mercoledì 31 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 28. Mantenimento.


Ci siamo, sono passate 4 settimane da quando è iniziata la remise en forme. I risultati più importanti sono stati raggiunti nelle prime 2 settimane: ho perso 4,1 kg, 5 cm sui fianchi e sul punto vita, 3 cm sulle cosce. Insomma, sono ottimi dati. Poi, dalla terza settimana ho fatto parecchie uscite (quasi tutte per lavoro) e anche un viaggio a Siena. E tra una cena e una degustazione, continuavo a mangiare sano e leggero, i legumi con le verdure a pranzo, pesce o a volte pollo e verdure a cena. Nonostante alcuni eccessi, sono riuscita a mantenere i risultati, grazie anche ad una giornata di digiuno ogni tanto. Naturalmente, anche il pilates ha a sua enorme importanza: mi fa tornare più forte, flessibile e resistente, ma anche più asciutta e tonica. E anche se non è sempre facile, eseguire tutti gli esercizi, e a volte non ci arrivo a farli tutti, dopo la lezione mi sento felice e soddisfatta.

Ora devo passare alla fase di mantenimento che diventerà, anzi, sta già diventando uno stile di vita. Questo significa esattamente continuare con l'attività fisica, continuare a mangiare in un modo corretto, quello che ho stabilito per la mia remise en forme, e di concedersi un paio di cene a settimana con il vino e senza troppi sensi di colpa, ma con la compensazione il giorno dopo. Ne ho parlato con mio marito, ed è assolutamente d'accordo, vuole anche lui mantenere i risultati ottenuti e, possibilmente, migliorarli.


Oggi a pranzo abbiamo mangiato la crema di fagioli con i broccoletti siciliani, condita con una noce di burro acido, e l'insalata siciliana con finocchi, arance, cipolle rosse e una manciata di frutta secca.


A cena una fetta di salmone scottato in padella antiaderente con salsa verde a base di yogurt, insalata di cavolo bianco e rosso con la mela, patate lesse.

martedì 30 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 27. The day after.



C'è poco da dire. Due giorni a Siena sono stati pieni di vino, un po' meno di cibo, e di tanta bellezza. Ho tentato di fare la brava, ma quando devi fare gli assaggi, almeno un sorso lo devi bere, a volte anche due. Ad un certo punto a pranzo scappava un panino, e la sera qualche bella cenetta con i prodotti locali, cucinati dai bravissimi chef.




In compenso ho camminato tanto e spero di aver ammortizzato almeno in parte quello che ho consumato.

Oggi è una giornata di digiuno, completamente detox: acqua, tè verde, tisana ai mirtilli e il decotto di finocchio con alloro e scorze di limone. Domani mattina si vedrà quanto ha funzionato. 

In realtà non sono molto preoccupata, sono entrata pian-pianino nella fase di mantenimento che dovrà aiutarmi a ricompensare le uscite, le cene e le degustazioni.


Seppur stanchissima, sono andata a fare la lezione di pilates, che serve sicuramente a disintossicarmi. 
Da domani si ci riprende con le zuppe di legumi, le erbe aromatiche e i piatti di pesce dalle cotture light. Ma soprattutto con il lavoro che nel frattempo si è accumulato.

lunedì 29 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 26. Erbe aromatiche.



Credo si sia già capito che sono una grandissima amante di erbe aromatiche. Anche questa mia caratteristica viene dall'infanzia: da noi in Russia si usa molto servire le zuppe con una spolverata di erbe tritate, in particolare, aneto, prezzemolo e cipollotto verde. Anche nelle insalate di pomodori e cetrioli ne vanno tante, magari con un'aggiunta di coriandolo fresco. Oltre a dare sapore e freschezza, le erbe nei primi piatti servivano soprattutto in inverno, per avere un po' di vitamine visto che le verdure fresche scarseggiavano.


Ricordo un altro bel particolare, legato alla mia vita in Russia: quando si entrava in un ristorante di cucina caucasica, georgiano, azerbaijano o armeno, tra gli antipasti nel menù c'era sempre un piatto di verdure fresche servite su un vassoio e una montagna di erbe: aneto, prezzemolo, coriandolo, cipollina verde, dragoncello, peperoncino e a volte basilico viola. Era, ed è ancora una gran bella tradizione per accompagnare la carne sullo spiedo, marinata, insaporita e arrostita.

