giovedì 16 novembre 2017

Pagare con una app al tavolo? Da Roadhouse si può.


Si, sono una foodblogger, e - sorpresa! - non sempre mi va di cucinare. Per questo a volte andiamo a mangiare la pizza o una bistecca ai ferri, ma … se avessi voglia di qualcosa di diverso?

Viviamo nell’epoca sempre più digitalizzata, non ci sogniamo di uscire di casa senza il cellulare e nemmeno senza il bancomat, cerchiamo ovunque la rete o, ancora meglio, il free wifi, facciamo shopping e paghiamo le bollette on line, usiamo il servizio home banking per qualunque cosa e via dicendo… In questa epoca di comodità non indifferenti, vogliamo e aspettiamo che qualunque cosa possa essere regolata, sistemata, ricaricata o pagata con un “semplice click”.

Mi capita di andare spesso nei ristoranti, ricordo ancora come molti anni fa, per pagare con la carta di credito, la passavano attraverso un aggeggio metallico (non ricordo più come si chiama) con una ricevuta a carta carbone, e a volte si effettuava una chiamata in banca per ricevere l’autorizzazione. Roba antica! Poi sono arrivate le macchinette più semplici, i pos, dove passare la carta con la striscia magnetica. Quando, alcuni anni dopo, ho visto in Francia che questi pos si portavano a tavola, ho detto che finalmente eravamo ad una grande svolta. E ora? E ora abbiamo delle app semplicissime che ci permettono di pagare senza chiamare il cameriere, senza fare la fila alla cassa, senza aspettare l’autorizzazione, restando comodamente seduti a tavola.

Pochi giorni fa ero all’aeroporto con un gruppo di amici, stavamo mangiando in un ristorante e parlavamo delle opzioni di pagamento: o si chiamava una cameriera (indaffarata vista l’ora) o si andava a fare la fila alla cassa (lunga). Ad un certo punto una ragazza mi dice: “Magari ci fossero le opzioni di pagamento come da Roadhouse!” e mi ha fatto vedere una foto. 

   Una volta tornata a casa, sono andata a cercare le info sul sito di Roadhouse e mi sono scaricata la app, questione di pochi secondi. Per scoprire come funziona (e anche per usarla, visto che in tv passano spesso le pubblicità con tante gustose offerte per ogni giorno), mi sono registrata. Senza tornare più sul sito, sono riuscita a vedere subito tutte le specialità del ristorante (e mi son fatta venire acquolina in bocca), ho scoperto l’opzione di take away, dove posso ordinare on line tutto quello che voglio e andare a ritirare l’ordine all’ora prestabilita nel ristorante più vicino. Ma la cosa più importante è che pagare a tavolo è possibile ed è davvero facile e veloce. Inoltre non c’è bisogno di richiedere il conto unico e poi fare più conti, c’è l’opzione per dividere alla romana o pagare solo quello che ognuno consuma. Io lo trovo fantastico: basta calcolatrici, foglietti, contanti, l’unica cosa di cui si ha bisogno è la carta associata alla app e la connessione internet, gratuita in tutti i ristoranti Roadhouse, tra l’altro! Semplice, no?
                           

…Ops, scusate, devo scappare: la mia cena take away by Roadhouse è quasi pronta, e gli amici stanno arrivando!


domenica 12 novembre 2017

Seppie con carciofi, la geniale semplicità di un grande chef




Oggi sono 12 anni. Sono passati già 12 anni da quando ci hai lasciati quel 12 novembre 2005. Ricordo molto bene quel giorno, ma non voglio più ricordarlo, non serve a niente, rivivere gli infiniti momenti della disperazione. Non voglio più pensare a come mi si spezzava il cuore quando ho dovuto dire a nostra figlia di 12 anni che non ci sei più. Sono traumi che segnano a vita.
Vogli invece ricordare come eri, il tuo estro, il tuo genio, il tuo sorriso. Tengo stretti i ricordi del tempo passato in cucina insieme a te, a imparare, a capire, ad assaggiare. Sarai pure andato via, ma hai lasciato l'eredità che nessuno mai riuscirà a sperperare: le tue ricette, frutto del tuo intuito creativo. Ricordo che non volevi essere definito chef, dicevi di essere cuoco.
Va bene, cuoco Alberto, va bene, come vuoi.


