martedì 27 dicembre 2016

Liquore alle albicocche



Ricordando l'estate, ora che fa freddo e non ci rimane che la sua essenza dorata in una bottiglia...

C'era una volta un albero di albicocche. Ogni estate diventa stracarico di deliziosi frutti dolci e profumati, la cui varietà assomiglia un po' all'albicocca vesuviana, piccola, croccante, con le macchioline rosse e il sapore dolce e leggermente acidulo. E come ogni anno, non si riescono a consumarle perché arrivano tutte insieme. Questo fantastico albero si trova nel giardino di una mia amica, e per aiutarla a non sprecare la frutta(e fare una scorpacciata di albicocche che è la frutta più amata da me dopo le ciliegie), vengo spesso da lei, e ci inventiamo di tutti i colori: marmellate, albicocche essiccate al sole, composte e decotti, albicocche surgelare. E non riusciamo mai a consumarle. Quest'anno il suo marito ci ha dato un nuovo spunto: di metterle sotto spirito e di farne un liquore. 
Detto fatto.
Mi sa che il prossimo anno ne faremo molto di più.



Aspettando che maturino... Ohmmm....


Liquore alle albicocche

2 kg di albicocche mature ma sode, senza macchioline
1 l di alcol 95°
1,5 kg di zucchero
1,5 l di acqua

- tagliare a metà le albicocche, metterle in un grosso barattolo con la metà di noccioli, versare l'alcol e lasciare a macerare per almeno 40 giorni

- trascorso il tempo, preparare lo sciroppo, sciogliendo lo zucchero nell'acqua e portandolo a ebollizione, senza far prendere il colore

- intiepidire lo sciroppo e versarlo nelle albicocche macerate

- quando tutto è completamente freddo, filtrare il liquore attraverso un setaccio piuttosto fino, per non far passare i residui della frutta

- versare il liquore nelle bottiglie e conservare in un luogo buio e fresco



domenica 25 dicembre 2016

Buon Natale 2016!



Rossa di Sera vi augura buon Natale!!!

domenica 20 novembre 2016

Insalata tiepida di riso nero con quenelle di sgombro


A volte, quando sono a casa, non mi va di cucinare, soprattutto niente di convenzionale, però la fame si fa sentire... Che fare? Per questi casi esiste la mia dispensa, piena di ogni genere di alimentare che duri a lungo. Tengo alcuni prodotti utili in scatola (come pomodori, tonno, legumi ecc), ma ci sono anche i prodotti che mi mandano le aziende per farli provare, o conoscere. Ultimamente caso ha voluto che fossi piena di risi, ma di quelli buoni, particolari. Uno in particolare si chiama proprio Riso Buono, e lo è davvero. Soprattutto quello nero, Artemide, saporito, sapido, perfetto per le insalate. Si cuoce per almeno 30 minuti, ma ne vale la pena, e ultimamente sto inventando molte insalate, tiepide, considerando la stagione.  La prima l'ho fatta con pollo arrosto, chicchi di melagrana e mandorle siciliane, sfiziosa, e da allora ci metto di tutto e di più. 




Insalata tiepida di riso nero

100 g di riso Artemide nero
6 pomodorini
insalata riccia
200 g di sgombro al naturale
1 cucchiaio di maionese
prezzemolo
olio evo
limone
1 cucchiaino da caffè di miele
origano
sale

- lessare il riso nell'acqua salata per 30 minuti

- nel frattempo marinare i pomodorini: tagliarli in quattro, mettere in una ciotola, aggiungere sale, olio, limone, miele e origano e mescolare

- preparare le quenelle di sgombro: scolare i filetti e schiacciare con la forchetta, aggiungere un po' di prezzemolo tritato e la maionese, mescolare. Formare le querele con l'aiuto di 2 cucchiai e metterle nel frigo

- lavare e tagliare l'insalata riccia

- quando il riso è pronto, scolarlo dall'acqua di cottura, intiepidire e mescolare con i pomodorini e la loro marinata

- sistemare l'insalata sul piatto, adagiare sopra il riso e le querele di sgombro




venerdì 18 novembre 2016

Icam festeggia i suoi primi 70 anni a Eurochocolate



Ed io ero lì, a Perugia, ad osservare la gara tra i bravissimi pasticceri chocolatier, ad assaggiare le loro creazioni e a fare i selfie con Ernst Knam!


