martedì 27 gennaio 2015

Fiadone, il dolce ricordo della Corsica




Prima conoscevo un solo fiadone, quello abruzzese. Poi, dopo un viaggio in Corsica (di quasi 10 anni fa), ho scoperto questo dolce, il fiadone, che i corsi servono a colazione. Buonissimo, umido, saporito, profumato, era proprio il caso di andare a cercarne la ricetta. Pensavo a qualcosa di più elaborato, invece 4 ingredienti e il procedimento semplicissmo e veloce mi hanno stupita davvero. Tornata a casa, incredula, ho rifatto il fiadone, ed è venuto esattamente come l'ho mangiato sull'isola.
Poi, come spesso accade, l'ho riposto in un cassettino della memoria e ... me lo sono dimenticata. E all'improvviso, mentre pochi giorni fa ero in giro nella fredda e umida Milano, mi è venuto in mente questo dolce solare, e ho portato a casa la voglia di rifarlo urgentemente. Il resto lo avete visto. Detto-fatto-postato.
Perfetto per i celiaci, non male per chi sta attento alle calorie (una piccola fettina è decisamente appagante, e poi diminuerei ancora di più lo zucchero visto che stavolta l'ho trovato decisamente troppo dolce.) Da aromatizzare come uno vuole (oltre al classico limone, arancia, mandarino, ma anche vaniglia, cannella o fava tonka)
Insomma, questo fiadone è da fare e da rifare. Fidatevi.



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lunedì 19 gennaio 2015

Cake al cioccolato, caffé e whisky



Alla fine ho ceduto. Ieri ho ceduto a quella voglia di sfornare un dogurioso dolce al cioccolato, ma non per mangiarlo io, non mi interessa, l'ho fatto per la mia soddisfazione, per ricordazre che so fare anche questo! (Béh, tanto per precisare: oggi ho imparato ad usare il trapano, l'ho preso in mano per la prima volta nella vita, e ho avuto tanta soddisfazione di aver bucato i muri (nei posti giusti!) che nemmeno immaginavo!)
Questo cake invece è frutto della mia invenzione e sperimentazione. Volevo i sapori forti, decisi, spiccati, una consistenza tenera e morbida, da regalare l'immediato piacere al palato. Così l'ho immaginato. Così è venuto. Dopo averlo assaggiato, ho pensato ad un paio di migliorie, quelli che l'hanno mangiato mi hanno assicurato che "meglio di così si muore", mia figlia compresa. Allora lo scvrivo così come l'ho fatto, e poi vedete voi. Ricordate solo che i miei dolci sono sempre poco dolci.



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lunedì 5 gennaio 2015

Bagnet verd ovvero salsa verde e bollito



Sento il dovere di scusarmi per le foto: avevo troppa fame! No, troppa gola... Zero pazienza per fotografare come si deve davanti ad un piatto di bollito succulento (con una marea di carote) e una ciotola di golosissima salsa verde (che mangerei a cucchiaiate).

Detto ciò, passiamo alle cose serie. D'inverno (ma non solo, va bene anche in altre stagioni!) ci piace il bollito. Quello classico, con tanti tipi di carne mista, gallina, cotechino e lingua, o di un tipo soltanto. L'importante che sia morbido e saporito, con tante carote che adoro, con il brodo da condire e da bere in tazza ( o da tuffarci i tortellini) e con qualche salsa di accompagnamento. Di solito faccio la maionese, ma ultimamente mi è venuta voglia di salsa verde come la fanno in Piemonte, il bagnet verd. Buonissima da sola, sfiziosa sul crostino con le acciughe e immancabile con il bollito. Di ricette, si sa, se ne trovano tante e ovunque tra libri, giornali, internet e passa parola, non sempre perfette, raramente autentiche, a volte proprio sbagliate. Per questo quando posso vado sul sicuro: chiedo a chi ne sa più di me. E chi meglio di una signora piemontese doc (che fa una bagna cauda che posso mangiare senza conseguenze anche a 40 gradi all'ombra) poteva darmi la ricetta perfetta?


"Mia mamma ci metteva anche l'uovo sodo", mi ha detto quella signora piemontese, "perché una volta non era un antipasto ma un piatto unico, un pasto contadino".


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martedì 30 dicembre 2014

Polpette di pane al sugo


Il prototipo di queste polpette ho assaggiato un mese fa, in una trattoria vegana So What?!, e si chiamavano "Le polpette che la nonna non ti ha mai fatto". Ovvio, erano vegane, ma strepitosamente buone e golose, e ve lo dice una carnivora convinta. In realtà per fare queste polpette non ci vuole niente, tranne un pò di pane raffermo e di pomodoro sotto forma della passata, dei pelati o altro. Il "problema" è la soia in casa mia entra solo come salsa, quella "classica" della cucina cinese o giapponese, quindi niente latte, tofu ecc. Poco male: da vegane le polpette sono diventate vegetariane, ma non per questo meno buone. Anzi, ho usato il pane di Pane e Tempesta (me ne era rimasto molto dopo l'inaugurazione, e, amici romani, vi consiglio di farci un salto!), e secondo me le polpette ne hanno solo guadagnato.


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mercoledì 24 dicembre 2014

Stufato invernale speziato




 Tabil è una mia recente scoperta grazie ad un'amica, la titolare di Tutte le spezie del mondo. Quando mi consiglia qualcosa da provare, non esito, mi butto e non mi pento. Infatti, anche quando ci siamo incontrate l'ultima volta ai Salotti del Gusto, le ho chiesto se aveva qualche novità, e allora mi ha parlato di questa miscela nord africana.
"Il Tabil è un mix di spezie profumatissimo e dolce, solo leggermente piccante. In Tunisia si usa diffusamente per stufati, tajine e zuppe. Può essere usato anche per insaporire il pane come si fa con lo zahtar o per marinare l'agnello prima della cottura arrosto.Composizione: pepe nero, coriandolo, zenzero, pepe di cayenna, semi di finocchio, noce moscata, chiodi di garofano, anice, cassia, sale"
 Confesso, non era questa la ricetta che mi aveva suggerito Francesca, ma mi piace inventare abbinamenti di testa mia, adattandoli alla stagione (e a quello che ho sotto mano).
Sta a voi decidere cosa farne, intanto vi racconto cosa ho fatto io, avendo troppi impegni e poco tempo.



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