Una delle ricette più geniali che la gente di Fiumicino e non solo si ricorda ancora, è seppie con carciofi. Rosolati in padella assieme, croccanti, saporiti, sfiziosi, che tirano peggio delle caramelle. L'espressione migliore della stagione e della semplicità.



Seppie con carciofi

per 4 persone:

4 seppie da 200 g
4 carciofi
100 g di farina
abbondante olio evo
sale
pepe

- pulire le seppie, togliere la pelle, tagliare a striscione lungo e sottili

- pulire i carciofi, tagliare a metà, poi a julienne

- unire in una ciotola seppie e carciofi, aggiungere la farina e mescolare bene, potrebbe formarsi una sorta di pastella, ma deve essere così. Aggiungere una presa di sale e di pepe e mescolare ancora

- riscaldare una grande padella antiaderente, versare qualche cucchiaio di olio e una parte delle seppie con carciofi, in modo di riuscire a friggere in uno strato soltanto

- cuocere per 2-3 minuti per lato, girare finché i carciofi non diventano dorati e croccanti

- servire subito mentre si preparano altre porzioni



venerdì 3 novembre 2017

Pesto di aneto per il tonnetto scottato


In alcune questioni le mie origini si fanno sentire molto forte, e l'aneto è una di quelle. Da noi in Russia, ma anche in molti paesi del Nord Europa, l'aneto è usato tanto quanto prezzemolo o basilico in Italia. Non confondetelo con il finocchietto però: sono simili, ma decisamente diversi come sapori.
L'aneto viene usato praticamente ovunque: nelle insalate, per condire le patate, accompagna più che dignitosamente il pesce, si sposa bene con i funghi, ma soprattutto si usa nelle salamoie. In questo articolo ne ho parlato tanto, e se l'argomento vi interessa, troverete sicuramente  qualche spunto utile.


In questo periodo sul mio banco preferito di erbe aromatiche al mercato trovo spesso l'aneto: non fa più tanto caldo, e la pianta cresce rigogliosa e bella verde. L'ultima che ho comprato sembrava piuttosto un cespuglio e non una piantina normale, e per non sprecare nemmeno una foglia ho pensato  di provare a fare una sorta di pesto (o salsa, chiamatela come volete). Non c'è né formaggio né aglio, è molto "basic".

Pesto di aneto

un mazzetto di aneto
una manciata di semi di girasole leggermente tostati
un pizzico di sale grosso
50-100 ml di olio di semi

- mettere tutti gli ingredienti (e solo metà dell'olio) nel tritatutto e frullare fino ad ottenere una crema 

- aggiungere altro olio per ottenere la consistenza desiderata

- conservare nel frigo


Come dicevo, l'aneto si sposa bene con il pesce, direi, tutto. Per questo abbinamento ho usato il tonno.

Filetto di tonnetto scottato

2 filetti di tonnetto (altrimenti due fette di tonno alte 2 cm circa)
1 manciata di semi di sesamo bianco
1 manciata di semi di sesamo nero (in assenza si possono usare i semi di papavero)
1 cucchiaio di olio evo

- leggermente asciugare i filetti con la carta assorbente e passare nel mix di semi di sesamo

