venerdì 30 marzo 2018

Colazione di Pasqua alternativa: ovetti con salmone e maionese



Certo che festeggiare la Pasqua il 1 aprile mi fa ridere. Ma che è, un pesce d'aprile? Dopo aver fatto questa battuta scontatissima, mi è venuto in mente che invece potrei giocarci. E così che ho deciso cosa preparare per la colazione di Pasqua.

In fondo, sempre una foodblogger e foodwriter sono, e ogni tanto me lo fanno ricordare anche grazie all'"intervista all'improvviso" per il blog di ProntoPro, la troverete a questo link. 

Ma torniamo alla ricetta: è semplice come un uovo, si tratta più di un'idea, di un assemblaggio che di una ricetta vera e propria, ma è buona e veloce, e allora ve la propongo.


Uova strapazzate nel guscio con salmone e maionese

per 6 porzioni:

6 uova freschissime
100 g di salmone fresco
200 ml di olio vegetale
sale
pepe
aneto 
qualche goccia di limone

- svuotare i gusci delle uova: metterne tre da una parte (serviranno per i dolci o altro), i due per fare le uova strapazzate e uno per la maionese; lavare e asciugare i gusci

- preparare la "maionese in 30 secondi": mettere un uovo nel bicchiere, aggiungere una presa di sale e versare l'olio. Immergere il minipimer nel bicchiere e azionarlo per 15-20 secondi, infine versare un po' di succo di limone e frullare ancora per qualche secondo

- tagliare il salmone a cubetti, condire con il sale e un po' di aneto tritato

- sbattere le due uova in una ciotola con l'aggiunta di 2 cucchiai di acqua fredda e il sale; preparare le uova strapazzate in una padellino antiaderente; aggiungere il pepe e l'aneto tritato

- mettere i gusci nelle portauova (o nelle confezioni di cartone colorate), aggiungere una cucchiaiata di uova strapazzate, una di salmone e decorare con poca maionese e un rametto di aneto



lunedì 19 marzo 2018

Remise en forme. Perché non si dimagrisce dopo una giornata a camminare?


Non so se si vede, ma sono molto contenta di come sia andata finora la mia remise en forme, (ricapitolando, ho perso poco più di 5 kg, 7 cm di circonferenza fianchi e vitae di come io riesca a mantenermi nonostante le cene, le bevute, i viaggi e le degustazioni.
Sono contenta al punto di aver ordinato le magliette autoreferenziali con la stampa personalizzata da Print24azienda tipografica online che si occupa di ogni tipo di prodotto stampato, tra cui prodotti cartacei, fotografici, tessili, alimentari, da imballaggio e pubblicitari. Mi piaceva l'idea indossare le magliette con il mio hashtag preferito #remiseenforme oppure con il mio secondo nome Rossa di Sera che quest'anno fa ben 10 anni. 

Ma torniamo alla domanda di oggi.
Me la sono (im)posta (anche se non è la prima volta) dopo l'ultimo weekend passato al Taste di Firenze che mi ha letteralmente distrutta. Tutto il giorno in piedi, ad attraversare la città (per fortuna non troppo grande), a camminare su e giù per la Stazione Leopolda,  e, il colmo, a uscire anche la sera per un evento "fuori di Taste". Risultato? Non riuscivo a reggermi in piedi, mi facevano male le gambe come non mai, ma pensavo "avrò consumato 10 mila calorie, non ho mangiato quasi niente, bevuto poco, devo aver perso almeno 2 kg e sembrerò un'acciughina".
Situazione che conosciamo tutti, giusto?



In realtà quella sera ero più gonfia e avevo 1 kg in più. Tragedia.
La mattina dopo, per fortuna, stavo meglio, e la corsa è ricominciata con la differenza della pioggia battente e il corpo un po'  indolenzito. 
Una volta tornata a casa, ho deciso di andare a capo di questo problema.

Dunque, i dolori sono dovuti all'acido lattico prodotto durante lo sforzo.
Ma l'acido lattico si metabolizza in 2 ore circa dopo la fine dell'"esercizio". E quindi?
In realtà i dolori sono dovuti alle microlesioni ai muscoli (che normalmente non sono allenati a questo tipo di sforzo, anche se andiamo in palestra).
E il gonfiore? Stare tutto il giorno in piedi o camminare  senza sosta impedisce la circolazione corretta del sangue e favorisce l'accumulo dei liquidi laddove li porta la forza della gravità.


E qui purtroppo c'è ben poco da fare se non

1. indossare le scarpe comode.
2. bere parecchia acqua (anche se aggiunge qualche "scomoda" corsa in più verso il bagno).
3. prendere un'aspirina (si, esatto!) per fluidificare il e favorire la circolazione dei liquidi. In pratica è lo stesso rimedio da usare durante i lunghi viaggi aerei.
4. cercare di fare lo stretching, se non durante, almeno a fine giornata.
5. anche se la sera si pensa di aver meritato "una bella cenetta", magari è meglio andare sul leggero e poco salato (per la famosa questione di ritenzione idrica).


Comunque di solito la mattina si è sempre più sgonfi, e non tanto il viso, quanto il corpo (fianchi, gambe, piedi), e che a questo punto è meglio prendersi le misure la mattina, quando si è riposati e rilassati.
Vi dirò di più: con la #remiseenforme non mi gonfio più nemmeno durante "quei giorni critici" che a noi, donne, fanno soffrire tanto.  Solo l'ultima esperienza al Taste mi ha fatto patire un po', ma risolveremo anche questo.