Si è conclusa con la vittoria di Perla Nera, preziosa creazione ideata dal pasticciere di Foligno Andrea Restuccia, la competizione promossa da ICAM – storica azienda cioccolatiera italiana – per festeggiare i suoi 70 anni.


Palcoscenico della dolce sfida è stata l’Università dei Sapori di Perugia, aperta per i cinque pasticcieri in occasione di Eurochocolate.  Alessio Baietta da Limana (BL), Michele Giacalone da Castelvetrano (TP), Andrea Restuccia da Foligno (PG), Antonino Stella da Caltanissetta (CL), Enrico Tedesco da San Zenone degli Ezzelini (TV) sono stati valutati sulla base di sette parametri: coerenza con il tema del concorso (il 70esimo compleanno di Icam), capacità tecniche e abilità artigiane, proporzionatura della ricetta, rispetto dei criteri definiti dal bando (es. percentuali di utilizzo dell’ingrediente cioccolato), gusto ed estetica, uso e innovazione negli ingredienti al cioccolato. I cinque finalisti sono stati esaminati da una giuria tecnica guidata da Ernst Knam, e composta tra gli altri da Giovanni Agostoni, direttore commerciale di Icam, e Salvatore Toma, consulente tecnico Icam.




“Insieme alla giuria abbiamo valutato know how e manualità, ma è stata comunque una decisione molto difficile da prendere dato che tutti i partecipanti hanno dimostrato un livello e una maestria pressochè pari – ha commentato il presidente della giuria, Ernst Knam. – Ciò che ha fatto pendere la decisione verso Andrea è stata la sua giovane età, l’estetica della creazione presentata, che è risultata molto fine, e naturalmente il gusto, fresco e ben equilibrato, capace allo stesso tempo di interpretare alla perfezione il tema del concorso, la celebrazione del 70esimo compleanno di Icam Linea Professionale.

Al secondo posto si è classificato Michele Giacalone, con Intense, una torta dall’insolita forma di tavoletta di cioccolato. Una proposta che ha coniugato il prodotto più iconico di Icam, la tavoletta di cioccolato, con un ingrediente della tradizione locale del Trapanese come la composta di gelsi neri. Terzo in classifica Alessio Baietta, che ha fornito una convincente interpretazione attraverso una golosa combinazione tra cioccolato e cremino al lampone, tipico frutto di bosco coltivato a km 0.








Il settantesimo dell’azienda di Lecco è un importante traguardo, reso possibile dalla forza delle idee, dalla volontà e dalla grande passione per il cioccolato delle famiglie fondatrici Agostoni e Vanini. 


Dal 1946 ICAM è interprete di un’autentica cultura del cioccolato italiano, e si è imposta come portavoce di eccellenza dell’arte cioccolatiera Made in Italy. Fortemente impegnata nel rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei suoi fornitori, Icam è una delle poche aziende al mondo che controlla in maniera completa ed integrata la filiera produttiva, selezionando le migliori piantagioni di cacao nel mondo e collaborando strettamente con i produttori locali. 



giovedì 20 ottobre 2016

Muu Muu e le fantasie invernali


A volte mi domando: perché alcuni prodotti, così invitanti, colorati e divertenti, sono rivolti solo ai bambini?  Non so gli altri, ma ogni tanto voglio sentirmi una bambina anch’io, e non essere bombardata dai messaggi sexy, provocanti o intriganti, ma essere coccolata dalle immagini rassicuranti, un po’ buffi, che mi fanno sorridere e non mi obbligano a essere sempre in tiro, con i capelli perfetti, magra e bellissima. 

