giovedì 27 marzo 2014

Venezia. Il brindisi più importante!



Faccio un salto in avanti, all'ultimo giorno a Venezia, perché vorrei parlare di mio gemello. Già, non lo sapevate? Ho un gemello, anche se siamo "separati alla nascita", è Massimo Livan, lo chef presso Centurion Palace Antinoo's restaurant (luogo stupefacente, tra l'altro). Perché gemelli? Semplice: oltre l'affinità in molte cose, siamo nati lo stesso anno, lo stesso giorno e la stessa ora. Più di così!
In realtà stavamo pianificando di festeggiare insieme quest'anno, sarei dovuta andare a Venezia per il we del nostro compleanno, ma una serie di circostanze ha fatto spostare il nostro brindisi ad una decina di giorni in avanti (il Wine Tour in Abruzzo e Gusto in Scena), permettendomi, tra l'altro, di godere l'ospitalità di Centurion Palace. Vedete l'ingresso? Il grande balcone sopra? Le due finestre con balconcini  subito a destra sono quelle della mia suite! Sotto vi faccio vedere qualche foto dell'hotel e la nostra cena curata da Massimo.
L'ho sempre detto che il miglior regalo per me è un viaggio. Quest'anno ne ho ricevuti due. Grazie di cuore a chi ci ha pensato, di rendermi questo periodo così speciale.

                                           La foto l'ho "rubata" al mio gemello. Siamo bellissimi?!



martedì 25 marzo 2014

Venezia. Gusto in scena.



"Prima o poi, in un modo o nell'altro" -  lo dico sempre che riesco a fare e ad avere tutto ciò che voglio. "Prima o poi... " 
Funziona. Infatti, quest'anno, finalmente, ho potuto vivere di persona i tre giorni della sesta edizione di "Gusto in Scena", ideato e curato da Marcello Coronini, evento dedicato ai tre temi legati alla salute e al gusto, "La cucina del Senza" (grassi, sale, zucchero). L'evento prezioso (è bello saper togliere senza intaccare la sostanza, ma casomai arricchirla con il "senza"), l'evento bellissimo (vuoi mettere la Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista, edificio storico del 1261 nella splendida Venezia?), l'evento ricco (tanti nomi famosi concentrati nel piccolo lasso spazio-temporale), l'evento gourmet (tra assaggi, cene, degustazioni e aperitivi pensavo di prendere 5 kg, con gusto!). L'evento prevedeva, comme d'habitude, il congresso di Haute Cuisine Chef in Concerto (e ogni chef che saliva sul palco, preparava in diretta due piatti senza sale e/o grassi e/o zucchero), I Magnifici Vini con oltre 200 vini in degustazione e Seduzioni di Gola con dei prodotti interessanti e gustosi da assaggiare e da scoprire.
Raccontare tutti i tre giorni i dettaglio non è facile, erano talmente pieni e intensi che sfido chiunque a farlo, ma ci provo ad illustrarli con l'aiuto di foto e di (poche) parole.

I miei magnifici compagni di avventura (Bianca Tecchiati, Lorenzo Noccioli e Carlo Vischi) seduti "sui gradini di un'altare", mentre io volevo "un posto al sole". Ma tutti con un rosé nel bicchiere.



lunedì 24 marzo 2014

Panini con pesto piccante di acciughe




Mi è ritornata la voglia di mettere le mani in pasta. Certo, non è più come una volta, ma almeno non mi sento affaticata nè disperata al solo pensiero di impastare (lo facessi a mano poi!.. Ho sempre la mia amata planetaria Rossa). Ad ogni modo ci provo, e mi faccio venire anche delle idee. Per me è un grande passo, per tanti versi.

Della farina einkorn ho sentito parlare per la prima volta da una mia amica non blogger, ma appassionata di cucina, e mi ha fatto assaggiare il pane fatto con essa. Buono, veramente. Il pensiero, evidentemente, era rimasto latente da qualche parte, così, quando mi hanno mandato un link per partecipare al contest di Molino Grassi, utilizzando le loro farine della linea Qb, ho pensato che era un'occasione giusta per provarle. Il pacco è arrivato, come al solito, mentre ero fuori, a "gustare" Venezia, e mia figlia ha detto, dopo averlo aperto sulla mia richiesta: "Ma sono proprio carine, queste farine!"

Ieri, dopo aver capito che a) devo per forza dedicarmi alla casa perché sembrava più una stalla che un'abitazione umana, b) che non ho il pane, c) che non mi va di uscire, sono andata ad scegliere la farina e ho messo in funzione la mia Rossa (planetaria). Non sapevo cosa sarebbe venuto fuori, ma volevo un'impasto molto molto idratato. E poi l'idea è venuta da se.



sabato 15 marzo 2014

Di niente. Di tutto. E un pò di me.