Non ho mai abbandonato quell'abitudine, e ho imparato ad usare altre erbe: basilico verde, origano, timo, erba cipollina, salvia, finocchietto e .. avrò sicuramente dimenticato qualcosa. Non solo danno una sferzata di sapore e di freschezza, ma ora che seguo la mia emise en forme, insaporiscono le pietanze senza usare troppo sale, il che è molto utile nella lotta contro la ritenzione idrica.



Le proprietà delle erbe aromatiche sono molteplici.
Il coriandolo fresco agisce contro i gonfiori e le difficoltà digestive, favorisce il metabolismo di carboidrati.
L'aneto e il finocchietto sono due erbe che aiutano a sgonfiare la pancia, e digerire pietanze un po' più pesanti come legumi o carne.
Lo stesso vale per l'alloro (vi ricordate il famoso "canarino"? 3 foglie di alloro, la scorza di limone, una bustina di camomilla, da far bollire per qualche minuto e bere in caso di pesantezza dello stomaco, il mal di pancia dovuto alle difficoltà di digestione).
Il peperoncino che aiuta il metabolismo e, dicono, fa bene al cuore. Il basilico ha le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, la salvia svolge l'azione antispasmodica e diuretica, il prezzemolo ha tanta vitamina C e aiuta a depurazione il fegato.

In estate compro molte erbe aromatiche nei vasetti e le coltivo fuori, in inverno il clima non è altrettanto favorevole e il più delle volte compro le erbette al mercato e al supermercato.

Utilizzo? Un po' ovunque. Aggiungo aneto, coriandolo e cipollotto verde nelle salse a base di yogurt magro; basilico e aneto al pesce; salvia alla carne; rosmarino, origano e timo nelle marinate;  tutto quello che ho sotto mano aggiungo nelle zuppe di legumi, un bel mix! Nelle tisane vanno bene verbena e menta. Ah, dimenticavo: aceto alle erbe è delizioso, ma anche l'olio che regalano ai piatti le nuove note di sapore.


Oggi è il secondo e l'ultimo giorno a Siena, tra assaggi di vini (ne ho trovati, di buoni e interessanti), pranzi al sole della piazza del Campo e cene a base di prodotti locali.Difficile resistere, ma domani torno a casa, faccio una giornata detox, vado in palestra e cerco di rimediare ai vizi concessi.
Oramai non si tratta più di dimagrimento, ma di mantenimento, il che è, forse, ancora più importante.

domenica 28 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 25. Vino, diVino o diabolico?



Ora che sono a Siena & Wine, giro tra un'infinità di banchi nell'antica sede della Banca Monte dei Paschi e di Siena e assaggio tanti vini, non potevo non affrontare questo discorso.
All'inizio della Remise en forme avevo detto che avrei eliminato il vino e tutti gli alcolici per un mese. Ovviamente, ciò non è stato possibile al 100%, perché ad una qualsiasi cena fuori almeno un bicchiere di vino ci sta. Cose che poi venivano compensate.


Siamo abituati a considerare il vino molto calorico, praticamente, un alimento liquido, ed in parte è vero, visto che l'alcol ha un certo numero di calorie, e più è alta la gradazione e più zuccheri ci sono nel vino, più impatto ha su di noi.

Ma ora vediamo in dettaglio i valori nutrizionali di alcuni vini,  giusto per avere un termine di paragone (le calorie corrispondono a 100 ml, non ad un bicchiere da 125 o 150 ml) e, magari, sdrammatizzare.

Vino bianco           82 kc
Vino rosso             85 kc
Prosecco               70 kc
Champagne          75 kc
Vino dolce            82 kc
Spumante dolce  190 kc


Per fare un paragone con qualche alimento che usiamo normalmente (parliamo sempre di 100 g):

Olio d'oliva         900 kc
Mela                     45 kc
Salmone             205 kc
Spigola                 82 kc
Patata                   77 kc
Manzo crudo     155 kc
Pasta cotta         130 kc

Tutto questo significa che il vino non è un male, è ammissibile anche a dieta, basta togliere, ad esempio,  50 g di carpaccio di manzo e aggiungere 1 bicchiere scarso di vino.