Ecco, vedendo i budini Muu Muu, alla vaniglia, al cioccolato o alla nocciola, mi viene voglia di mangiarne uno di quelli piccolini, in versione mini. Si, lo so, sono sempre quella che non mangia i dolci, ma qualche volta un piccolo assaggio di morbida crema non guasta. In fondo sono solo 50 g.

Ricordo mia figlia, che da bambina adorava gli yogurt nelle confezioni mini, colorate, di tutti i gusti, e io con lei facevo merenda. “Litigavamo” per un vasetto rosso o verde, ma poi ce li scambiavamo. Ora lei è diventata grande e vive all’estero, ma il vizio di mangiare cose piccole, gli assaggini, ci è rimasto. Ma poi perché i finger food piacciono a tutti? Proprio per poter spizzicare un po’ di tutto, gustare più cose possibile senza dover mangiare un piatto intero.

Peccato che i 4 gusti di Muu Muu (vaniglia, cioccolato, latte e nocciola e choconut) non sono ancora riuniti nella stessa confezione per poterli assaggiare tutti insieme. Io lo farei, per i viziati come noi.


E visto che siamo in vena delle fantasie, questo nuovo budino Muu Muu vaniglia e cioccolato con biscottini croccanti a forma di quadrifogli, ecco, farei anche questo in versione mini. Anche perché sta arrivando l’inverno, e una piccola coccola golosa, ma anche sana ed equilibrata, a colazione, per affrontare la giornata in dolcezza, o dopo cena, sotto una calda copertina, sarebbe molto gradita. Che faccio, lo chiedo a Babbo Natale?

*articolo sponsorizzato


domenica 16 ottobre 2016

Very Very HOT, ovvero di peperoncini e della loro conservazione



Oramai è una tradizione: dai miei viaggi dalla Puglia porto a casa i veri bouquet fatti di peperoncini. Quello dello scorso anno mi è stato regalato in Daunia, nel nord della Puglia. Erano piccoli e pungenti, ma buonissimi, e siccome erano tanti,  ho cercato i modi migliori per conservarli. Quindi ho fatto la salsa e in parte li ho surgelati.
Quest'anno, ospite a pranzo in una bellissima masseria Le Stanzie, avevo chiesto dei peperoncini a tavolo, ed erano talmente buoni e saporiti, che mi son fatta regalare un mazzetto. Anzi, un bellissimo mazzo (e se per caso mi dovessi risposare la terza volta, alla fine dicono che che non c'è due senza tre, e che sono una recidiva, giuro che indosserò un abito rosso fuoco e avrò un bouquet di peperoncini a posto di fiori).


Torniamo ai peperoncini, per adesso.
E tutto molto semplice.

Salsa di peperoncini

50 peperoncini freschi circa, senza steli, ma con i semi
u a presa di sale grosso
2-3 cucchiai di aceto di vino bianco
50-100 ml di olio evo

Frullare tutto quanto in un minipimer, aggiungendo l'olio per ottenere il composto denso ma abbastanza omogeneo.
Trasferire in un barattolo, conservare nel frigo per alcuni mesi.

In realtà la salsa si conserva bene per quasi un anno, mai visto ammuffirsi i peperoncini! Anche perché sale, olio e aceto sono tutti conservanti naturali.
Da usare nei minestroni, nelle creme di legumi, verdure ripassate, patate lesse, salse per BBQ ecc.

Per i peperoncini surgelati è ancora più semplice: basta stenderli in un vassoio e mettere nel freezer per alcune ore. Poi trasferire in un contenitore di plastica, conservare sempre nel frigo.
Utilizzare come quelli freschi, sono perfetti.

