venerdì 30 maggio 2014

Ravanello pallido? Affatto, ravanello trasformista!


 Lo sapevate che di ravanello si possono usare non solo le radici, belle e rosse, ma anche le foglie? Se sono piccoline, si possono mangiare a crudo in insalata (seppur un pò ruvide, comunque sono buone e saporite). Se le foglie sono diventate grandi, ma comunque sono fresche e belle verdi, si può provare a fare il pesto. In fondo, le foglie di ravanello sono meno piccanti e saporite di quelle di rucola, ma hanno un sapore erbaceo più accentuato, gradevole. Insomma, un pesto non convenzionale. Dato che di quelle foglie ne avevamo parecchie (e sto parlando dell'"Orto solidale" di Quella Strana Casa Sul Colle), ho pensato di fare un'altro classico: sbollentate, da ripassare in padella con aglio, olio e peperoncino. Consumate le verdure, ci rimanevano molte "radici", cos'altro fare? Un piccolo aperitivo, ed ora vi spiego tutto.


A questo tris molto vegetariano ho abbinato Equipe5, un Metodo Classico Millesimato, una bollicina prodotta a Soave e maturata nelle fresche cantine di Borgo Rocca Sveva. E' una bollicina delicata che non aggredisce il palato con lieviti e altri profumi, ma che lo avvolge ... soavemente. Una bollicina che però non svanisce in fretta, ma rimane sempre li, a ricordare i fiori e la mela verde, ma anche il ribes nero e i mirtilli. Una bollicina che ho trovato perfetta per accompagnare una tartina imburrata e pulire la bocca dopo il pesto. Lo so, lo so, non è un rosé, ma bevo anche le bollicine classiche, sapete?
Una curiosità: il nome di questo spumante, Equipe 5, nasce dall'unione dei 5 esperti enologi trentini nel 1960, che si sono riuniti per produrre uno spumante perfetto, perfettamente riuscito a quanto pare!

lunedì 26 maggio 2014

Rotolo al lemon curd



 Giusto per farvi venire l'acquolina in bocca!
Oramai molti di voi sanno del nostro progetto Three Temporary Chef, di BloggerPress e di Assaggi d'Autore dove noi, tre chef non professionisti, cuciniamo un giorno a settimana ognuno. Domani, come ogni martedì, tocca a me, alle prese con il pesce povero (sotto, infatti, c'è il menù fino a metà giugno). Ma invece di partire dall'inizio, partiamo dalla fine, ovvero dai dolci. Nulla di complicato, ci sono mille versioni del rotolo di PdS, ma con il lemon curd, e in abbinamento al semifreddo di mousse di fragole... Una goduria!


Rotolo al lemon curd

pds

4 uova
100 g di zucchero
100 g di farina

lemon curd  (senza burro)

il succo e la scorza grattugiata di tre limoni
2 tuorli e 2 uova intere
1 cucchiaio di maizena
200 g di zucchero
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva


glassa

125 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di succo di limone
un pò di albume

 - montare le uova con lo zucchero per ottenere la massa spumosa e chiara. Setacciare la farina e mescolarla con il composto


- versare il composto in una teglia rivestita con la carta da forno e infornare a 170-180° per 20 minuti; sfornare, rigirare su un canovaccio pulito spolverato con lo zucchero e arrotolare da caldo (per non farlo rompere in seguito)


- preparare il lemon curd: mescolare tutti gli ingredienti tranne l'olio in un pentolino, metterlo sul fuoco e, mescolando, portare a ebollizione.Abbassare la fiamma e cuocere 2 minuti.

- togliere dal fuoco, passare la crema addensata al setaccio e aggiungere l'olio; raffreddare


- srotolare il pds, spalmare il lemon curd e arrotolare di nuovo; mettere su un piatto

 - preparare la glassa: mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto denso, e spalmarlo sul rotolo

- servire a fette con lo zucchero a velo e con il semifreddo di mousse di fragole

Però come farne un semifreddo ve lo diro se venite a trovarmi al ristorante!

Assaggi d'Autore
via del Lucchesi 28
Roma


mercoledì 7 maggio 2014

La vie en rosé deve aspettare. Ma solo un pò.


Era ora. Era ora di aggiornare il mio blog, rimasto fermo da quasi 15 giorni. In un certo senso sono giustificata: ultimamente non sto ferma un attimo, sempre in giro, sempre a fare delle cose, ad occuparmi di due progetti che portiamo avanti con un'amica (e farlo da zero non è mai facile: incontri infiniti, discussioni su forme, contenuti, modi e collaboratori, creazione di pagine e di idee, invenzione di qualsiasi cosa, ansie, preoccupazioni, dubbi, euforie... Insomma, è più facile partorire un figlio che un progetto!) Però mangio, si, anche se tra una cosa e l'altra, pranzi e cene di lavoro, fuori e a casa, prove di piatti e di abbinamenti. E, ovviamente, in queste occasione non potrebbe mai mancare una bollicina, la mia "droga", il mio rimedio relax, la gioia dei miei occhi e del palato. Avevo anche pensato di inaugurare una rubrica dedicata ai rosé (oramai sapete tutti quanto ne sia appassionata), ma non avrei tempo di aggiornarla regolarmente, perciò ora lo scrivo e basta, poi si vedrà.


La bollicina in questione, Oltrenero Cruasé Brut (Tenuta il Bosco), me la sono portata dalla visita all'azienda Zonin...