Io l'ho eliminato per la questione di detox, e anche per ridurre al massimo le calorie, ma anche perché non ne sento il bisogno, di bere del vino tutti i giorni. Ma se volessi proprio un bicchiere di bollicine, me lo farei senza troppi problemi e conseguenze.


Ebbene si, le bollicine fanno tanto bene all'umore, ma il rosso è un vero miracolo che aiuta a mantenere giovane la pelle, a favorire la digestione delle proteine (quindi una bistecc(hin)a e un bicchiere di rosso sono decisamente IN), e, pare, faccia addirittura dimagrire, favorendo il metabolismo degli zuccheri.

Sarà vero? Ve lo dirò al ritorno da Siena.
Inutile che parlo di pranzi e cene, dietetiche non sono, anche se cerco di fare la brava.

sabato 27 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 24. E se l'umore non va?


 Può capitare a chiunque, ma noi, donne, siamo molto più esposte agli sbalzi d'umore. Le ragioni possono essere tante: un risveglio all'alba, una calza rotta, la gonna che fa le pieghe dove non dovrebbe, i brutti pensieri o il malessere fisico. Sappiamo litighiamo nella mente con tutto il mondo o una persona in particolare, rimuginiamo su tante cose che nemmeno dovrebbero turbarci tanto, ci facciamo i film e rimaniamo male quando la trama reale cambia. E, ovviamente, quando abbiamo qualche chilo in più, o quando la dieta va avanti a rilento. Insomma, i motivi per essere di cattivo umore non ci mancano, e quello "quando arriva, arriva!"


Ora la domanda non è "come rimanere sempre di buon umore", ma "come rimediare".  O almeno ammortizzare. A me personalmente non importa se fuori c'è il sole o piove, posso essere incazzata nera anche con il sole che spacca le pietre e amare tutto il mondo sotto il diluvio.


Io ho bisogno della bellezza e della tenerezza.  Quindi ho bisogno di fiori e di gatti.  Le fusa di Rosé sono la migliore terapia, e Champagne che mi si butta addosso quando guardiamo la tv, da un senso di conforto. I fiori... basta che ci siano.

Poi arriva immancabilmente il bisogno di coccolarsi a tavola. E sono a dieta. Tragedia? Niente affatto. Aggiungo al mio menù qualcosa di goloso ma sano: una manciata di gamberi nella zuppa o un piattino di carpaccio di manzo (si, la carne cruda mi fa calmare e  mi fa passare la rabbia, sono una vera bestia!). Va bene, anche la tartare. Il vino? No, mica sono depressa! Però un quadratino di cioccolato fondente (un qua-dra-ti-no, non una tavoletta), sciolto sotto la lingua, fa il suo dovere.

Naturalmente, la palestra. Anche se al momento non si ha voglia di uscire, basta entrare nella sala di pilates, fare due chiacchiere con altri corsisti, "fare un culo così" e qualche molecola di serotonina si riaffaccia. Anche perché con il senso del dovere fatto, la soddisfazione è inevitabile.

Una chiacchierata con un'amica, uno sfogo (meglio se contro chi è conosciuto da entrambe), una risata, un paio di cattiverie pronunciate, e si respira meglio.

Last but not least, un abbraccio e uno sfogo con il marito. Se non capisce lui, per me non c'è speranza. Ma lui capisce, sono 20 anni che capisce ( ed è anche migliorato!), e lo farebbe per altri 120!

Comunque, credo che la questione comfort food si stia affacciando prepotentemente.

Ecco la mia top ten, buona, sana e ... dietetica!


1. frutti di mare
2. crudi di pesce
3. tartare di carne (meglio se completa)
4. carpaccio di manzo
5. uovo à la coque
6. tisana di mirtilli rossi
7. vellutata (qualsiasi)
8. moccaccino più un caffè dentro
9. qualche mandorla
10. un quadratino di cioccolato


 

Detto ciò, per il pranzo ho preparato una cosetta semplice: un macco di fave con il finocchietto e un'insalata con arance e pomodori secchi.