La cosa che amo di meno, sono i peperoncini essiccati, li trovo più insapori e mi danno meno soddisfazione.






martedì 20 settembre 2016

Vita da Bianconiglio e consigli in cucina




   E ci risiamo: vita da Bianconiglio. Corri-corri dalla mattina alla sera, lavoro, eventi, trattative, ricerche, viaggi, amici, amori, e chi più ne ha più ne metta. Mia figlia oramai si è trasferita definitivamente a Praga (beata lei!). Trascuro casa, gatti (poveri amori miei, tra un po’ mi disconoscono davvero!) e tutte le “piccole” cose che si rimandano “a dopo” che non arriva mai. E anche il blog.  Per fortuna negli 8 anni della sua esistenza l’archivio è diventato piuttosto consistente, e se mi serve una ricetta o qualche idea, so che posso trovarli. 
   Ultimamente sto riprendendo anche le lezioni di cucina per i turisti russi: cose semplici, come spaghetti alla carbonara, saltimbocca o una sfiziosa crostata di ricotta e cioccolatoPare che questo è uno dei dolci che piace proprio a tutti, me lo chiedono spesso.
   Certo con tutti questi impegni può capitare di tanto in tanto qualche piccola distrazione anche a me: un dolce troppo scuro in superficie o bignè che si sgonfiano…eheheh anche le migliori sbagliano! L’altro giorno facevo un giro sul sito di Paneangeli per trovare qualche idea nuova e ho visto che  loro hanno creato un e-book con i consigli in cucina, suddivisi in svariate categorie come: cottura, preparazione, lievitazione e farcitura. 
   Cose utili, insomma, soprattutto per chi non ha molta esperienza, ma vuole imparare a sfornare i dolci perfetti o per chi ha bisogno di un veloce ripasso. Un e-book da tenere lì in caso di emergenza come un piccolo libretto di istruzioni per avere a portata di mano le principali regole da rispettare in cucina.
   Però il mio problema principale, come sapete, è di consumare i dolci che avanzano dopo le prove e le lezioni! Così devo invitare amiche a cena e, come se non bastasse, salutarle con un pacchettino da portare via! Purtroppo non è sempre possibile avere una serata libera “da ragazze”, e ogni tanto mi capita di surgelare tortine e crostatine, ma non solo. Nel mio freezer si trovano cene intere! In fondo è comodo avere delle scorte, giusto? Poi basta stappare una bottiglia di bollicine, e … les jeux sont faits! Mi vien da aggiungere “rien ne va plus”, ma forse non è questo il caso.
   Ora scappo, vado a preparare la prossima lezione, e la giornata è lunga!


lunedì 29 agosto 2016

8 anni di Rossa di Sera



No-no, niente discorsi lunghi e autocelebrativi!
Sono solo felice e commossa di constatare che il mio blog è sopravvissuto anche a quest'anno (ovviamente, parlo della stagione 2015-2016), ricco, pesante, impegnativo, non senza qualche delusione, ma con molte nuove aspettative sulle quali sto lavorando. Non dico "speranze" di proposito, la speranza è un sentimento stupido, dicono che muore per ultimo, e non mi piace sperare. Sperare vuol dire non fare niente e aspettare che gli eventi si compiono, io invece ho tanta voglia di fare e di ottenere ciò che voglio, seppur con grande fatica e infinita pazienza (che non ho). E' pure vero che negli ultimi anni sto curando poco il mio blog, ma non ho molto tempo da dedicarvi e nemmeno tanta voglia di cucinare, non come prima. Comunque non morirà, è una promessa.
Purtroppo questo giorno, il 29 agosto, ha anche un altro significato per me. Esattamente 23 anni fa ho perso la mia mamma.  Mi manca ancora tanto, e non riesco a non piangere, scrivendo queste poche parole. Il giorno in cui mi sono decisa di aprire il blog, non subito mi ero resa conto della data, ma forse doveva diventare un piccolo omaggio alla mamma...
Ora basta tristezza. Voglio solo riportare qui il risultato collaterale della piccola ricerca che ho fatto ieri e che mi ha fatto commuovere ( e come me, molti amici di FB).

