venerdì 30 agosto 2013

Peperoni con cous cous e salsiccia




...Ogni tanto qui si parla di cibo, anzi, di cibo si parla sempre, intendevo, di ricette. Ebbene si, pian-pianino sto riprendendo a cucinare, un pò per piacere e per consumare al meglio i prodotti buoni e genuini che mi capitano per le mani, un pò per lavoro (ricordate, faccio ancora le lezioni di cucina, adesso anche a casa mia, visto che la nuova cucina è grande e mi permette di ospitare comodamente 4-5 persone). Mi sta anche ritornando la voglia di fotografare i piatti, non solo quelli degli altri, ma anche i miei, ed è un bene, lo considero un segnale di guarigione.
...Sono appena uscita a fare un giro, sono finita immancabilmente al porto e sono tornata a casa con 5 kg di zuppa di pesce: voglio cucinare e mangiare cose semplici e gustose. Appena finito di scrivere, vado a pulire il pesce, forse in mezzo troverò una piccola stellina di mare...



giovedì 29 agosto 2013

Cinque anni di Rossa di sera, cambiamenti, confusione e cobbler




   ...Quando l'anno scorso avevo scritto: 
Cosa dovrei aspettarmi al quinto anno? Non lo so, è una sorpresa, ma, come dicevo un pò di tempo fa, "...Sono fortunata perché li raggiungo sempre, i miei obiettivi, ottengo sempre ciò che voglio. Prima o poi, in un modo o nell’altro."
 di certo non mi aspettavo i cambiamenti così radicali, cosa che invece è accaduta. Il grande O.Wilde diceva: "Attento a quel che desideri, potrebbe avverarsi". Inutile negare che in parte li ho desiderati, quei cambiamenti, solo che nella vita le cose non accadono esattamente come le vogliamo, e bisogna metterlo in conto. Ora lo so.

Sono ancora confusa, in fondo, il periodo più brutto, durato 8 mesi, è finito da poco, dall'inizio dell'estate. La ripresa non è facile, ogni tanto ho ancora degli incubi e gli attacchi di panico, i momenti di depressione e gli attimi di euforia per la liberta acquisita, le lacrime di disperazione improvvisa e la sensazione di felicità assoluta, insomma, qualcuno direbbe "Vai da uno bravo", ma non ci vado, passa tutto, passerà anche questo. Troverò il mio equilibrio interiore e la stabilità nella vita, anche perché adesso ho un nuovo grandissimo amore: una piccola pallina di pelo rosso con gli occhi chiarissimi (speriamo rimangano tali!), intelligente, dolce e bellissimo, curioso e affettuoso, insomma, tutto sua "mamma"! Rosé, così si chiama il mio gattino, mi ha fatto innamorare all'istante. E quando attacca con le fusa, mi si scioglie il cuore. Inutile dire che Annamaria è impazzita peggio di me, lo coccola, lo cura, lo strapazza, e lui si fa fare di tutto!



Ora sta giocando accanto a me, si accontenta di poco: una pallina di carta, un fiocchetto, una carezza. Poi, quando avrà fame, farà il suo versetto e mi porterà in cucina, perché avrà già finito i bocconcini nella ciotolina. E poi si addormenterà dove capita, ma non troppo lontano da me, beato, come solo i cuccioli sanno essere. Vita semplice, ma quanta gioia!

Ed io so finalmente cosa voglio: mai più nella gabbia.
Ci riaggiorniamo il prossimo anno.

Ora passiamo alla parte buona. Ci voleva qualcosa di rosso e di goloso per festeggiare, così ho optato per i frutti rossi in versione "dolce ma non troppo". In due parole, cobbler. In un certo senso assomiglia al crumble: frutta sotto e l'impasto sopra, ma cambia la forma e la sostanza. Non sono più le briciole  croccanti, ma l'impasto simile alla frolla, però più leggero e friabile. 


Cobbler di more e visciole

150 g di more*
150 g di visciole*
2 cucchiai di zucchero
10 g di burro Beppino Occelli

per la pasta:
100 g di farina
50 g di burro Beppino Occelli
2 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di polvere lievitante
1 tuorlo
1 cucchiaio di latte

- distribuire i frutti rossi in 4 stampini imburrati, spolverare con lo zucchero e infornare a 180° per 15 minuti

- preparare la pasta: unire la farina, lo zucchero, il sale e la polvere lievitante in una ciotola, aggiungere il burro a cubetti e impastare; poi aggiungere il tuorlo battuto con un cucchiaio di acqua e amalgamare l'impasto

- qui si può procedere in due modi: in originale si prendono i pezzetti dell'impasto, si schiacciano e si distribuiscono sulla frutta, ma suggerisco il modo più elegante.

