domenica 30 agosto 2015

7 anni di Rossa di sera si festeggia in ... rosso!



 Corri-corri, e può capitare che dimentichi cose importanti, come i primi 7 anni di Rossa di sera!
Non è una cifra tonda, ma è sempre un traguardo, anche perché la Rossa che conoscete, è nata e cresciuta  insieme al blog.


Non mi perderò nelle chiacchiere nè nei sentimentalismi, non ho molto tempo ne voglia di chiacchierare, vi lascerò solo una ricetta, ovviamente, in rosso, per festeggiare, ma soprattutto mangiare bene, con gusto e con passione. I frutti rossi che vedete nella foto, sono i mirtilli rossi che ho raccolto la scorsa settimana nei boschi vicino a Madonna di Campiglio, dopo le Albe in malga, e me li sono portati a casa. Confesso di aver raccolto anche qualche fungo, russule (beh, rossi anche essi!), e, conoscendoli bene, li ho usati per cucinare in tutta tranquillità.
Volevo un piatto semplice, selvaggio, naturale e succulento, con un tocco di rosso e i sapori freschi. E' venuto fuori questo pollo. Buono o no, decidete voi. Io me lo sono mangiata con gusto (e co le mani).


Pollo in rosso

1/2 pollo ruspante
1 manciata di mirtilli rossi (o di confettura di mirtilli rossi che si trova, credo, a IKEA)
1 cucchiaio di zucchero
2 funghi russule (ma anche un porcino o una manciata di finferli)
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio
1 bicchiere di vino bianco (o brodo vegetale o acqua bollente)
1pezzetto di zenzero 
poco peperoncino
sale

- scaldare l'olio insieme all'aglio schiacciato (in camicia), peperoncino e lo zenzero, tagliato a rondelline (3-4)

- aggiungere il pollo a pezzi e rosolarlo

- nel frattempo preparare una confettura veloce: mettere in un pentolino i frutti rossi, aggiungere lo zucchero, 1 cucchiaio di acqua e cuocere per 5-6 minuti

- sfumare il pollo con il vino (o aggiungere acqua o brodo) , abbassare la fiamma e cuocere, coperto, per 20-25 minuti

- lavare i funghi e tagliarli a pezzi, aggiungere al pollo. Aggiungere anche i mirtilli cotti, una presa di sale e continuare la cottura per altri 10-15 minuti (controllare il pollo con una forchetta)

- infine, se serve,  aggiustare di sale e servire con la salsa di cottura e, magari, il puré di patate


giovedì 27 agosto 2015

Fermano Experience, fermi tutti!




Se dico "Fermo", voi a cosa pensate? Ad un verbo? Ad un'azione? Altro?..

Tutto sbagliato, perché nel nostro caso si tratta di un capoluogo della provincia omonima nelle Marche centro-meridionali. Ma Fermo tanto fermo non è, visto che è sempre in movimento, soprattutto avendo ideato e messo in moto il progetto presentato all'EXPO di Milano, "Fermano Experience". La particolarità di questo progetto, volto alla promozione del territorio dei comuni del Gal Fermano fuori dai soliti itinerari, è l'attenzione all'accessibilità per i disabili, l'accoglienza e la mobilità, Fermano Friendly, Il Fermano per Tutti.



Sono stata fortunata di partecipare alla "puntata zero", se la vogliamo chiamare così, del progetto, affiancata da Ugo Pazzi, presidente Slow Food Marche. Amo fare qualcosa di nuovo, di insolito, di ignoto, e il fatto di aver condiviso e testato una novità, mi riempie di gioia e di entusiasmo. 



Fermano Experience mi ha permesso di scoprire una parte dell'entroterra praticamente sconosiuto, con le proprie tradizioni culturali ed enogastronomiche. Ho fatto colazione con la giardiniera insolita, le marmellate particolari e le bevande dimenticate, ho visto come si preparano i maccheroncini di Campofilone (e non sono maccheroncini che pensate voi!), e li ho anche mangiati. Ho assaggiato il vino cotto che ha nulla a che vedere con il vincotto che conosciamo tutti, e ho fatto una passeggiata in un piccolo vigneto, scoprendo, strada facendo, come crescono i ceci (sfido chiunque a riconoscerli!) e l'utilizzo del finocchietto selvatico, con una degustazione finale tra gli ulivi. 

Ma forse è meglio vedere una volta che sentire cento volte, in fondo, cosa sono 2,5 ore di macchina da Roma a Fermo? E per farvi venire voglia di passare un weekend diversamente bello, passo alle immagini.





La prima tappa della mia Fermano Experience è iniziata con la colazione presso l'agriturismo "La Meridiana", dove la signora Marilù prepara le deliziose marmellate e conserve. Avete mai assaggiato la confettura di zucchine o di pomodori verdi? E la giardiniera, fatta con tante olive del proprio giardino, condita con il proprio olio? Conoscete la rinfrescante bevanda a base di sambuco o il decotto di prugne fresche? Se almeno una delle risposte è NO, dovete assolutamente andarci, parola di una foodblogger golosa.



La tappa successiva mi ha portata a Campofilone, famoso per i suoi maccheroncini, nell'azienda  Maroni & Marilungo. Ah, non sapete cosa sono i maccheroncini di Campofilone? Non è la pasta che pensate, è una sorta di capelli d'angelo, lunghi e sottili. Il nome deriva semplicemente dal termine "maccheroni" che si usava una volta per definire tutti i tipi di pasta, ma essendo la pasta molto fine, è diventata "maccheroncini". Dopo aver ammirato la maestria della signora Ivana che prepara ogni giorno 10-12 kg di maccheroncini fatti a mano (e vi assicuro, è un duro lavoro!) in un piccolo laboratorio artigianale, e dopo aver visitato l'azienda stessa, mi è venuta talmente tanta fame, che non vedevo l'ora di andare ad mangiare un piatto di maccheroncini.