- scaldare l'olio in una padella antiaderente e cuocere il tonno 1 minuto per lato



venerdì 13 ottobre 2017

Torta salata con galletti e panna acida



Adoro i mercati. O, forse, l'avevo già detto qualche volta?  Li adoro in tutte le stagioni, amo girare tra i banchi in cerca di piccole chimiche di produzione locale, di frutta e verdura fresca di stagione, km 0 e colta poche ore prima. 
Ora è il tempo di funghi. Peccato che da noi si trovano solo porcini e galletti, anche se di specie ce ne sarebbero molte di più. Pazienza, uso quello che ho a disposizione. Stavolta mi è venuta voglia di preparare qualcosa di diverso rispetto al solito condimento per la pasta o la zuppa. Volevo una torta salata, e così fu. 
E' una sorta di quiche, ma ho aggiunto la panna acida, cosa che si fa spesso in Russia, e tanto aneto fresco, un altro riferimento alle mie origini. Ma invece della pasta lievitata (come si usa in Russia) ho preferito la più friabile pasta sfoglia.
Avete per caso voglia di provarla anche voi, questa torta ibrido di due culture?


Torta salata con galletti e panna acida

500 g di galletti
1 confezione di pasta sfoglia
2 uova grandi
125 g di panna acida
1 spicchio di aglio
aneto
sale
pepe
burro



- pulire i funghi. Se non sono molto sporchi, usare uno spazzolino o un pennello, altrimenti sciagurati sotto l'acqua corrente ed asciugare sulla carta assorbente

- tagliarli in pezzi grossi

- riscaldare una grossa padella di acciaio o di ghisa e mettervi i fighi senza niente. Devono cuocere da soli per eliminare l'acqua. Ci vorranno 10-15 minuti

- quando il liquido cacciato dai funghi si sarà asciugato, aggiungere una noce di burro e uno spicchio di aglio in camicia leggermente schiacciato, salare, pepare e aggiungere l'aneto tritato

- rivestire una teglia di 26 cm di diametro con la pasta sfoglia, versarvi i funghi cotti (eliminare l'aglio)

- sbattere le uova con la panna acida, salare, pepare e versare nella teglia

- infornare a 180° per 25-30 minuti

- sfornare la torta e farla intiepidire prima di tagliare



domenica 1 ottobre 2017

Torta di mele con cacao e calvados


Non intendevo pubblicare la ricetta di questa torta, in realtà è solo una variante (beh, non esattamente) della Charlotte russa. Però ho avuto qualche richiesta, e allora eccola. In fondo, ha diritto di esistere anche lei, no?


Torta di mele con cacao e calvados

1/2 tazza (scarsa) di farina (circa 80 g)
1/3 tazza di zucchero muscovado o di canna (circa 45 g)
1/8 tazza di cacao amaro (circa 20 g)
2 uova
1 cucchiaino raso di polvere lievitante
qualche goccia di estratto di vaniglia
2 cucchiai di calvados
1 cucchiaio di zucchero alla cannella (facoltativo)

2 mele rosse



- rompere le uova nella ciotola della planetaria (io uso da sempre Kitchen Aid) e versare lo zucchero e montare a lungo, per circa 10 minuti, finché il composto non diventa gonfio e spumoso, come se faceste il pan di spagna

- setacciare la farina con la polvere lievitante e il cacao e aggiungere poco per volta, girando con un cucchiaio

- tagliare la frutta a fettine, senza sbucciarla (basta eliminare i torsoli)

- scaldare il forno a 170°

- imburrare e infarinare uno stampo di 20 cm, versare un po' di composto, adagiare 3/4 di frutta e coprire con la pastella rimanente

- decorare con le fettine di frutta rimanente, spolverare con poco zucchero di cana e infornare per 30-35 minuti (controllare la cottura con uno stuzzicadenti

- togliere dallo stampo la torta pronta, sistemarla su un piatto e far raffreddare

- volendo, spolverare con il cacao zuccherato  prima di servire



Muffin al cacao e kefir




Ogni tanto mi viene voglia "di qualcosa di buono" spontaneamente, altre volte sono ispirata da qualche scena vista per caso. Qualche tempo fa ho visto una giovane e bella ragazza mangiare un muffin al cioccolato in un modo quasi disperato ma nello stesso tempo attraente, lei che è così attenta alla linea e mangia i dolci solo una volta a settimana. Stava male per amore, mi ha spiegato, e aveva bisogno di consolarsi. Mi auguro che le passi presto, davvero. Conosco la storia, non se lo merita.
Ma poi continuavo ad avere quella immagine davanti agli occhi e ho voluto preparare i muffin anch'io.