"...poco fa stavo facendo una piccola ricerca, e nel mentre mi è capitata sotto gli occhi l'espressione "le fil rouge". Tutto ciò che è rosso, per me ha un significato, così sono andata a vedere quali sono le origini di questo modo di dire.Tutto nasce da una leggenda di origine cinese (è molto diffusa anche in Giappone), di cui le prime tracce scritte risalgono all'epoca della dinastia Tang (618-907).Questa leggenda narra che tutti noi nasciamo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra, che viene chiamato "il filo rosso del destino". Esso ci lega alla persona a cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella che prima o poi incontreremo per unirsi. Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi e le circostanze della vita, le distanze che separano le due anime, perché il filo che le unisce non si spezzerà mai, e niente e nessuno potrà impedire alle due metà di ritrovarsi e di unirsi.
Io ci credo.
Voi che ne pensate?"





E per festeggiare questi 8 anni, ho scelto per il brindisi un vino, ovviamente rosso, molto elegante ma fresco, che mi regala il senso di leggerezza e di euforia. E' un vino che non induce nella meditazione e non richiede troppi pensieri e considerazioni, ma che regala una frivola coccola, un abbraccio inaspettato che all'improvviso diventa avvolgente, e che lascia addosso un'impronta anche dopo averlo finito. Sto parlando di un vino trentino, il Nerofino di Castel Firmian (Mezzacorona).
Auguri a me!


venerdì 26 agosto 2016

Formaggio fritto dorato




“Al contadino non far sapere quant’è buono il formaggio con le pere”.

Eh già,  lo sappiamo tutti che il formaggio, specialmente così morbido, dolce e delicato, è quasi un comfort food irrinunciabile, ma anche le pere, ovvero, questa marmellata di pera coscia di Contadini per Passione non scherza, vuoi come ripieno per le crostatine, vuoi come accompagnamento di una ricetta facile e gustosa che ho scoperto sulle pagina delle ricette veloci dalla Galbani.

Formaggio fritto dorato

per 2 persone:

6 fette di Galbanino
1 uovo
2 cucchiai di farina
6 cucchiai di pangrattato
sale
pepe
olio per friggere
insalatina mista
marmellata di pere

tagliare il formaggio a fette alte 7-8 mm, disporre sul piatto e mettere nel freezer per 10-15 minuti

battere l’uovo in una ciotola, versare la farina nell’altra e il pangrattato nella terza

infarinare le fette di formaggio leggermente surgelato, passare nell’uovo e nel pangrattato, ripetere i passaggi uovo-pangrattato

riscaldare l’olio in una padella, friggere le fette di formaggio 30-40 secondi per lato, asciugare sulla carta assorbente

distribuire l’insalatina sui piatti (la si può condire con la citronette), aggiungere le fette dorate e servire con una cucchiaiata di marmellata di pere


lunedì 8 agosto 2016

Cappuccino freddo shakerato





In realtà questa non è una ricetta, è solo un trucco che mi era venuto in mente già tempo fa, ma non avevo mai realizzato, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi per la dimenticanza, vuoi per qualcosa di più importante da fare.
Ora invece che fa veramente caldo (e ogni anno questo "veramente caldo" arriva puntualmente in agosto), faccio fatica a prendere il caffè caldo anche la mattina. Tempo fa avevo già preparato il caffè shakerato semplicemente con il ghiaccio, senza zucchero come piace a me, ma poi mi è venuta voglia di un cappuccino. Freddo. Con la schiuma. Così ho preparato i cubetti di ghiaccio di latte, come se fosse acqua, e ho sbattuto caffè caldo con questo latte nello shaker.
E queste sono le vere soddisfazioni! (Scherzo..)
Credo che questi cubetti di latte ghiacciato posso servire anche per preparare i frullati freddi con la frutta.
Ma penso di surgelare in questo modo anche la panna (dovesse mai servirmi per ammorbidire una salsa o per aggiungere ad una vellutata, o che ne so?..), ma che difficilmente compro.


