martedì 21 febbraio 2017

Polpette fritte di pane e funghi


A volte succede... succede che dopo una cena rimane parecchio pane già tagliato. Che fare? Certo, si può sempre surgelarne alcune fette (per chi mangia il pane), e se no?.. In questi casi faccio le polpette, di pane. A volte le aromatizzo con le erette tritate, altre volte aggiungo nell'impasto la cicoria, altre volte ancora metto il trito di funghi.
A proposito di funghi, voi come usate i pleurotus? Io li friggo. Uovo, pangrattato e olio bollente bastano per farlo diventare una vera cotoletta molto gustosa. Però taglio via i gambi, sono troppo duri. A volte ci faccio il sugo piccante al pomodoro, ma poi ho deciso di aggiungerle nelle polpette, ed è stata una rivelazione!


Polpette fritte di pane e funghi

10 fette di pane
3-4 uova
1 manciata abbondante di funghi tritati
1 manciata di parmigiano
prezzemolo
aglio
sale
pepe
pangrattato
olio per friggere

- ammollare il pane nell'acqua per 10-15 minuti, poi eliminare la crosta (se è troppo dura), strizzare bene la mollica e sbriciolare

- tritare un mazzetto di prezzemolo con 1 spicchio di aglio, unire alla mollica insieme a 2 uova, il parmigiano e i funghi tritati finemente, salare, pepare

- impastare bene con le mani, finche il composto diventi omogeneo

- formare le polpette grandi come una noce, passarle nelle uova sbattute e poi nel pangrattato

- riscaldare l'olio, friggere le polpette per 4-5 minuti, asciugare sui tovaglioli di carta

- servire tiepide con una salsa di yogurt

Una variante: invece di impanare e di friggere le polpette, le si può cuocere nella salsa di pomodoro piuttosto liquida per 15-20 minuti.



lunedì 23 gennaio 2017

Tiramisù con ricotta e zabaione


Credevo di averla pubblicata qualche anno fa, la ricetta del tiramisù con la ricotta, perché la conosco da almeno 15 anni, invece niente, la memoria gioca i brutti scherzi. Poco male comunque, nel frattempo avevo apportato alcune modifiche nella ricetta.
Innanzitutto, le uova. Prima usavo tranquillamente le uova crude (e non è mai successo niente), invece adesso, quando molte persone dicono di non consumarle più, se non cotte o pastorizzate, per via della salmonella, ho iniziato di preparare il tiramisù con lo zabaione. In realtà è solo una scusa di aggiungere del vino alla preparazione!
Poi, la ricotta. Prima usavo la ricotta di mucca, più delicata, ma per la verità qualcosa mancava, fino a quando non ho provato a prendere quella di pecora, più saporita.  Secondo me è molto meglio. Ma se aggiungere alla ricotta qualche cucchiaio di latte o di panna, per la cremosità, dipende dai gusti e della ricotta stessa.
Il caffè? E' sempre Dorhouse,  il mio preferito, quello che faccio tutte le mattine con la mia Rossa. Stavolta ho scelto "Espresso Gustoso Forte e Corposo".
Pronti?




Tiramisù con ricotta e zabaione

4 uova
400 g di ricotta di pecora
130 g di zucchero
200 g di savoiardi
200 ml di caffé poco zuccherato
80 ml di rhum
100 ml di vino bianco o vino da dessert non troppo dolce
cacao
sale


-  preparare lo zabaione: mettere i tuorli in una ciotola di vetro spesso o di acciaio, aggiungere il vino e metà dello zucchero e mescolare. Adagiare la ciotola su un pentolino con poca acqua bollente e cuocere lo zabaione a bagno maria, montando con la frusta ininterrottamente per qualche minuto.

- montare bene la ricotta in una planetaria, unire lo zabaione tiepido.


 - montare gli albumi con l'altra metà dello zucchero, aggiungere alla crema e mescolare.

-  preparare la bagna per i savoiardi: mescolare il caffé poco zuccherato e il rhum


- prendere delle tazze (o bicchieri, tazzine o quello che volete) coprire il fondo con un sottile strato di crema, poi, bagnando i savoiardi, adagiarli in uno strato (se serve, i savoiardi si possono rompere dopo averli bagnati)

- coprire con la crema e fare un altro strato; terminare con la crema, spolverare la torta con il cacao setacciato. 



- coprire le tazze (bicchieri, tazzine ecc) con la pellicola e porre nel frigo per qualche ora (meglio se per la notte)

- prima di servire spolverare con cacao


martedì 17 gennaio 2017

Zuppa di fagioli e Patanegra



Se per caso avete a casa un Patanegra, questa ricetta è per voi.
Béh, vale lo stesso anche se avete un altro tipo di jamon oppure un prosciutto, l'importante che sia un pezzo intero che voi piano-piano tagliate a coltello a casa vostra e ve lo gustate quando ne avete voglia. 



Prima o poi finisce tutto, anche le cose belle. Così anche il Patanegra ad un certo punto finisce e vi lascia un osso (da spolpare) e lo zoccolo (premio di consolazione).
Voi cosa ci fate con l'osso? Lo buttate?
Sbagliato!
Con questo fantastico osso si può preparare una gustosissima zuppa di fagioli, da leccarsi i baffi!
Pronti?


Zuppa di fagioli e Patanegra

1 osso di Patanegra (o altro prosciutto), tagliato in 2-3 parti
500 g di fagioli secchi (cannellini, borlotti o entrambi)
2 carote
2-3 coste di sedano
3 foglie di alloro
1 grossa cipolla bianca
pepe nero in grani
sale... NO
pane da bruscare

- mettere in ammollo i fagioli per tutta la notte

- il giorno dopo prendere una grossa pentola, versare parecchia acqua fredda, aggiungere le ossa, gli odori  e le verdure e portare a ebollizione

- abbassare la fiamma al minimo, e togliere ogni tanto il grasso dalla superficie (ce n'è davvero tanto), continuare la cottura per 2,5-3 ore

- togliere le ossa e le verdure dal brodo, aggiungere i fagioli ammollati e scolati e continuare la cottura per un'altra ora circa, fino a quando saranno morbidi e quasi sfatti 

- nel frattempo spolpare completamente l'osso e tritare la polpa (ne viene tanta)

- frullare le carote, il sedano e la cipolla e versare nella pentola.

- rimettere la polpa tritata di Patanegra nella zuppa e assaggiare (quasi sicuramente non ci vorrà il sale, ma non si sa mai)

- abbrustolire le fette di pane al forno o sulla griglia e servire insieme alla zuppa

Visto che la zuppa viene molto abbondante, la si prepara quando avete molti amici a cena,  oppure potete porzionare e surgelare una bella parte della zuppa per le lunghe serate invernali.