mercoledì 20 maggio 2015

Italia - Francia, 1:1, vince il gusto!




La scorsa settimana ho partecipato ad una bella e gustosa presentazione al Grand Hotel Ritz Roma di una delle più interessanti regioni della Francia: l'Aquitania, e della sua capitale Bordeaux, facendo un viaggio virtuale tra la storia e la cultura, tra il cibo e il vino. L'evento è stato organizzato da Barbara Lovato (Atout France) con la partecipazione delle rappresentanti francesi, Catherine Lamazerolles e Gwenaelle Towse. Il vino, ovviamente, Bordeaux, Mouton Cadet 2011, è stato invece abbinato alle creazioni culinarie di uno chef italianissimo, Gaetano Costa, che ha pensato di affiancare le pietanze tipicamente mediterranee al vino di una regione che si affaccia sull'Atlantico e confina con i Paesi Baschi (un'altra realtà che mi piacerebbe molto conoscere).




Bordeaux, capitale dell’Aquitania, è una città che vanta importanti riconoscimenti internazionali: è stata dichiarata  European Best Destination 2015 , è al primo posto in Francia fra le città più accoglienti per i ciclisti (e la quarta nel mondo) e dopo Parigi è la città preferita dai francesi. Non basta: una rivista newyorkese, thrillist.com l’ha eletta “best food city” del mondo. E i record potrebbero continuare, per esempio con ben 1810 ettari Patrimonio Unesco: si tratta dell’antico centro settecentesco, un patrimonio di straordinaria ricchezza, con i palazzi storici, i lungofiume, il grande Miroir d'eau, lo Specchio d'acqua, di fronte a Place de la Bourse, opera del paesaggista francese Michel Corajoud, il Port de la Lune.
 



Questa è una foto di Bordeaux che è stata esposta all'evento, ma che avevo già visto un mese fa alla presentazione di Gout de France.


Gaetano Costa, premuroso padrone di casa






 Le Roof, il ristorante che gestisce Gaetano Costa, moderno ed elegante, come l'evento al quale abbiamo partecipato.


Il pranzo-degustazione è iniziato con un assaggio di una caprese scomposta con le olive. Un bel bocconcino che avrei raddoppiato volentieri!


Timballetto di ziti (pasta tipicamente napoletana che fa l'occhilino alle origini dello chef) con melanzane, basilico e guanciale. Squisita. E ve lo dice una che di pasta ne mangia poca (ovviamente, non per questioni di dieta, ma di preferenze personali), e invece ha pulito il piatto!


Scaloppine di pollo al crudo di Parma con salvia e patate dorate. Una versione delicata di saltimbocco alla romana (un graditissimo omaggio alla capitale), che è stata molto apprezzata dalle nostre ospiti francesi. Non avevano riconosciuto la salvia, ma dopo esserci spiegate (e capite!) in più lingue, è stata definita una componente veramente ad hoc.


Tiramisù con salsa alla vaniglia. Buono, leggero e, la cosa più importante, poco dolce. Un'ottima interpretazione di un classico italiano.
Con tutto ciò abbiamo sempre bevuto il Bordeaux, fatto brindisi su brindisi e ci siamo ripromessi di rivederci presto, in autunno. E lo spero tanto!



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