Cappuccino freddo shakerato

1 caffè caldo (fatto con la mia amata Rossa)
8 cubetti di latte ghiacciato
zucchero a piacere (io non lo metto)

- versare il caffè nello shaker, aggiungere il latte ghiacciato e lo zucchero (se lo usate), sbattere forte per qualche minuto finchè il ghiaccio si scioglie e diventa schiuma

- versare nella tazza o nel bicchiere, volendo, aggiungere qualche scaglia di cioccolato fondente



giovedì 4 agosto 2016

Zucchina siciliana in padella



Dopo che anni fa ho imparato a cucinare e ad apprezzare la zucchina siciliana, quella lunga, di un bel colore verde chiaro, cerco di comprarla ogni volta che la vedo. Peccato che a Roma non se ne trovano facilmente, mentre nel Cilento le ho viste in una frutteria e me ne sono approfittata.
A pensarci bene, avevo esagerato. L'ho scelta la più lunga, al punto che non mi entrava nel portabagagli della macchina, e non la volevo rompere.  Comunque ho trovato la soluzione, piegandola un po' e sistemandola di traverso, e me la sono portata a Roma.
Ora, oltre quella "solita minestra" di cucuzza con patate e pomodori, vorrei cucinare questa zucchina anche in altri modi.
E' tempo di cambiare.


Zucchina siciliana in padella

500 g di zucchina siciliana*
2 pomodori ramati o san marzano
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di burro
100 g di mozzarella
sale
pepe
basilico

*se la zucchina non è proprio novella, è meglio sbucciarla

- tagliare la zucchina a rondelle. Scaldare in padella olio e burro e rosolare le zucchine da una parte.

- nel frattempo tagliare i pomodori a cubetti, girare le zucchine e aggiungere i pomodori. Salare, pepare, abbassare la fiamma e cuocere per qualche minuti.

- tritare a coltello la mozzarella, aggiungere alle verdure insieme a qualche foglia di basilico e lasciare sotto il coperchio a fiamma spenta per 2-3 minuti.

- servire le zucchine calde, tiepide o fredde.



lunedì 1 agosto 2016

L'ennesima Caprese



Le variazioni della caprese oramai non si contano, io stessa ne avevo sperimentate un bel po', dalle torrette all'aperitivo nel bicchiere con le spume e cose simili. In realtà c'è rimasto ben poco da inventare, ma alla fine trovo sempre qualcosa che può ispirare una versione diversa.
Stavolta è stata "colpa" dei dolcissimi pomodorini datteri gialli che ho trovato qualche giorno fa nel Cilento, in un piccolo paesino vicino ad Acciaroli. Erano talmente dolci che sembravano più frutta che verdura, buonissimi da mangiare al naturale, come le ciliegie, e sicuramente ottimi anche in veste delle salse, soprattutto a crudo.

L'ennesima Caprese

200 g di pomodorini datteri gialli
200 g di mozzarella di bufala
1 cucchiaio di olio evo
limone
basilico
sale
pepe

- lavare e tagliare a metà i pomodorini. Frullarli con l'olio e un pizzico di sale, poi passare al setaccio per ottenere una crema liscia

- tagliare la mozzarella a pezzi e frullarla con qualche goccia di limone

- comporre i piatti (o bicchierini), mettendo sul fondo qualche cucchiaio di crema di pomodorini gialli e una quenelle di mozzarella. Decorare con un pizzico di pepe, qualche goccia di olio, un po' di zeste di limone e una fogliolina di basilico




martedì 5 luglio 2016

Compote, what is it?