Muffin al cacao e kefir

x 8 muffin

2 tazze di farina
1 tazza di kefir
3 uova
3 cucchiai di cacao
200 g di zucchero
120 g di burro
2 cucchiai di brandy
1 bustina di polvere lievitante
1 pizzico di sale

- sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro sciolto e il kefir, mescolare, infine aggiungere il brandy

- unire alla farina il cacao e la polvere lievitante, mescolare con la forchetta e aggiungere al composto di uova

- mescolare il composto "sans trop de zèle" (senza troppo zelo) e distribuire negli stampini per 2/3 di altezza

- infornare a 180° per 35 minuti



lunedì 11 settembre 2017

Charlotka russa, una soffice torta di mele



Charlotte, o Charlotka russa, è un dolce molto amato in Russia, fatto solitamente con le mele. E l'impasto assomiglia molto a pan di spagna, quindi nulla di strano. Questa torta impariamo a fare molto presto, fin da bambini, in quanto è semplice e veloce, ed io la definirei un vero comfort food.

La ricetta è davvero semplice, l'importante è osservare due momenti fondamentali: montare a lungo le uova con lo zucchero e la temperatura del forno. Avevo le pere bellissime, succose ma croccanti, e ho deciso di fare una variante. In effetti, è stata un'ottima idea: torta soffice, leggere, perfettamente cotta, per niente umida, ma piena di frutta e di sapore. Quasi dietetica!


Charlotka di mele e pere

1 tazza di farina
2/3 tazze di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
4 uova
2 mele
2 pere
vaniglia (sotto la forma che più vi aggrada: zucchero, polvere, essenza o baccello) facoltativo
burro qb per ungere la teglia


- rompere le uova nella ciotola della planetaria (io uso da sempre Kitche Aid) e versare lo zucchero e montare a lungo, per circa 10 minuti, finché il composto non diventa gonfio e spumoso, come se faceste il pan di spagna

- setacciare la farina con il bicarbonato e aggiungere poco per volta, girando con un cucchiaio

- tagliare la frutta a fettine, senza sbucciarla (basta eliminare i torsoli)

- scaldare il forno a 170°

- imburrare e infarinare uno stampo di 26 cm, versare un po' di composto, adagiare 3/4 di frutta e coprire con la pastella rimanente

- decorare con le fettine di frutta rimanente, spolverare con poco zucchero e infornare per 45 minuti (controllare la cottura con uno stuzzicadenti)

- togliere dallo stampo la torta pronta, sistemarla su un piatto e far raffreddare





venerdì 18 agosto 2017

3 crudi di pesce per una cena estiva


Caldo. Estate. Voglia di fresco. Desiderio di appagare i sensi. Fame.
Queste sono le parole chiavi delle ultime settimane. Non parliamo di quintali di cocomeri, di chili di insalate di riso e di pasta, di insalatone varie e di mozzarelle e pomodori. Alla fine tutto ciò non basta, arriva la fame vera, la voglia di sostanza, ma di sostanza leggera e digeribile.
Dopo le continue scorpacciate di crudi dal mio pescivendolo di fiducia, Sandro, nessuna voglia di passare alla carne, quindi, andiamo avanti con pesce, preferibilmente crudo.


