venerdì 30 gennaio 2015

Risotto alla Zarina, con vodka e salmone affumicato




Giuro, non volevo dare il nome pomposo e pretenzioso a questo "modesto" (ma anche no!) risotto! Ma lo hanno definito così gli amici di Instagram, e allora  vai con un pizzico di vanità e di orgoglio nazionale, soprattutto quando si tratta della fusion delle due culture e tradizioni, quella di origine e quella di adozione. E' sempre una combinazione delle cose: ottimo riso di Riserva San Massimo, mandatomi da Dino Massignani che chiedeva di essere trasformato in un piatto goloso, una confezione di salmone affumicato, tenuto nel frigo "per le emergenze", l'aneto, comprato per caso, un'amica a cena. Insomma, delle scuse per cucinare ve le posso trovare a volontà.
La ricetta è semplice, basta avere dei prodotti di qualità e saperli assemblare, ma qui siamo tutti bravi a farlo, giusto?



martedì 27 gennaio 2015

Fiadone, il dolce ricordo della Corsica




Prima conoscevo un solo fiadone, quello abruzzese. Poi, dopo un viaggio in Corsica (di quasi 10 anni fa), ho scoperto questo dolce, il fiadone, che i corsi servono a colazione. Buonissimo, umido, saporito, profumato, era proprio il caso di andare a cercarne la ricetta. Pensavo a qualcosa di più elaborato, invece 4 ingredienti e il procedimento semplicissmo e veloce mi hanno stupita davvero. Tornata a casa, incredula, ho rifatto il fiadone, ed è venuto esattamente come l'ho mangiato sull'isola.
Poi, come spesso accade, l'ho riposto in un cassettino della memoria e ... me lo sono dimenticata. E all'improvviso, mentre pochi giorni fa ero in giro nella fredda e umida Milano, mi è venuto in mente questo dolce solare, e ho portato a casa la voglia di rifarlo urgentemente. Il resto lo avete visto. Detto-fatto-postato.
Perfetto per i celiaci, non male per chi sta attento alle calorie (una piccola fettina è decisamente appagante, e poi diminuerei ancora di più lo zucchero visto che stavolta l'ho trovato decisamente troppo dolce.) Da aromatizzare come uno vuole (oltre al classico limone, arancia, mandarino, ma anche vaniglia, cannella o fava tonka)
Insomma, questo fiadone è da fare e da rifare. Fidatevi.



lunedì 19 gennaio 2015

Cake al cioccolato, caffé e whisky



Alla fine ho ceduto. Ieri ho ceduto a quella voglia di sfornare un dogurioso dolce al cioccolato, ma non per mangiarlo io, non mi interessa, l'ho fatto per la mia soddisfazione, per ricordazre che so fare anche questo! (Béh, tanto per precisare: oggi ho imparato ad usare il trapano, l'ho preso in mano per la prima volta nella vita, e ho avuto tanta soddisfazione di aver bucato i muri (nei posti giusti!) che nemmeno immaginavo!)
Questo cake invece è frutto della mia invenzione e sperimentazione. Volevo i sapori forti, decisi, spiccati, una consistenza tenera e morbida, da regalare l'immediato piacere al palato. Così l'ho immaginato. Così è venuto. Dopo averlo assaggiato, ho pensato ad un paio di migliorie, quelli che l'hanno mangiato mi hanno assicurato che "meglio di così si muore", mia figlia compresa. Allora lo scvrivo così come l'ho fatto, e poi vedete voi. Ricordate solo che i miei dolci sono sempre poco dolci.



lunedì 5 gennaio 2015

Bagnet verd ovvero salsa verde e bollito



Sento il dovere di scusarmi per le foto: avevo troppa fame! No, troppa gola... Zero pazienza per fotografare come si deve davanti ad un piatto di bollito succulento (con una marea di carote) e una ciotola di golosissima salsa verde (che mangerei a cucchiaiate).

Detto ciò, passiamo alle cose serie. D'inverno (ma non solo, va bene anche in altre stagioni!) ci piace il bollito. Quello classico, con tanti tipi di carne mista, gallina, cotechino e lingua, o di un tipo soltanto. L'importante che sia morbido e saporito, con tante carote che adoro, con il brodo da condire e da bere in tazza ( o da tuffarci i tortellini) e con qualche salsa di accompagnamento. Di solito faccio la maionese, ma ultimamente mi è venuta voglia di salsa verde come la fanno in Piemonte, il bagnet verd. Buonissima da sola, sfiziosa sul crostino con le acciughe e immancabile con il bollito. Di ricette, si sa, se ne trovano tante e ovunque tra libri, giornali, internet e passa parola, non sempre perfette, raramente autentiche, a volte proprio sbagliate. Per questo quando posso vado sul sicuro: chiedo a chi ne sa più di me. E chi meglio di una signora piemontese doc (che fa una bagna cauda che posso mangiare senza conseguenze anche a 40 gradi all'ombra) poteva darmi la ricetta perfetta?


"Mia mamma ci metteva anche l'uovo sodo", mi ha detto quella signora piemontese, "perché una volta non era un antipasto ma un piatto unico, un pasto contadino".