La cena: tanti crudi di pesce e frutti in mare al mio ristorante preferito (non ero di cattivo umore, ma ogni tanto serve qualcosa in più)

venerdì 26 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 23. Venerdì? Pesce!



...ma anche sabato, domenica, lunedì e possibilmente tutti gli altri giorni della settimana. Adoro il pesce di tutti i tipi, cucinato in tutti i modi, crudo e cotto, crostacei e molluschi, pesce di mare e di acqua dolce. Mi sono spiegata, vero?


Per chi segue la dieta o comunque il regime dimagrante, è ideale, essendo più leggero, più digeribile e più salutare della carne. Inoltre, avendo meno calorie, la porzione di pesce può essere più grande della porzione di carne, e a volte "le misure contano"!

Naturalmente, preferisco il pesce fresco, ma se mi capita una buona occasione, lo compro in abbondanza, pulisco, sfiletto e surgelo, come i filetti di salmone porzionati, o le spigolette di mare (non di allevamento) eviscerate, pronte per andare al forno.


Anche la bisque ha trovato il posto nel freezer: sia in un contenitore grande, per preparare la zuppa di legumi, sia sotto forma di cubetti di ghiaccio, per insaporire la salsa o il sugo. Avete mai provato a preparare il purè di patate con la bisque? Una delizia, giuro!
Inoltre, ho qualche scarto di pesce di mare (teste e lische) nel freezer che aspetta di trasformarsi in un profumato fumetto.


Adesso che la remise en forme è in pieno svolgimento, non faccio fritture o condimenti impegnativi, ma cucino volentieri il pesce al cartoccio, al naturale o con i pomodorini, aglio, prezzemolo, basilico, limone  e finocchio, al forno, in una sorta di acqua pazza, in una padella antiaderente senza grassi (cottura andata ai filetti di salmone o trancetti di tonno e di spada).

E poi via libera alle zuppe di lenticchie con la bisque e i gamberi, di fagioli con cozze e vongole, di  ceci e baccalà (anzi, lo stoccafisso che sta aspettando il suo turno in ammollo!)

E non mi dispiacerebbe di mangiare qualche crudo. Quasi-quasi oggi pomeriggio esco e faccio un salto dal mio pescivendolo di fiducia!

Ed ecco qualche link alle ricette di pesce leggere e dietetiche.

Filetti di gallinella all'agro
Gamberoni al rosmarino sulla brace 
Pezzogna all'acqua pazza
Zuppetta di cozze
Gamberi avvolti nelle foglie
Carpaccio di mazzancolle
Julienne di seppie con carote e sedano in insalata


Visto che ieri ho fatto un aperitivo e una cena fuori, oggi mi toccava compensare. Non era il caso di rifare il digiuno a distanza di 3 giorni, ma un pranzo a base di insalata di carciofi crudi e una insalata Waldorf, o quasi. E' fatta con il sedano, le mele, le noci e la maionese, ma l'ho condita con un po' di limone, un pizzico di sale e un filino di olio. Buonissima.

A cena eravamo fuori, stavolta insieme, all'inaugurazione di Moku, un nuovo ristorante giapponese. Quindi sushi e bollicine!

giovedì 25 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 22. Com'è andata la terza settimana.



E anche la terza settimana è andata. Difficile parlare di perdite di etti e di centimetri significative. Quello che è andato via velocemente, non era mio. La corazza di cicca e grasso non mi apparteneva, ma ora sento la Rossa finalmente uscire fuori dal suo nascondiglio.


Ad ogni modo, la settimana è stata impegnativa gastronomicamente parlando: una cena (ragionata), un aperitivo (peruviano) e un bel pranzo della domenica (con tante cose buone fatte al forno a legna), anche se compensati da un lunedì di digiuno. Ora qualche numero: il peso è sempre 62,6 kg, nemmeno un etto di meno (ma probabilmente c'entra anche il ciclo in arrivo), però -1 cm sui fianchi e -1 sul punto vita. Evidentemente il mio impegno in palestra ha prodotto i risultati: corpo più tonico, e con qualche muscolo in più.