Con queste tre mini ricette facciamo un piccolo giro del mondo.
Poke è una ricetta o, meglio, un'insalata proveniente dalle Hawaii, ancora non troppo conosciuta. Simile al ceviche, ma il pesce è tagliato a cubetti più grossi e conditi con salsa di soia e poco altro. Essendo insalata, normalmente si aggiungono anche altri ingredienti come alghe, avocato, noci, peperoncino, ovviamente, a  piacimento.
Ceviche, originario del Perù, invece lo conosciamo un po' tutti come una tartare di pesce marinato a lungo nel succo di lime con cipolle, peperoni verdi e coriandolo.
I crudi all'italiana in confronto sono molto basic: un filo di olio, un pizzico di sale e via. Certo, chi aggiunge limone o il pepe nero, ma poi finisce qui. E' una ricetta ideale per il pesce freschissimo e saporito come quello del Tirreno ( non mi vogliate voi che godete delle bontà del basso Adriatico e lo Ionio).


Poke di tonno

200 g di filetto di tonno
1-2 cucchiai di salsa di soia 
1 cucchiaino di olio di sesamo
1 presa di sale
1 cipollotto fresco o erba cipollina
semi di sesamo

- tagliare il tonno a cubetti di 1x1 cm circa

- mettere in una ciotola e condire con salsa di soia, olio di sesamo, cipollotto e sale

- mescolare e servire, cospargendo con i sesmi di sesamo e altro cipollotto



Carpaccio di astice

1 astice di 400 g
sale Maldon
olio EVO (io per le ricette particolari uso l'olio qualità Biancolilla che mi hanno fatto conoscere i Contadini per Passione

- staccare la testa e le chele dell'astice e metterle da parte (magari per un buon risotto o un piatto di pasta)

- togliere accuratamente la polpa della coda, intagliando il carapace in più punti (lavoro di precisione, per non perdere nemmeno un pezzetto di polpa pregiata e non farsi male con il carapace duro)

- tagliare a fettine e condire con un filo di olio e un pizzico di sale


Ceviche di spigola

1 spigola di 400-500 g circa
1 peperoncino
1 peperone
1 lime
1 cipolla rossa tipo Tropea
coriandolo
sale
1 barattiere/carosello (facoltativo, l'ho aggiunto per dare più freschezza al piatto)

- pulire, eviscerare e sfilettare la spigola, tenere le parti più alti dei due filetti, il resto usare per un primo o surgelare insieme alla testa e le lische per il fumetto)

- tagliare i filetti a cubetti di circa 5-7 mm e mettere in una ciotola con il succo del lime

- tagliare a cubetti 1/4 di cipolla rossa e un pezzo di peperone, tritare il peperoncino e unire alla spigole insieme al coriandolo e una presa di sale

- lasciare marinare per 1 ora

- prima di servire aggiungere i cubetti di barattiere (è una sorta di melone/cetriolo originario della Puglia che si serve tra le portate di pesce per rinfrescare il palato) e decorare con le foglie di coriandolo





domenica 13 agosto 2017

Spaghetti con l'impepata di cozze alla carbonara



A buon intenditor poche parole. 
Una decina di giorni fa mi è venuto in mente questo piatto nel quale ho voluto unire le due classiche ricette: l'impepata di cozze e la carbonara. Mi piaceva l'idea di far sposare la sapidità e la freschezza delle cozze (di solito prendo quelle sarde, il top) con la cremosità delle uova e il sapore marcato di pecorino (tra l'altro un classico anche questo, cozze e pecorino), alleggerendo il tutto con le erbe aromatiche a piacere e la scorza di limone. In pratica, la ricetta è tutta qui. Sapore fantastico, da rifare presto!
Dimenticavo: da abbinare con un Vermentino di Gallura, il mio must have di quest'estate!


Spaghetti con l'impepata di cozze alla carbonara

400 g di spaghetti

1 kg di cozze
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio evo
pepe nero
1 limone

3 uova
1 grossa manciata di parmigiano grattugiato
1 grossa manciata di pecorino grattugiato
trito di erbe aromatiche (prezzemolo, basilico, erba cipollina, origano, timo, aneto, menta ecc)

- lavare e spazzolare le cozze, versare in una pentola olio, aggiungere aglio e farlo rosolare un po'.