Indubbiamente, è un termine che si usa poco, ma il concetto, al contrario, è ben diffuso. Si tratta semplicemente di un decotto di frutta, fresca o secca, dolcificato e, volendo, aromatizzato. Ma ci sono un po' di differenze tra le preparazioni di base (paese che vai, usanze che trovi)
Nella cucina francese il composte si prepara praticamente con lo sciroppo denso che serve soprattutto per cuocere la frutta (esempio -  le pere cotte). Nella cucina russa, invece, si aggiunge molta più acqua e poco zucchero, per far si che diventi una bevanda gradevole, rinfrescante, con meno frutta.
Sinceramente preferisco la versione russa: è perfetta per l'estate, per bere molti liquidi (l'acqua stanca), assumere le vitamine e mangiare qualcosa (quando fa caldo). 

Questa settimana, quando ero ospite dai miei amici (santi subito!), c'è stata la sovrapproduzione di albicocche (l'albero praticamente non si vedeva, coperto di frutti). Dovevamo consumarle abbastanza in fretta, ma come si fa, quando ogni giorno si raccoglieva 3-4 kg di frutta? Anche se adoro le albicocche, ad un certo punto non ce la facevo più, e allora, dopo aver fatto marmellate, torte e dopo aver anche essiccato questi fantastici frutti, abbiamo deciso di preparare il compote.
Idea geniale. Freddo, dal frigo, dissetava che è una meraviglia.
Proviamo?

Compote di albicocche

In realtà la ricetta c'è e non c'è.

Bisogna prendere un chilo di albicocche circa, lavarle e mettere in una grossa pentola.

Coprire con 2 l di acqua (più o meno) e portare a ebollizione, aggiungere 3-4 cucchiai di zucchero.

Cuocere circa 20-30 minuti, finche diventino morbide.

Raffreddare, bere e mangiare.

Si può aggiungere vaniglia, cannella o anche menta, quello che volete. Ovviamente, si può prendere anche qualunque altro tipo di frutta: pesce, fragole, mele, frutti di bosco ecc.




lunedì 4 luglio 2016

Spaghetti di farro al pesto di mandorle e foglie di ravanelli con bottarga




Estate, caldo, rotture. Di macchina, ahimè. Avvenuta per strada la scorsa settimana, un sabato pomeriggio, mentre andavo dagli amici (tempismo perfetto). Da lunedì dal meccanico, in attesa delle buone nuove, tutti i giorni. Inutilmente. Iniettore rotto, che non voleva farsi estrarre, e ha fatto tribolare tutta l'officina. Alla fine mi son fatta una vacanza (non programmata), con i piedi in ammollo in piscina, sotto l'albero di albicocche, a passare dalla disperazione allo stato zen e viceversa mille volte al giorno. A mangiare e a bere, e a farmi coccolare da quei due santi (subito!)
Inutile dire, mi son data da fare in cucina, e visto che non potevo produrre altro, sfornavo marmellate, torte, secondi e insalate come se non ci fosse un domani. Per la gioia dei presenti.

Ora sono a casa, ma ci sono arrivata con l'auto di cortesia, aspettando lunedì e il verdetto finale.
Ma mentre cerco di rilassarmi e di lavoricchiare un po' (si, è domenica, ma non ci penso nemmeno di andare al mare, troppa gente, troppo casino, troppo caldo), devo pur mangiare (si sa, è una brutta abitudine). E ho semplicemente perfezionato il piatto che ho fatto qualche tempo fa per i miei ospiti, la pasta di farro con pesto di mandorle e foglie di ravanello. Quel pesto l'avevo  già fatto 2 anni fa, ma con gli anacardi, troppo dolci, troppo grassi. Stavolta ho preso le mandorle, che con le foglioline tenere di ravanello si sono amalgamate alla perfezione. E poi l'ho corretto con la bottarga. Mossa indovinata. Prendete nota.



