giovedì 19 settembre 2013

Crostata di ricotta e cioccolato




                                         Eccomi, buongiorno! Vi piace il mio cappello?


   Sembra che sia sparita di nuovo? Béh, un pò si e un pò no, è che in questo periodo sono sommersa (per fortuna!) dagli impegni di lavoro con qualche lezione di cucina in mezzo e poi, un'amica è venuta a trovarmi, e con lei abbiamo fatto tre intensissimi giorni tra Napoli, Pozzuoli e Costiera Amalfitana. Ma immagino che tutto ciò si sapeva già perché abbiamo innondato la rete con le nostre foto e i commenti, e di sicuro non potevamo passare inosservate, una bionda e una rossa, con dei bellissimi cappelli in testa! Io sono una donna molto camaleontica, mi immedesimo in fretta nei vari ruoli e passo con semplicità da un paio di jeans e un giubbino di pelle ad un abito lungo e un tacco a spillo vertiginoso. Il cappello mi appartiene, mi è sempre piaciuto anche se ultimamente mi capitava di metterlo raramente. Invece ho scoperto Cinzia come una complice di avventure perfetta (abbiamo esplorato la casa degli spiriti, scavalcando il cancello!) e, nello stesso tempo, una donna elegante amante dei cappelli, bravissima a farli (infatti, il mio è opera sua) e a portarli, roba d'altri tempi! Sintonia perfetta, cosa rara.

    Detto ciò, parliamo di crostata. Nelle ultime lezioni di cucina che ho fatto per i miei connazionali, avevamo nel programma un dolce, una crostata di ricotta e cioccolato. Insomma, la scorsa settimana mi è toccato farla per ben 3 volte, e anche se l'abbiamo mangiata, ho fatto prendere alle ragazze dei bei pezzi per le loro colazioni, avevo in casa comunque una grossa scorta di dolce. Però quel dolce mi ha risolto la colazione per Cinzia! Altro che fette biscottate con marmellata, una scorpacciata di crostata e via!



domenica 8 settembre 2013

A qualcuno piace hot... pesto di peperoncini e acciughe




   Gioco di parole, titolo scherzoso con una chiara allusione al famoso film. Si dice però che in ogni scherzo c'è una parte di ... scherzo, così lascio giudicare a voi, d'accordo?

                                                          Colonna sonora del post



   Ho sempre amato i sapori forti, piccanti. Da bambina mi piaceva condire i pelmeni (una sorta di pasta ripiena russa) con il pepe nero e la paprica, con grande sgomento di miei genitori. Ricordo che anni fa, da ragazza, una volta mi sono trovata in una grande compagnia, e quella sera un cuoco italiano, di uno dei primi ristoranti italiani a Mosca (non il mio primo marito!), aveva preparato le penne all'arrabbiata. Erano talmente arrabbiate, quelle penne, che nessuno dei presenti era riuscito a mangiarli. Nessuno tranne me. Adoravo quell'incendio in bocca, erano momenti esaltanti. Poi siamo andati a ballare, e avevo caldo, indovinate perché!..

   Ieri sono andata, come al solito, al mercato a fare il pieno di frutta e verdura freschi, a vedere cosa c'è di nuovo tra i frutti di stagione, a curiosare tra i banchi. Dietro un piccolo banchetto con i cesti di l'aglio e le montagne di grossissime cipolle rosse (mezzo chilo ognuna, dolci, da mangiare come le mele, a morsi), c'era una vecchietta che vendeva anche i mazzi di peperoncini, belli, rossi, freschi, tanto seducenti che mi è venuta voglia di farne qualcosa: una salsa piccantissima, una crema forte e avvolgente, un pesto che ti fa andare letteralmente a fuoco. Mentre facevo i miei acquisti, chiacchieravo e cercavo di farmi dire da lei come conservare i peperoncini. Ignorando i suggerimenti di essiccarli o di surgelarli, insistevo se conoscesse la ricetta diversa, un'altro modo di farli durare. Alla fine mi ha detto che si poteva fare anche una crema, cuocendo i peperoncini con poca acqua e il sale, per poi frullarli e mettere in barattoli. Però aveva aggiunto che se non la sapevo fare, era meglio di non provarci da sola perché la preparazione è complicata. Poverina, non sapeva che davanti a lei c'era una foodblogger che aveva fatto di peggio (o di meglio, punti di vista!)