- aggiungere le cozze, coprire e farle aprire a fuoco basso per 5 minuti

- pepare e spremere 1/2 limone 

- sgusciare le cozze e mettere da parte, filtrare l'acqua delle cozze

- sbattere 1 uovo e 2 tuorli, aggiungere parmigiano e pecorino, pepe ed erbe tritate, grattugiare un po' di scorza di limone

- sbollentare gli spaghetti, finire la cottura in una padella nel liquido rilasciato dalle cozze

- scolare la pasta e versarla nella ciotola con uova e formaggio, mescolare

- aggiungere le cozze, mescolare ancora e servire, spolverando con altre erette aromatiche e pepe grattugiato fresco

NON AGGIUNGERE IL SALE DA NESSUNA PARTE!






Спагетти с мидиями алла карбонара

400 г спагетти

1 кг мидий
1 зубчик чеснока
2 ст.л. ол.масла
черный перец
1 лимон

3 яйца
1 горсть тертого пармезана
1 горсть тертого пекорино
рубленные травки по вкусу  (петрушка, укроп, базилик, мята, тимьян, орегано, шнитт лук ecc)

- помыть и почистить мидии, налить масло в кастрюлю, добавить чеснок и слегка обжарить

- добавить мидии, покрыть крышкой и поставить на слабый огонь на 5 минут, чтобы они открылись


- поперчить и выжать пол лимона

- отделить моллюсков от ракушек и отфильтровать оставшуюся жидкость

- разболтать вилкой яйцо и 2 желтка, добавить пармезан и пекорино, рубленные травки, поперчить и потереть лимонную цедру

- сварить спагетти до полуготовности и добавить на сковороде с добавлением жидкости, оставшейся от мидий

- готовую пасту переложить в миску с яйцами и сыром и перемешать

- добавить мидии, перемешать еще раз и подавать, посыпать травками и черным перцем

НЕ ДОБАВЛЯТЬ СОЛЬ НИКУДА! Соли достаточно в жидкости от мидий.


lunedì 31 luglio 2017

Pavlova al caffè



Lo sanno tutti oramai che io amo il caffè, ma oltre le mie tazzine mattutine assieme al buongiorno, mi piace inventare ogni tanto qualche ricetta che coinvolge uno dei miei sapori preferiti. Forte della mia nuova Rossa e della gamma completa di prodotti Coffee for You, ho ideato una nuova versione della torta che amo di più, la Pavlova.


La ricetta della Pavlova ho scoperto tanti anni fa grazie a Nigella Lawson tantissimi anni fa, e da allora ho fatto decine di varianti di questa meringa golosa. La nostra favorita rimane sempre quella con la polpa di cachi, quei meravigliosi frutti color arancio, ma ora, in piena estate, mi è venuta voglia di sperimentarne una con la crema al caffè, dalla consistenza di lemon curd, fluida e leggera, perché senza burro. Qualche ricerca qua e là, qualche prova, ed ecco a voi la torta dell'estate, che ho offerto ai miei più cari amici! (Scusate se le foto delle fette non sono all'altezza, avevamo ben altro da fare che metterle in posa!)
Devo solo anticipare una piccola modifica: stavolta ho deciso di usare gli albumi pastorizzati che si vendono nelle confezioni da 0,5 l in supermercato, per non buttare 6 tuorli. Diciamo che non è stata una scelta felice: gli albumi erano più liquidi del solito, ci ho messo più zucchero nel montarli, e alla fine ho cotto la meringa in uno stampo. A parte questo, la torta è venuta buonissima!
A voi, amanti del caffè!

Pavlova al caffè


Meringa

6 albumi
350 g di zucchero (meglio se di quello che si scioglie velocemente)
2 cucchiaini di fecola di patate
1 cucchiaino di aceto

- montare gli albumi, aggiungendo lo zucchero poco per volta.