E, come dico sempre, #buongiorno e buon #caffè!



mercoledì 7 marzo 2018

Cake al cioccolato e cappuccino con glassa al caffè


Quando la domenica uggiosa ti fa sfornare cose che nemmeno immaginavi. Senza troppe parole, senza troppe spiegazioni. Un cake che viene fuori quasi da se, perché c'è tanta voglia di caffè. E il mio fornitore ufficiale della felicità mattutina, il mio appuntamento quotidiano, mi permette di sperimentare tanti gusti, delicati e forti, a seconda del tempo (fuori) e dell'umore (dentro).


Cake al cioccolato e cappuccino con glassa al caffè

125 g di farina
25 g di cacao amaro
100 g di cioccolato fondente
60 g di burro salato
90 g di zucchero
60 ml di caffè 10 (confezione rossa) Dorhouse
40 ml di latte
2 uova
1 cucchiaino di polvere lievitante

per la glassa
125 g di zucchero a velo
2-3 cucchiai di caffè ristretto
1 cucchiaino di whisky (o rhum)




- setacciare in una ciotola grande la farina, il cacao e la polvere lievitante

- sciogliere il cioccolato con il burro (a bagnomaria o al microonde)

- unire il caffè con il latte e versare nel cioccolato, mescolare

- battere le uova con lo zucchero, unire al cioccolato e mescolare

- infine versare il composto di cioccolato nella farina e mescolare con un cucchiaio di legno

- rivestire uno stampo da plumcake con la carta da forno e versare i composto

- infornare a 180° per 45 minuti (verificare la cottura con uno stecchino di legno)

- far raffreddare su una griglia


- versare il caffè un cucchiaio per volta nello zucchero a velo e mescolare, la glassa non deve essere troppo densa; poi aggiungere il whisky (a piacere)

- far colare la glassa sul cake intiepidito, aspettare qualche minuto e tagliare



venerdì 2 marzo 2018

Remise en forme. Provocazione. Quello che penso davvero.



Sarà un post piuttosto provocatorio, in quanto il mio pensiero non è esattamente allineato con il pensiero comune.

Ora più che mai sono profondamente convinta che il dimagrimento e la rimessa in forma, ovvero, la remise en forme, sia possibile a qualunque età e in qualunque condizione.
Mi spiego.
Fino a qualche tempo fa dicevo, convinta: eh, a 25 anni si dimagrisce in 2 giorni, a 30 ci si mette molto più fatica,  dai 40 e in poi oramai è complicatissimo, quasi impossibile. Vero, ma solo in parte: da giovani si dimagrisce prima e più velocemente, ed è normale, ma è altrettanto vero che si dimagrisce a tutte le età, con l'impegno e con l'approccio diversi.
Inoltre credo che ci siano troppe scuse che ci fanno mettere l'animo in pace: il metabolismo che non va, le ossa grosse, i problemi ormonali, la costituzione e via dicendo. Ci saranno anche i casi con i problemi ormonali, ma sono molto meno rispetto a quello che ci fanno credere. Quelle sono le scuse per propinarci la liposuzione, il bendaggio gastrico o, addirittura, per crearci un alibi per non fare niente, "tanto è inutile, allora mettiamoci la pietra sopra e mangiamo per dimenticare".


Sono profondamente convinta, dopo che ho portato avanti con successo il mio programma/stile di vita Remise en forme, che quello che conta, non è l'età e la condizione fisica, ma la disciplina, l'autocontrollo, la volontà e l'amore verso se stessi. Anche perché avere meno peso significa migliorare la salute, alleggerire le gambe e dare il sollievo ai piedi. Insomma, il corpo non avrà che da ringraziarvi. E poi, anche se è discutibile, credo che molti problemi si possono migliorare, se non risolvere, con l'alimentazione corretta e aggiustata su misura. Ovviamente, non parliamo di tumori e di altre malattie gravi, ma di pressione, di colesterolo, dello stato di pelle e di capelli.

Ma davvero-davvero preferite prendere compresse e pasticche invece di correggere e ridimensionare l'alimentazione?


Anche se qui rischiamo di cadere nella trappola opposta, quella dei cosiddetti  "superfood". Nessun alimento in sé, che sia una bacca che cresce su un cucuzzolo dell'Himalaya, i semi del deserto della Mongolia o un'alga raccolta in mezzo all'oceano, fa miracoli. Ricordate, anni fa si parlava di ananas, ovvero, del suo gambo che fa dimagrire, poi di papaya, poi non ricordo di che altro? È vero, contengono le sostanze che aiutano, ma che bisognerebbe consumarle in quantità industriali che nessun essere umano possa fare, per ottenere i benefici annunciati. La stessa cosa vale per vari bacche di goji e semi di chia, e nemmeno avocado o acqua di cocco sono la panacea per i vostri mali.


La vera panacea, se cerchiamo i miracoli, non esiste, ma esistono gli alimenti da privilegiare rispetto agli altri, da bilanciare il rapporto calorico e le sostanze nutrienti, e soprattutto c'è l'organismo da ascoltare e da creare l'alimentazione personalizzata e consapevole. Quindi, magari non un cheeseburger, ma un pesce al forno, non le patate fritte, ma un piatto di verdura al vapore, e non una fetta di torta con la panna, ma frutta fresca. E se viene voglia di pizza, perché no? Non solo fa parte di cucina mediterranea, sana e salutare, ma è anche patrimonio dell'Unesco.
E non dimenticate un po' di attività fisica da associare che non fa mai male!

Ho ragione?