Le prova dei pantaloni: a sinistra quella della scorsa settimana, a destra è di oggi. La differenza c'è e si vede! Anche se il margine di miglioramento c'è, mi sa che devo trovare qualcos'altro ancora da indossare come

Questa settimana si prospetta essere ancora peggio: un aperitivo e una cena, poi l'inaugurazione, poi una cena di lavoro, poi due giorni fuori.  E qui devo cercare di non dimenticare i miei buoni propositi: assaggiare di tutto, ma poco, andare piano con il vino, a cena bere l'acqua, e niente superalcolici né cocktail, e una volta a casa, fare le giornate detox. Vediamo se supererò questa "prova del nove".


Detto ciò, per il pranzo ho fatto una buonissima zuppa di legumi misti con la bisque e qualche gambero. Al maritozzo ho aggiunto anche 50 g di pasta all'uovo, visto che lui è bravo e ha perso quasi 6,5 kg! Insalata, mela (solite cose).

Vado fuori per un aperitivo e una cena, ben due impegni. Intenzionata di comportarmi bene!

mercoledì 24 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 21. Zuppe, i miei primi piatti preferiti.


Sapete quali sono i miei primi piatti preferiti? Le zuppe. Senza alcun dubbio, in parte è dovuto alle mie origini, da noi in Russia si mangiano parecchie zuppe, e ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le stagioni: calde, fredde, brodi, minestre e zuppe molto dense, servite con i crostini e con i panini lievitati all'aglio, insomma, è un mondo intero.

D'altra parte non sono una grande amante di pasta e di riso,  così come non amo particolarmente tutti i carboidrati, ovvero, il pane, gli zuccheri in generale e i dolci.
Quando mangio un piatto di pasta,  il più delle volte  dopo una mezzora ho fame come se non avessi mangiato niente (a meno che il sugo non sia bello consistente tipo il ragù, ma poi è pesante da digerire).

Ora che sto seguendo la mia Remise en forme, i carboidrati classici non ne fanno parte per mia scelta, anche perché all'inizio della dieta è una mossa che fa perdere i primi chili più in fretta.


Però a lungo andare stare senza carboidrati diventa un problema, non è salutare consumare solo le proteine e le fibre di verdure. A questo punto ho fatto una scelta vincente di introdurre i legumi che hanno una composizione ideale: relativamente pochi carboidrati, grassi quasi inesistenti, parecchie proteine (circa 1/3 dalle calorie totali) e molte fibre, solubili e insolubili, ma comunque non digeribili, che di conseguenza non vengono assorbite dall'organismo.
Inoltre le fibre solubili regolarizzano i movimenti intestinali, il diabete e il metabolismo, assorbono i grassi e saziano a lungo, e questo l'avevo già detto.

Per evitare gli effetti collaterali che purtroppo ogni tanto si manifestano, bisogna ammollare tutti i legumi tranne le lenticchie per 12-24 ore e poi possibilmente eliminare la buccia. Inoltre da cotti si possono frullare o passare nel passaverdura.

I legumi più veloci da cuocere sono le lenticchie (40-60 minuti), ma se sono rosse, bastano solo 10 minuti, e così anche in poco tempo avrete una zuppetta pronta.

Tutti i legumi sono perfetti per i primi piatti. Come base per le zuppe (2 porzioni) uso 1 cucchiaio di olio, 1/2 cipolla tritata, a volte anche 1 spicchio di aglio, da appassire molto delicatamente, rosmarino e/o alloro. A volte aggiungo una manciata di cubetti di zucca, ma si può mettere anche una piccola patata (100 g) o preparare una base per il soffritto più ricca (carote, sedano, cipolla abbondanti). Peperoncino imprescindibile, pochissimo sale, a volte erbe aromatiche per condire.

L'abbinamento migliore, dicono i nutrizionisti, è con i cereali, ma io abbino i legumi alle verdure, e secondo me funziona alla grande. Di legumi secchi bastano 30-40 grammi per porzione. Se sono ammollati o per caso presi in scatola, il peso è da triplicare, quindi da 90 a 120 g. Inoltre  sarebbe meglio non usare i legumi in scatola perché hanno parecchio sale, al limite bisogna sciacquarli bene sotto l'acqua corrente.