   Vogliamo giocare un pò?
"...peperoncino, piccante, provocante ...  chili, caloroso, conturbante ... estate, evasione, eccitante..."



sabato 7 settembre 2013

Parole, parole, parole... mare, mani, millesimé... vellutata, vongole, vino




   A me piace giocare, giocare con le parole. Mi piace intrecciarle in frasi bizzarre, in piccoli racconti, in storie della mia quotidianità o delle fantasie vissute nei sogni. Mi piace vederle prendere forma e vita per trasmettere le emozioni, anche le più piccole. Parole, parole, parole.

   Ho un amico con chi abbiamo inventato un gioco, l'abbiamo inventato quasi per caso, ma quel gioco mi ha aiutato a sopravvivere nei mesi più bui e a sorridere con dolcezza, anche quando avevo solo voglia di piangere e di nascondermi nella tana più profonda. Era un gioco di parole, ovvio, e si trattava di descrivere una situazione, una fantasia, un desiderio o un tema con le parole che iniziavano tutte con la stessa lettera. "...Caraibi, calice, Champagne... cielo, catamarano, cioccolato... ciliegie, coccole, carezza..." Una lettera al giorno. O, meglio, alla sera, perché andavamo avanti fino a quando qualcuno non crollava, e di solito ero io.



giovedì 5 settembre 2013

Fare le foto all'alba e insalata di couscous con tonno e rucola




   "#Buongiorno e buon #caffé" oramai è diventato un must: difficilmente passa un giorno senza che posti il mio buongiorno al mondo al profumo di caffé e, ultimamente, anche un saluto di Rosé. Oggi invece la mia giornata è iniziata all'alba. Mentre ieri facevo la lucertola sugli scogli, ammiravo il mare, l'acqua, il gioco delle onde e dei granchietti, mi è venuta voglia di fare le foto, immediatamente. Ma andare in spiaggia con la macchina fotografica non è una mossa intelligente, anche perché le foto a mezzogiorno non verrebbero mai bellissime. Così mi son detta (e l'ho pure scritto) che l'indomani sarei andara a fotografare queste bellezze all'alba. Non ero sicura di farcela, anche perché la sera sono uscita e tra una cosa e l'altra ho fatto mezzanotte, però... "Ogni promessa è un debito", e poi ho anche Rosé che si, ha dormito con me buono-buono per tutta la notte, ma alle 5.30 mi ha svegliata con i salti e i suoi giochini. Era buio, volevo dormire e ci ho provato, poi alle 6 mi sono arresa, ho intravisto uno spiraglio di luce e mi sono alzata.



domenica 1 settembre 2013

Tonnarelli con gallinella, pomodorini e basilico



Settembre.
E' già finita l'estate, e non me ne sono accorta. Non so perché, ma è finita prima del solito, prima che me la sia goduta appieno, prima che abbia fatto il pieno di mare e di sole, prima... Forse perché è stata un'estate insolita, un'estate solitaria, si, piena di amici e di amiche, di viaggi e di eventi, ma anche un'estate di separazione e di trasloco, di cambiamenti importanti e di riflessioni, tante, troppe. Sono 90 giorni che vivo nella mia bella casetta sul mare, con tramonti spettacolari da ammirare  ogni sera, ma quante notti ci ho dormito veramente? Neanche la metà, a pensarci bene. Sempre in giro, sempre fuori, sempre ospite da qualche parte. Forse l'estate così movimentata è stata un bene: ho avuto poco tempo per cadere in depressione, ma anche se quei brutti momenti non sono mancati, ho avuto delle persone fantastiche al mio fianco, che mi sono state vicine, e non le ringrazierò mai abbastanza. Ho imparato ad apprezzare ancora di più l'amicizia, l'unico valore che non ha prezzo e non ha paura delle distanze, tutto il resto... tutto il resto è molto volubile.

A proposito delle amicizie. Ieri sera è venuta a trovarmi un'amica, le avevo proposto di preparare per cena un piatto di pasta al ragù di gallinella, ma lei ha preferito spizzicare formaggi, salumi e verdure. Nessun problema, siamo state bene lo stesso, tra chiacchiere, vino e Rosé. Ma ora vorrei ringraziarla perché mi ha "lasciato" questo magnifico piatto per pranzo, e me lo sono goduta appieno! E vi assicuro che l'abbinamento del basilico con il pesce è favoloso!