizzata, e ho anche ripreso gusto di cucinare, voglio condividere con voi la mia Tarte Tatin di albicocche, uno dei tipi di frutta estiva che preferisco (dopo le ciliegie!)



Le albicocche vengono dal giardino di una mia cara amica, dove l'unico albicocco produce ogni anno quintali di piccoli dolci frutti dorati, e per un mese circa viviamo "l'emergenza albicocca", in quanto maturano a vista d'occhio. L'anno scorso ho provato a fare il liquore, ed è venuto buonissimo, quest'anno doppia dose! Ma nel frattempo ci deliziamo anche con i dolci ( in fila c'è anche il gelato!)


Tarte Tatin di albicocche al timo limone

per la pasta brisée:
200 g di farina
100 g di burro freddo
1 pizzico di sale
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata frizzante

per il caramello:
100 g di zucchero
50 g di burro salato

per il ripieno:
15-20 albicocche mature ma sode
timo limone



Preparare il caramello: mettere in una teglia il burro tagliato a cubetti e lo zucchero, e mettere su una fiamma dolce, meglio se su spargifiamma.

Tagliare le albicocche a metà, eliminare il nocciolo e adagiare i frutti con il taglio il alto, cospargere con il timo limone a piacere, cuocere per 15 minuti circa, coprendo per metà del tempo

Preparare la pasta brisée: impastare velocemente la farina, il sale e il burro freddo a cubetti, aggiungere qualche cucchiaiata di acqua per rendere l'impasto elastico, formare una palla e porre nel frigo per 20-30 minuti.

Nel frattempo, far raffreddare la teglia con le albicocche.

Stendere la pasta brisée, posizionandola tra i due fogli di carta da forno, del diametro della teglia (26-28 cm), togliere un foglio di carta e adagiarla sulle albicocche con l'aiuto del secondo foglio.

Infornare a 180-200° per 30 minuti, intiepidire prima di rigirare sul piatto da portata.



domenica 30 aprile 2017

Risotto ai fiori di sambuco



Di nuovo la primavera, di nuovo aprile, periodo delle mie fioriture preferite: sambuco e acacia. In uno dei miei libri, Le erbe spontanee di primavera, ci sono parecchie ricette con varie erbe di campo, ma anche con questi fiori deliziosi: frittelle, tempore dolci e salate, confetture, kaiserschmarren ecc. Insomma, "tanta roba", ma niente risotto (all'epoca amavo farlo con i bruscandoli). Comunque secondo me il risotto è uno dei pochi piatti, se non l'unico, in grado di sottolineare l'aroma e la delicatezza di fiori di sambuco senza coprirli o modificarli, così ho deciso di sperimentare. Il brodo con i fiori da solo non bastava (almeno non per me), per questo ho aggiunto anche un po' di sciroppo al risotto pronto. Basta poco, solo 1-2 cucchiai, per avere un piatto delicatamente profumato ed equilibrato. Magari da rifare anche in inverno, quando si è alla ricerca di primavera (a condizione di avere una bottiglia di sciroppo prezioso!)


Risotto ai fiori di sambuco e Parmigiano

160 g di riso Acquerello
600 ml di brodo vegetale
4 fiori (ombrelli) di sambuco
30 g di burro
1 pezzetto di cipollina bianca (novella)
poco vino bianco
1-2 cucchiai di sciroppo di sambuco
1 manciata di Parmigiano

- al brodo vegetale caldo già preparato, aggiungere 3 fiori di sambuco e lasciare in infusione per 15'

- tritare finemente la cipolla, farla appassire nella metà del burro

- aggiungere il riso, mescolare e versare il vino, farlo evaporare

- cuocere il risotto, aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta, per 16-17 minuti

- aggiungere lo sciroppo di sambuco (se piace il sapore più marcato), i fiorellini freschi e mescolare

- infine aggiungere il burro restante e il Parmigiano a piacere e mantecare il risotto


Per impreziosire il piatto ancora di più, si potrebbe preparare una leggera e croccante tempura di fiori di sambuco, ma avevo fame e non vedevo l'ora di assaggiare e far assaggiare la mia creazione!
Oggi è domenica, magari avete tempo per andare in campagna a raccogliere il sambuco, e credetemi, ne vale la pena.





sabato 29 aprile 2017

VINITALY 2017: la cultura del vino ZONIN1821 raccontata attraverso i social network




ZONIN1821 continua a essere un punto di riferimento per la promozione della cultura del vino, soprattutto verso le nuove generazioni, per soddisfare le crescenti curiosità di un mondo complesso e ampio come quello enologico. Grazie a un team giovane e dinamico, l'azienda di Gambellara ha dato perciò origine al progetto #winetomany, un centro di creatività e un gruppo di talenti che sono fondamentali per la valorizzazione del vino italiano nel mondo attraverso i new media, che al Vinitaly 2017 celebra la sua quarta edizione.

Nel 2014, durante la prima edizione di #winetomany, è stata organizzata una tavola rotonda tra blogger del vino e del food per discutere lo stato della comunicazione di settore e le opportunità per renderla più contemporanea, alla quale avevo preso parte. Ma #winetomany 2014 non era finito lì: a seguire c'è stato un evento on line, #tweettasting con Luca Gardini, del quale ho parlato su Scatti di Gusto.
L’edizione 2015 è stata dedicata ai web designers impegnati in un vero e proprio hackaton interno, mentre nel 2016 ci si ès offermati sulla narrazione e I nuovi stili di comunicazione e linguaggio, puntando sulla contemporaneità. Ogni anno una giuria di esperti sceglie un aspirante professionista per selezionare la miglior risorsa per uno stage presso ZONIN1821.

Nell'edizione di quest'anno, il focus è stato la Sala, intesa come luogo dell'ospitalità italiana, e come tale determinante per la corretta comunicazione del vino. La vincitrice, Adriana de Sousa Silva, attualmente in forza al ristorante Ceresio 7 di Milano, intervistata durante l'ultima edizione di Identità Golose, è stata scelta tra gli under-30 provenienti dai migliori istituti alberghieri e valutati sul servizio, la mise en place, la conoscenza di una carta dei vini, da una giuria composta da Francesco Zonin, produttori del food e maîtres dell’associazione stellate “Noi di Sala”. 


La vincitrice è stata premiata lunedì 10 Aprile durante l'evento #gastronomyexperience con Cristina Bowerman ed ora ha la possibilità di fare un'esperienza nel ristorante stellato Pipero a Roma e a Castello di Albola nel Chianti Classico al fine di approfondire la sua formazione sul vino.