E poi ci sono tanti modi per rendere le zuppe ancora più golose e anche gourmet, usando la bisque o il fumetto invece dell'acqua o del solito brodo. I legumi vanno molto d'accordo con i crostacei e i molluschi in generale, ma anche il baccalà o il salmone potrebbero rivelarsi delle scelte (con)vincenti. Una manciata di funghi secchi rinvenuti è un altro modo di arricchire i legumi, così come un paio di gocce di olio al tartufo, o qualche scaglia di tartufo nero.

Infine, anche se non c'entra niente, non posso non citare la stracciatella che adoro. La faccio però senza il semolino, solo con le uova e il Parmigiano grattugiato, e tante erbe tritate. Per non farci mancare nulla, eccovi le mie due zuppetta preferite: Macco di fave e zuppa di lenticchie di Ventotene, ma oggi è il turno di una vellutata molto coccolosa.


Vellutata di piselli e porro 

1 porro
300 g di piselli surgelati
1 cucchiaio di olio evo
500 ml di brodo (di pollo o vegetale, o anche semplicemente acqua bollente)
4 cucchiai di yogurt magro
sale
pepe


- lavare il porro, eliminare una foglia esterna e affettarlo finemente tutto, fino ad arrivare alla parte verde.

- versare l'olio in una piccola pentola, aggiungere il porro e stufare delicatamente, aggiungendo un pizzico di sale e mescolando spesso, per non farlo attaccare e bruciare. Al limite si può aggiungere un cucchiaio di acqua bollente.

- mettere da parte la metà di porro stufato, nell'altra metà rimasta nella pentola, aggiungere i piselli e il brodo bollente, portare a ebollizione e cuocere per 5-6 minuti.

- frullare la zuppa direttamente nel pentolino con l'aiuto di un frullatore ad immersione, regolare di sale (se serve) e di pepe, aggiungere 3 cucchiai i yogurt e frullare ancora, fino ad ottenere la consistenza spumosa e omogenea.

- versare la vellutata nei piatti, aggiungere l'ultimo cucchiaio di yogurt a gocce e decorare con il porro messo da parte.

Ci sono tante altre zuppe e minestre che amo e preparo spesso, ma per la remise en forme ho fatto una scelta di preparare i primi piatti a base di legumi, arricchite dalle verdure.


Detto ciò, oggi a pranzo ho preparato una zuppa di piselli secchi con i chip di carote essiccate al forno a striscioline e un'insalata di carote con erbette.



Invece a cena avevamo gli  involtini di verza con le fettine di lonza marinata nello yogurt con le erbe. Il ripieno invece era costituito dalle cipolle usate per preparare il burro acido secondo la ricetta di Gualtiero Marchesi. (E voi cosa fareste con quelle cipolle?)

martedì 23 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 20. Piccoli trucchi per mangiare di meno.



Questa foto ho preso "in prestito" ad una mia amica, famosa per i suoi  "magna de meno".

Siamo sempre alla ricerca di metodi, trucchi e miracoli per mangiare di meno o per far passare l'appetito. Non posso lamentarmi, con la Remise en forme non soffro la fame e sto bene, soprattutto grazie ad una porzione giornaliera di legumi, ma potrebbe sempre arrivare quel famoso momento in cui si ha bisogno di controllarsi di più.
Facendo qualche ricerca qua e là, ho trovato alcuni suggerimenti, validi o meno, ditemelo voi!

1. Dicono che mangiare in silenzio, senza musica o notiziari o film di sottofondo, sia un metodo che funzioni. Sentire se stessi masticare ci rende più consapevoli di cosa e quanto mangiamo.

2. Mangiare in un luogo ordinato (in cucina, o nella sala da pranzo dove non c'è caos), aiuta ad avere anche l'alimentazione ordinata. E' stato provato che chi mangia in una cucina disordinata, mangia di più.