Spaghetti di farro  al pesto di mandorle e foglie di ravanelli con bottarga

200 g di spaghetti di farro Monograno Felicetti
3 cucchiai di pesto di mandorle e foglie di ravanello
2 cucchiai di olio evo
1 spicchio di aglio
1 peperoncino piccolo fresco
bottarga di muggine secca grattugiata

- lessare la pasta molto al dente ( la pasta di farro, come quella integrale, regge la cottura non proprio bene, meglio toglierla prima che mangiare spaghetti scotti e/o spezzati)

- scaldare l'olio con aglio e il peperoncino e amalgamare con il pesto

- mantecare velocemente gli spaghetti con il pesto, aggiungendo, se serve, un cucchiaio di acqua di cottura

- servire nei piatti, spolverare abbondantemente con la bottarga  (anche se preferisco quella fresca, in questo caso andava meglio la bottarga secca)

Buon appetito (e voi) e in bocca al lupo (a me)!




mercoledì 22 giugno 2016

Paired di Sheraton, piccoli sfizi a piccoli prezzi



Ogni occasione è buona per fare un’esperienza sensoriale, sopratutto se è mini e se si tratta di piaceri della tavola. Questa è la tendenza che ha contagiato non solo gli chef più noti o i cultori più raffinati dell’enogastronomia che si lanciano nei giochi degli abbinamenti tra vino e cibo, ma anche i giganti come Starwood Hotels & Resorts, presente con 430 alberghi in 75 paesi.


In effetti, Paired, che è una delle ultime iniziative lanciate dallo Sheraton, ha pensato di combinare sfiziosi piccoli piatti a vino e birre artigianali, preferibilmente locali. Interessante è che l’offerta gastronomica di Paired nei vari alberghi non è globalizzata come si potrebbe pensare, ma viene personalizzata in base alla zona, ai prodotti locali di stagione e all’estro dello chef.


Così, a Milano lo chef Paolo Croce propone per Sheraton Diana Majestic un taglio tenero di manzo massaggiato all’olio extravergine di oliva in abbinamento alla birra Montesella del Birrificio Lambrate. I paired dello chef Carlo Molon allo Sheraton Lake Como comprendono l’uovo tiepido con funghi trifolati abbinato ad un calice di spumante Contarini. 



Infine, tra le proposte dello chef Fabio Colace dello Sheraton Roma Hotel & Conference Center spicca il cartoccio alla romana accompagnato da un Satrico di Casale del Giglio.  Anche il modo di impiattare è personalizzato: a Roma, per dare un tocco di mediterraneità, tutti i piatti vengono serviti sulle piastrelle di ceramica dipinte a mano.


E’ consuetudine, oramai, inserire nel menù le proposte vegane, vuoi per par condicio o per chi vuole seguire lo stile di vita sana. A Roma alle varianti vegane, come le polpettine fritte di miglio e patata dolce, ha pensato Morgan Witkin, creatrice di Morganic Kitchen, blog dedicato alla cucina senza derivati animali, senza glutine e senza zuccheri raffinati, e di Biolosophy, un bio bistrot a due passi dalla piazza Navona.



Insalata di pomodorini rossi e gialli con limone e erbette da abbinare alle polpettine vegane.


Le erbe aromatiche vengono raccolte nell'orticello del ristorante


Queste polpettine sono abbinate al Pecorino di Valori o ‘Nabio di Birradamare, ma ci sono tanti altri sfizi anche per gli onnivori come gamberi scottati agli agrumi con spinacini all’aglio (Pinot Grigio di Feluca o Duchessa di Birra del Borgo) o manzo marinato con cipolla mostardata e pecorino romano stagionato (Dolcetto d’Alba di Prunotto o ‘Na Birretta di Birradamare)

Ovviamente non sono mancati altri sfizi da assaggiare, come uno spaghetto alle vongole e crema di piselli,


o il tonno rosso scottato al sesamo con i cubetti di mango,


per finire con una piccola macedonia di frutta estiva e gelato di crema.



Ed ora io vi lascio questi 3 menù PAIRED, studiateli e provateli se doveste capitare dalle parti giuste!
                                                                  PAIRED COMO

PAIRED MILANO


PAIRED ROMA