Adoro le selfie. Che mondo sarebbe senza?
Scherzo, scherzo, ma non più di tanto: è il modo più semplice di "cogliere l'attimo" e di fissarlo nella memoria. Per lo meno in quella del cellulare. 
E come avrei potuto perdere quegli attimi di felicità che raccogo ad uno ad uno come le perle preziose, e me ne faccio una collana lunga una vita, di momenti, di ricordi, di colori, di emozioni... Ecco, mi sono commossa anche adesso, mentre sto scrivendo queste stupidate che, probabilmente, hanno un valore solo per me.

Abruzzo. Il viaggio stampa, dedicato esclusivamente al vino, mi è capitato nel momento giusto. Quando arriva il mio compleanno, comincio a smaniare, ad agitarmi, voglio scappare, non importa nè dove nè con chi. Invece stavolta è arrivato questo regalo, e me lo sono presa al volo. Non ho voluto nemmeno sapere chi sarebbe venuto, ero già felice così, un occasione di fuga abbinata agli impegni di lavoro! Che poi ho conosciuto delle persone fantastiche, è un altro discorso, ma è quel valore aggiunto che rende le cose ancora più belle. Esclusive.

9 cantine, una settantina di vini in degustazione (o più?..), pranzi e cene da nababbi, paesaggi incantevoli, un pizzico di cultura qb. Un'emozione di un vino vecchio quanto me, perfetto e fresco. Vorrei essere come lui: rosso, versatile, seducente, enigmatico, profondo, con le potenzialità nascoste, unico.

E in finale, a mezzanotte e un secondo, arriva un brindisi a sorpresa per il mio compleanno, una bollicina rosè come piace a me, organizzato da un amico prezioso che, sembra ci si conosce da una vita e non da 4 giorni.  E le telefonate, e i messaggi, e una valaga di auguri su FB... Piccole grandi cose che mi tengo strette.

E come se non bastasse -  si sa, sono un pò matta -  decido di fare un salto a Firenze, per rivedere altri amici, brindare con loro, dare un'occhiata al Taste (il lavoro c'è sempre!). Così, dall'Abruzzo, passo con disinvoltura in Toscana, mi cambio sul treno (basta con gli stivaloni comodi, voglio il mio tacco 12!), e ... via alla bella vita per 16 ore. Un'elegante aperocena a Lungarno, l'indispensabile relax al Mulino, con il rumore dell'acqua in sottofondo, il lungo risveglio e una colazione lenta, lentissima. E poi quel pazzo Taste, amici produttori, amici blogger, scatti, assaggi, sguardi... 
Ho completato il giro. La fuga è avvenuta con il successo. Ora posso tornare.

(e voi -  visionare una marea di foto sotto)


sabato 1 marzo 2014

Chapati, focaccine indiane di farina Verna




Io sono pigra. Estremamente pigra, soprattutto quando si tratta di uscire di casa. Esempio?

Ieri aspettavo un'amica a cena. Per fortuna il mio frigo nasconde sempre qualcosa di buono, così il riso pilaf aromatico con frutta secca, pollo e zafferano era assicurato. Però non avevo il pane -  non si sa mai, anche perché la verdura di contorno ci sta sempre. Premetto che il supermercato si trova a 500 m da casa. Ma io, pigra, non volevo vestirmi, scendere, camminare o prendere la macchina (sono capace di fare anche questo, per soli 500 m!). Il tempo per fare il pane non ce l'avevo: mi restavano solo un paio di ore. Allora ho deciso di preparare le focaccine indiane, ricordando di avere da qualche parte una ricetta a base di yogurt. Non trovata. Poco male, ho aperto uno dei miei libri di cucina asiatica preferita, da dove prendo molte ricette, tutte di successo, e ho trovato un'altra preparazione, molto simile.

Il bello di questo pane è che non ha bisogno di lievitazione e che si cuoce direttamente in padella, gonfiandosi a vista d'occhio (sotto troverete anche un piccolo video). E, visto che per le chapati ci vuole la farina integrale, ho deciso di sostituirla con la farina di grano Verna, con le caratteristiche molto simili, ma infinitamente più buona. E dopo la crostata di pochi giorni fa, eccovi anche il pane alternativo.

Evviva la pigrizia, no?



Chapati

280 g di farina di grano Verna
170-200 ml circa di acqua tiepida
1 presa di sale
2 cucchiai di burro (meglio se chiarificato, altrimenti detto ghee)

Impastare la farina con l'acqua e il sale (io l'ho fatto nel mia amata planetaria rossa); lasciare a riposare per 20-30 minuti, coprendo l'impasto per non farlo seccare.

Formare un salsicciotto e dividerlo in 12 parti uguali.

Stendere ogni pallina in un cerchio di 18 cm circa, aiutandosi con poca farina.

Scaldare molto bene una padella di ghisa con il fondo spesso e ungerla con poco burro.

Cuocere il dischetto di pasta per 30 secondi circa da un lato, poi girarlo e aspettare che si gonfi (potrebbe farlo parzialmente, non su tutta la superficie, ma va bene lo stesso).

Conservare le chapati pronte sotto un canovaccio per non farle seccare.


Oltre a sostituire il pane, le chapati sono anche buonissime il giorno dopo, un pò più secche, con la crema di lenticchie speziata.