Finalmente è l'ora di pranzo, e siamo approdati in un delizioso agriturismo "Vecchia Monta".  Paesaggi infiniti, una grande terrazza con i tavoli apparecchiati, accoglienza calorosa, potevo desiderare il meglio? Saltati gli antipasti, siamo passati direttamente ai maccheroncini al sugo tradizionale, il ragù, e qui non dico più niente, vedete voi. Inutile aggiungere che i bis sono andati a ruba.


Ma ecco che il pranzo è finito, e ci siamo rimessi in strada per raggiungere Lapedona, dove si trova la cantina con il vino cotto. Non è quello che pensate, di nuovo. Non è il vin cotto, non è il condimento. Il vino cotto è una bevanda che si produceva nel Piceno da secoli, partendo dalla cottura del mosto delle uve autoctone. Il volume del mosto iniziale si doveva ridurre di un terzo, poi il liquido ottenuto veniva messo in botti di legno per fermentare e poi invecchiare, lentamente, senza il rischio di diventare aceto. E' un po' simile ad un vino da dessert, ma non  così dolce, e berne tanto non è facile, anche se gustarlo con un biscottino o robe simili sarebbe il massimo.


Per non farci mancare nulla, la cantina si trova in uno spazio bellissimo ed antico, in uno dei locali  sotto una chiesa, attualmente in fase di restauro.






Dopo il vino cotto, ci voleva del vino "vero", e ci siamo diretti verso la cantina Le Senate. Cantina piccola e giovane, anzi, giovanissima, considerate che la prima annata di uno dei due vini in produzione è 2012! Ma le vigne, come ben sapete, sono sempre affascinanti, e allora una passeggiata tra i grappoli in maturazione, per celebrare la fine della giornata, ci stava tutta.
Vedete la foto sopra? Sapete cosa sono queste piante? I ceci. Non so voi, ma io non sapevo che aspetto avessero allo "stato brado", conosco il legume da secco nelle buste o nelle lattine, già cotto. E' davvero emozionante, almeno per me, scoprire come crescono piante, frutti, verdure che conosciamo tutti in cucina, ma non in natura.


Dopo la degustazione il giro "ufficiale" era finito, ma il mio è proseguito oltre: un bel bagno in piscina, una cena tra amici, la notte in campagna, quando cadevano le stelle ed io non facevo in tempo a seguirli con lo sguardo e nemmeno con il pensiero. Il gallo che si è messo a cantare alle 4 del mattino, rompendo prepotentemente il silenzio... Ma tutto questo è un'altra storia, che ognuno si può costruire su misura.
Io vi consiglio di andare a fare un giro a Fermano, magari dando un'occhiata anche al sito Fermano Friendly: ci sono parecchie cose interessanti e utili. D'accordo? Così poi mi raccontate. :-)


venerdì 21 agosto 2015

Hamburger veg di ceci e melanzane



Estate, caldo, afa. C'è molta gente che è in ferie, che va fuori, che fa i viaggi più o meno meravigliosi. Ma lo sapevo già che io quest'anno in vacanza non ci sarei andata, per un milione di motivi, tra cui il più importante: Bee-Connection, il nostro "bambino" di pochi mesi, che ha bisogno di tante cure e attenzioni. Ora non entrerò nei dettagli, ma da settembre ci saranno molte novità, e chi ci segue, noi e i nostri eventi, lo saprà a breve. Dirò soltanto che sto mettendo a punto il menù per uno dei nostri clienti, e ogni tanto mi viene voglia di sperimentare sul campo. Così ho provato a fare questi  hamburger veg, e anche non sono nemmeno lontanamente vegana, li ho trovati sfiziosi e buonissimi. Leggermente da perfezionare, ma vi assicuro, siamo già a buon punto!


Hamburger veg di ceci e melanzane

per 3 hamburger:

1 barattolo di ceci già lessati
2 melanzane medie
1 piccolo spicchio di aglio
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
2 cucchiai di olio evo
cumino
coriandolo
sale 
pepe
pangrattato (o la farina di mais per una versione gluten free)
olio per friggere

per servire:
insalatina
pomodori
kefir (latte fermentato) oppure lo yogurt naturale
erba cipollina
origano
aneto
sale
pepe

- tagliare le melanzane a cubetti, mettere in una teglia, aggiungere un filo di olio e poco sale e infornare per 30-40 minuti a 180° (si può velocizzare il processo, friggendole in padella, ma volevo usare il minimo di olio)

- frullare i ceci scolati e sciacquati con le melanzane, l'aglio tritato, le spezie a piacimento e l'aceto, aggiungendo poca acqua se il composto è troppo denso

- formare con le mani bagnate gli hamburger e passarli nel pangrattato (o farina di mais), mettere nel frigo per 2-3 ore

- versare in padella qualche cucchiaio di olio e cuocere gli hamburger 2-3 minuti per lati a fuoco medio

- preparare la salsa: tritare l'erba cipollina e unirla al kefir, aggiungere un pizzico di sale e di pepe, aneto e origano e mescolare

- servire gli hamburger con l'insalata, le fette di pomodoro e la salsa