- quando gli albumi diventano fermi, aggiungere l'aceto e la fecola, e mescolare con un cucchiaio

- disegnare un cerchio del diametro 22-24 cm sulla carta da forno e versare la meringa, modellandola con la spatola

- infornare a 180°, abbassando subito la temperatura fino a 150°, per 1 ora e 15 minuti.

- raffreddare la meringa nello stesso forno.


Crema al caffè

200 ml di caffè
100 g di zucchero di canna
2 uova
2 cucchiai di fecola
50 ml di brandy o rhum

- preparare il caffè, magari abbastanza lungo, e sciogliervi lo zucchero. Aggiungere anche la fecola e mescolare bene. Infine rompere le uova, mescolare con la frusta e aggiungere metà del brandy.

- trasferire il composto in un pentolino e mettere sul fuoco basso. Portare a ebollizione, mescolando di continuo, appena sarà addensato, togliere dal fuoco e passare nel setaccio.

- infine aggiungere il resto del brandy, mescolare e far raffreddare.


Assemblaggio e finitura

300 ml di panna
un pizzico di caffè macinato
briciole di meringa

- trasferire la meringa su un piatto da portata e spalmarvi la crema al caffè. Se dovesse risultare troppo densa, può essere diluita con un po' di caffè freddo.

- montare la panna in modo che rimanga soffice e coprire tutta la torta  con la panna. Spolverizzare con poco caffè e decorare con qualche briciola di meringa rotta.


Per dirne una, questa torta è stata apprezzata anche dai bambini!


giovedì 27 luglio 2017

Zuppa di lenticchie di Ponza



Ogni volta che vado a Ponza, rimango meravigliata dalla sua bellezza, dalla limpidezza delle sue acque color smeraldo, dal fascino delle calette e, naturalmente, dalla bontà del pesce. Ma non solo. Certo, è innegabile che le aragoste, i gamberi rossi, il tonnetto alalonga o il pesce spada locali sono imbattibili, e non hanno niente da invidiare nemmeno al pesce della Sardegna, ma Ponza offre anche altro, precisamente, le ottime lenticchie e le cicerchie.
Di ricette delle zuppe di lenticchie locali ce ne sono tante, ma stavolta ho ascoltato la signora proprietaria di una frutteria dove ho comprato le lenticchie. Riporterò la ricetta come me l'ha raccontata lei insieme alle mie modifiche.


Zuppa di lenticchie di Ponza

"Metti a lessare le lenticchie (non serve metterle in ammollo), quando sono a metà cottura, aggiungi una patata a cubetti, sedano e prezzemolo, ma anche cipolla e aglio. Se piace -  ma se piace -  metti anche della pancetta o del prosciutto crudo e porta tutto a cottura. Per servire, aggiungi un po' di olio,  e una macinata di pepe. Ma il peperoncino è meglio, il peperoncino non guasta mai. Naturalmente, senti il sale, ok?
Con le cicerchie puoi preparare la stessa zuppa, o falle in insalata, ma devi ammollarle per una notte."



Zuppa di lenticchie di Ponza come l'ho interpretata io

200 g di lenticchie di Ponza
1 l di acqua
2 piccole patate
1/2 cipolla
2 spicchi di aglio
prezzemolo
50 g di finale di prosciutto crudo
1 manciata di datterini
basilico
erba cipollina
sale
peperoncino
crostini di pane



Procedimento

- lessare le lenticchie nell'acqua leggermente salata per circa 15-20 minuti

- nel frattempo tagliare a cubetti le patate e il prosciutto, tritare la cipolla, 1 spicchio di aglio e il prezzemolo, aggiungere tutto nella pentola, cuocere per altri 20 minuti

- tritare basilico, prezzemolo, peperoncino fresco, erba cipollina e aglio, tagliare a cubetti i datterini 

- aggiungere il tutto a crudo, mescolare, aggiustare di sale, coprire e lasciare a fuoco spento per altri 10 minuti

- servire la zuppa tiepida (viste le temperature) con un filo di olio e le fette di pane grigliato