lunedì 20 marzo 2017

Gnocchi di ricotta e spinaci



Lo so, lo so, gli gnocchi (o gli gnudi) di ricotta e spinaci sono un conosciutissimo piatto toscano. Ma anche noi in Russia abbiamo una ricetta praticamente uguale, sia di gnocchi di ricotta semplici, sia di gnocchi con gli spinaci (si chiamano vareniki). La ricotta normalmente viene sostituita da un formaggio fresco molto simile che si chiama tvorog (tutte le mie spiegazioni del caso troverete a questo link).  Difficilmente rispetto le grammature, anzi, nemmeno le conosco, faccio molto a occhio, cercando di raggiungere la consistenza giusta, usando meno farina possibile.


Gnocchi di ricotta e spinaci

500 g di ricotta fresca scolata 
200 g di spinaci surgelati (ebbene si, surgelati, e non freschi che non ho tempo di cercarli, comprarli e lavarli!)
100 g circa di parmigiano 
2 uova
una manciata di farina (non so quanto esattamente, al massimo 50-60 g)
sale
pepe
noce moscata
burro
1 spicchio di aglio

- cuocere gli spinaci in una padella con una noce di burro, un pizzico di sale e uno spicchio di aglio, eliminare l'acqua in eccesso, strizzandola e tritare a coltello

- schiacciare bene la ricotta con la forchetta, aggiungere le uova e mescolare

- aggiungere sale, pepe, noce moscata, spinaci frullati, parmigiano e farina; mescolare bene fino ad ottenere l'impasto omogeneo. La consistenza raggiunta dovrebbe essere piuttosto morbida, ma che possa essere modellata con le mani unte

- ungere le mani con poco olio, prelevare un po' di impasto (grandezza piccola noce) con un cucchiaio e formare una pallina

- sistemare le palline su un vassoio rivestito con la carta da forno leggermente unta (per non aggiungere altra farina)


- portare a ebollizione abbondante acqua in una pentola grande, salare

- cuocere pochi gnocchi per volta, facendo attenzione a calarli ad uno ad uno

- una volta che tornano a galleggiare, sono pronti: prelevarli con una schiumarola e mettere in una pirofila con il burro sciolto

- servire con una spolverata di parmigiano

Per rendere questi gnocchi più saporiti, si potrebbe sostituire la metà del parmigiano con il pecorino romano. Gli gnocchi di ricotta semplici vanno serviti con una leggera salsa di pomodoro e basilico.
Ho anche l'intenzione di provare ad usare le altre verdure a posto di spinaci, magari le cime di rapa o le erette di campo (forse anche la borragine o le ortiche, vista la stagione).



martedì 21 febbraio 2017

Polpette fritte di pane e funghi


A volte succede... succede che dopo una cena rimane parecchio pane già tagliato. Che fare? Certo, si può sempre surgelarne alcune fette (per chi mangia il pane), e se no?.. In questi casi faccio le polpette, di pane. A volte le aromatizzo con le erette tritate, altre volte aggiungo nell'impasto la cicoria, altre volte ancora metto il trito di funghi.
A proposito di funghi, voi come usate i pleurotus? Io li friggo. Uovo, pangrattato e olio bollente bastano per farlo diventare una vera cotoletta molto gustosa. Però taglio via i gambi, sono troppo duri. A volte ci faccio il sugo piccante al pomodoro, ma poi ho deciso di aggiungerle nelle polpette, ed è stata una rivelazione!


Polpette fritte di pane e funghi

10 fette di pane
3-4 uova
1 manciata abbondante di funghi tritati
1 manciata di parmigiano
prezzemolo
aglio
sale
pepe
pangrattato
olio per friggere

- ammollare il pane nell'acqua per 10-15 minuti, poi eliminare la crosta (se è troppo dura), strizzare bene la mollica e sbriciolare

- tritare un mazzetto di prezzemolo con 1 spicchio di aglio, unire alla mollica insieme a 2 uova, il parmigiano e i funghi tritati finemente, salare, pepare

- impastare bene con le mani, finche il composto diventi omogeneo

- formare le polpette grandi come una noce, passarle nelle uova sbattute e poi nel pangrattato

- riscaldare l'olio, friggere le polpette per 4-5 minuti, asciugare sui tovaglioli di carta

- servire tiepide con una salsa di yogurt

Una variante: invece di impanare e di friggere le polpette, le si può cuocere nella salsa di pomodoro piuttosto liquida per 15-20 minuti.



lunedì 23 gennaio 2017

Tiramisù con ricotta e zabaione


Credevo di averla pubblicata qualche anno fa, la ricetta del tiramisù con la ricotta, perché la conosco da almeno 15 anni, invece niente, la memoria gioca i brutti scherzi. Poco male comunque, nel frattempo avevo apportato alcune modifiche nella ricetta.
Innanzitutto, le uova. Prima usavo tranquillamente le uova crude (e non è mai successo niente), invece adesso, quando molte persone dicono di non consumarle più, se non cotte o pastorizzate, per via della salmonella, ho iniziato di preparare il tiramisù con lo zabaione. In realtà è solo una scusa di aggiungere del vino alla preparazione!
Poi, la ricotta. Prima usavo la ricotta di mucca, più delicata, ma per la verità qualcosa mancava, fino a quando non ho provato a prendere quella di pecora, più saporita.  Secondo me è molto meglio. Ma se aggiungere alla ricotta qualche cucchiaio di latte o di panna, per la cremosità, dipende dai gusti e della ricotta stessa.
Il caffè? E' sempre Dorhouse,  il mio preferito, quello che faccio tutte le mattine con la mia Rossa. Stavolta ho scelto "Espresso Gustoso Forte e Corposo".
Pronti?




Tiramisù con ricotta e zabaione

4 uova
400 g di ricotta di pecora
130 g di zucchero
200 g di savoiardi
200 ml di caffé poco zuccherato
80 ml di rhum
100 ml di vino bianco o vino da dessert non troppo dolce
cacao
sale


-  preparare lo zabaione: mettere i tuorli in una ciotola di vetro spesso o di acciaio, aggiungere il vino e metà dello zucchero e mescolare. Adagiare la ciotola su un pentolino con poca acqua bollente e cuocere lo zabaione a bagno maria, montando con la frusta ininterrottamente per qualche minuto.

- montare bene la ricotta in una planetaria, unire lo zabaione tiepido.


 - montare gli albumi con l'altra metà dello zucchero, aggiungere alla crema e mescolare.

-  preparare la bagna per i savoiardi: mescolare il caffé poco zuccherato e il rhum


- prendere delle tazze (o bicchieri, tazzine o quello che volete) coprire il fondo con un sottile strato di crema, poi, bagnando i savoiardi, adagiarli in uno strato (se serve, i savoiardi si possono rompere dopo averli bagnati)

- coprire con la crema e fare un altro strato; terminare con la crema, spolverare la torta con il cacao setacciato. 



- coprire le tazze (bicchieri, tazzine ecc) con la pellicola e porre nel frigo per qualche ora (meglio se per la notte)

- prima di servire spolverare con cacao