3. E' importante scegliere i patti giusti, non troppo grandi, perché la quantità di cibo sembrerà inferiore a quello che è. Al contrario, il piatto piccolo sembrerà abbondante con la stessa quantità di cibo e ci permetterà di saziarci prima. Anche il colore del piatto ha un suo perché: se è uguale al colore del cibo (es. è rosso, e sul piatto mettete una porzione di spaghetti al pomodoro, oppure una bistecca su un piatto nero), la quantità si noterà molto meno e mangerete di più. Quindi, viva i contrasti, visto che "mangiare con gli occhi" non è solo un modo di dire.
E comunque non c'è bisogno di finire il piatto per forza, bisogna ascoltarsi un po' di più.

4. Avete mai provato a mangiare con le bacchette? Sicuramente, avrete messo più tempo per finire il piatto che normalmente si mangia con le posate tradizionali. Oppure cambiate semplicemente la mano, facendo finta di diventare mancini.

5. Pare che mangiare davanti allo specchio sia un altro trucco valido. Vedendo quello che mangiamo, e come lo facciamo, fa effetto di come se ci valutassimo con gli occhi di qualcun'altro. In questo modo si mangiano meno cibi poco salutari, invece quelli giusti si consumano di più.


Proviamo qualche suggerimento durante il prossimo pasto?

Oggi ho deciso di fare una giornata detox, dopo il pranzo di ieri è il minimo!

A cena idem (alla fine l'avevo anche preventivato).

lunedì 22 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 19. Bisque, una base perfetta.


Più vado avanti, più sono contenta di me. Mi guardo allo specchio e vedo i rotolini di ciccia diventare più piccoli, il corpo tonico e più asciutto, i centimetri che pian pianino, un millimetro per volta, vanno via. Non è lo stesso per il peso: può variare, risalendo di qualche etto, ma sono cambiamenti temporanei, dovuti a un drink bevuto la sera prima, o una forchettata di qualcosa di buono ad un evento. La cosa importante sono i centimetri e come mi stanno i vestiti. Tra qualche giorno ci saranno risultati della terza settimana (e non mi faccio illusioni di grossi cambiamenti).  Sto lavorando ad uno stile di vita che permetta di mantenermi in forma, anche con gli amori in cucina.

Dovete sapere che io sono innamorata della bisque, davvero, e credo che questo meraviglioso fumetto di crostacei viene usato troppo poco. E' una base perfetta per le zuppe di pesce e per le minestre, è sorprendente come cambia un piatto di legumi o come arricchisce un semplice trancio di pesce, per non parlare di sughi per la pasta, di risotti o di una crema di patate che all'improvviso diventa un piatto gourmet.

La bisque, come anche il fumetto di pesce, è molto dietetico: ha solo 17-20 kc per 100 g, ma è un concentrato di sapore che è una bomba!

E' facile da cucinare e in pratica è un perfetto esempio della cucina senza sprechi, perché quello che ci serve per la bisque è quello che normalmente viene buttato: le teste e i carapaci di crostacei (gamberi, scampi,  aragoste, astici ecc).
Inoltre se avete gli scarti di crostacei e non vi va di cucinare, surgelateli per dedicarvi alla bisque in un secondo momento.
Infine la bisque pronta può essere surgelata anche essa, propinata nei contenitori di plastica alimentare o direttamente negli stampini per il ghiaccio (in questo caso serve per arricchire i sughi e le salse)

Ma ora bando alle ciance ed ecco la ricetta che uso io. Non aggiungo il pomodoro, anche se alcuni lo fanno, mi piace il sapore puro dei crostacei.


Bisque

1 porro (12 cm circa)
1 costa di sedano
1 carota
1 splash di brandy o whisky
carapaci di 0,5 kg di gamberi(o altri crostacei)
2 cucchiai di olio evo
750 ml di acqua



- mettere in una pentola dal fondo spesso un cucchiaio di olio, versare i carapaci e le teste e farli tostare per 5-6 minuti a fuoco alto, per esaltare i profumi e intensificare il sapore dei crostacei

- tritare il porro, il sedano e la carota e far appassire dolcemente in una padella con un cucchiaio di olio

- sfumare i carapaci tostati con un po' di brandy o whisky, aggiungere le verdure appassite e versare l'acqua calda

- coprire e cuocere a fuoco basso per 1 ora circa



- a cottura ultimata filtrare il liquido in un contenitore pulito; schiacciare i carapaci rimasti per estrarre il meglio del sapore fino all'ultima goccia e filtrare anche questo concentrato di gusto nello stesso contenitore

- conservare nel frigo per pochi giorni, o surgelare


Già che ci siamo, parliamo anche del fumetto di pesce. Si prepara nello stesso identico modo della bisque (le teste e le lische di tutti i pesci che volete), ma alle verdure appassite poi si aggiunge anche il pomodoro datterino tritato (una manciata abbondante), e invece di un superalcolico si usa il vino bianco.