- stendere l'impasto in uno strato di 1 cm o poco meno e ricavare i cerchietti, gli ovali, le stelle o qualsiasi altra forma desiderata. Distribuirli sulla frutta, spolverare con poco zucchero e infornare a 200° per altri 10 minuti

- servire i cobbler tiepidi

* anche surgelati



mercoledì 28 agosto 2013

Assisi, Canova e Food



   Ho sempre detto che adoro gli eventi improntati sul cibo ( se c'è anche il vino, è meglio!), ma un evento cibo-vino-arte ancora non mi era capitato. Per fortuna c'è sempre la prima volta (che amo!), e così mi sono trovata catapultata ad Assisi, città di San Francesco, per occasione diventata anche luogo della mostra Canova, evento, organizzato dalla Marca Treviso. E che evento!..

   Oltre al weekend ad Assisi e all'inaugurazione della mostra, noi, 8 foodblogger prescelti, abbiamo assistito al cooking show di ben cinque chef veneti, venuti apposta per presentarci i loro piatti ispirati all'artista, alle sue preferenze gastronomiche e alle sue opere. Piatti davvero interessanti, alcuni semplici e d'impatto, altri complessi e fantasiosi. Come tutti, sono rimasta colpita dall'invenzione dell'unica donna-chef presente, Diana Bertuola, giovane e visibilmente emozionata, che ha creato una composizione ispirata alla Danzatrice con cembali. Ho anche apprezzato l'Amorino di Nereo Dussin, un trilogy finger con un superbo calamaro mozzato che rappresentava l'Amorino Alato, distrutto durante la guerra.

   Ma, ma!.. Il problema è che questo evento aveva i ritmi particolarmente serrati: 5 chef, 5 piatti con tutti gli annessi e connessi in un'ora soltanto! Ho sempre dichiarato che mi manca terribilmente un altro paio di mani: per twittare, fotografare, scrivere e gustare in contemporanea; insomma, per seguire un evento senza perdere scatti, dettagli, nomi e spiegazioni. Un'altra me, ecco. E qualcuno, anzi, più di qualcuno aveva un suo doppio: un compagno o una compagna, con chi dividere i "compiti", cosa, che stavolta a me è mancata tantissimo. Per questo ho perso un pò di dettagli, e le poche foto fatte al volo non rendono giustizia ai piatti e ai personaggi presenti. Foodblogger single si è trovata penalizzata!

Comunque, nel mio piccolo, ci tengo a farvi vedere cosa è stato per me  #canovafood.
Quando l'arte e il cibo diventano #canovafood (storify)

                                                     Vedete cosa mi toccava fare?


mercoledì 21 agosto 2013

Marsala, il mio full immersion nel Wine, giorno terzo




Il terzo giorno all'insegna di Marsala Wine è stato assolutamente straordinario, unico nel suo genere. Le saline dello Stagnone, dove ci siamo diretti  al mattino, mi hanno lasciata a bocca aperta: paesaggi lunari, dimensioni extraterrestri, sensazioni spaziali, colori inverosimili. E anche se l'escursione a Mozia è stata annullata, il giro tra le candide distese di sottili lastre di sale, una camminata sui stretti sentieri di pietra (un passo a destra, uno a sinistra - si finiva nel mare di sale), mi avevano appagata di tutto.




venerdì 2 agosto 2013

Marsala, il full immersion nel Wine continua... (giorno 2)



Pensavate avessi finito?.. Ma manco per scherzo! E' che ho avuto giorni di lavori in casa, ultimi per fortuna, anche se sappiamo tutti che in realtà non finiscono mai; e poi  due giorni di depressione che non mi permetteva di scrivere e raccontare, ma anche di fare altro, ero immersa in me stessa, nei brutti pensieri che continuano ad affiorare forti in questi momenti di particolare fragilità... E - "ciliegina sulla torta" -  mi sono mangiata anche un mezzo pacchetto di patatine fritte, io che quella roba non mangio mai! Ora mi vien da domandarmi cosa ho bevuto, ma tranne le lacrime non ricordo nulla di strano. Alla fine del secondo giorno però le lacrime si sono asciugate spontaneamente grazie ad una nuova amica, corsa in mio aiuto. Virtualmente, s'intende, ma ciò è bastato per spezzare quella tristezza nel cuore, alla fine stavamo ridendo entrambe, tra confidenze e confessioni. Cosa farei senza le amiche così?..


Marsala invece è stato un continuo scoprire, girare, chiacchierare, ridere, fare amicizia, chiedere, assaggiare (va bene, lo ammetto, mangiare e bere!) e tanto altro. Il secondo giorno (sembra quasi di parlare della creazione del mondo, ma non mi sento dio, anche perché ne abbiamo già uno, intendo, nel web, per chi non lo conoscesse, è @Iddio!) Dicevo, il secondo giorno stranamente è sempre più pieno, più bello, più emozionante, sembra quasi che il primo serve per prendere confidenza, e il terzo va un po' in discesa o, meglio, tutto comincia a sembrare normale, come se fosse sempre stato così.
Ok, passiamo ai fatti.