Non ho detto niente di sale di proposito. Questi brodi vengono talmente saporiti e concentrati e non serve aggiungere altro. Poi, ovviamente, a seconda del piatto, si aggiunge sale, pepe, peperoncino, o anche alloro, prezzemolo o basilico. Vedere voi.

A pranzo eravamo ospiti di una coppia di amici che non vedevamo da tanto, e, ovviamente, abbiamo mangiato qualcosina in più.

A cena niente. Oltre il pranzo abbondante che ci ha fatto passare anche la fame serale, volevamo anche dare un po' di riposo alla digestione e abbiamo bevuto il tè verde.

domenica 21 gennaio 2018

Remise en forme. Giorno 18. Come NON cucinare il cibo.



Giusto una piccola chiacchierata domenicale.
Finora mi sono dedicata ai metodi più sani di cucinare i cibi, e funzionano. Ma quali sono i metodi più sbagliati da evitare in cucina quando si è a dieta o semplicemente per mantenere lo stile di vita sano?

1. La frittura in padella. Olio o burro comunque contengono grassi che, con l'aumento della temperatura producono le stanze cancerogene. E anche la nostra amata crosticina non è un bene. Se proprio non possiamo evitarlo e ci vogliamo concedere uno sfizio, meglio usare l'olio d'oliva o l'olio di cocco. E poi la frittura nell'olio profondo è meno dannosa rispetto a quella in padella.

2. L'affumicatura. A freddo o a caldo, comunque si forma il fumo, che è, purtroppo, cancerogeno. Gli specialisti affermano che per assurdo è meglio usare il fumo liquido, perché non è altro che la condensa del fumo dell'affumicatoio, ma osi usa in dosi minori in quanto è concentrato, e il cibo non si espone a lungo ai suoi effetti.

3. Il BBQ. La nostra amata bistecca sulla brace non è tanto innocua quanto possa sembrare. E nemmeno altri cibi (pesce, pollo, verdure). Il problema più grosso si crea se il fuoco tocca direttamente il cibo e lo brucia, liberando il benzopirene (sostanza cancerogena). Le peggiori parti sono quelle che piacciono di più: bruciacchiate o con il segno della griglia. Però la cottura sulla brace potrebbe diventare meno pericolosa se avviene sopra la brace ardente senza il fuoco. In questo modo la cottura è meno invasiva. E il piatto si dovrebbe accompagnare con tante verdure fresche.

4. La conservazione sott'aceto o sottosale. Qui è tutto semplice: l'eccesso dell'aceto e del sale, se le conserve vengono consumati spesso, non è molto salutare per il nostro organismo e fanno male allo stomaco. Anche se i crauti in salamoia hanno un sacco di sostanze buone tra vitamina C e fermenti. Da consumare con criterio.

5. Il pesce crudo o in salamoia. Sappiamo della presenza di molteplici parassiti nel pesce, specie se è di acqua dolce, ma anche il pesce di mare non scherza, soprattutto se è quello azzurro. La marinatura, la salamoia, l'aceto o il limone non uccidono nessun parassita, quindi occhio. Meglio comprare i pesce abbattuto o mangiarlo al ristorante "sicuro" per evitare brutte sorprese. 

Purtroppo non sono perfetta, e capita anche a me di affumicare il pesce o il pollo o mangiare una fiorentina sulla brace. Però succede raramente, e cerco di non esagerare.



A pranzo ho voluto mangiare solo verdure: carciofi, radicchio e broccoletti, una specie di mini detox.



A cena il pastrami di pollo, qualche cubetto di patata lessata e insalata di pomodori, cetrioli e peperoncino.