giovedì 24 ottobre 2013

Obikà. Ecco qua.




...Luna piena. Alle 6 del mattino ero già sveglia, sembrava essere giorno. Era la luna che illuminava il mare, calmo e immobile come succede solo all'alba, e faceva una scia dorata sullo speccio d'acqua. Così come ero, in camicia da notte, sono andata a prendere la macchina fotografica e ho fatto qualche scatto, incantata. E mentre fotogravavo quella bellezza eterea, tentavo di catturare alcuni pensieri, più sensazioni, forse, che pensieri, nel sottofondo della mia mente...

In quei giorni avrei dovuto essere a Mosca, ma è successa una cosa che mi ha impedito di partire. Nulla di grave, scocciante, ma niente di irreparabile. Di solito "dò i numeri" per molto meno che un viaggio annullato, gli appuntamenti di lavoro saltati, gli amici e i parenti che non vedo da più di un anno e chissà quando li rivedrò, ma stavolta è andata diversamente. Tranquilla, dispiaciuta, ma tranquilla, surrealmente calma, al punto di stupirmi io e, soprattutto mia figlia che mi conosce troppo bene, ed ora non mi riconosce quasi. A quel punto pensavo: non tutti i mali vengono per nuocere, vuol dire che per qualche motivo dovevo restare qua. Ed è così, ne sono convinta. Però avevo 12 giorni vuoti, liberi, tutti gli inviti  declinati e gli impegni annullati. Me la sono presa con calma: ho finito un lavoro che altrimenti avrei dovuto rimandare a fine ottobre, ho ripescato gli inviti più interessanti, ho incontrato un caro amico che era venuto un giorno a Roma, e ho fatto molto altro, sempre con calma, senza fretta, senza correre. Uno degli appuntamenti a cui avrei dovuto rinunciare, era una serata all'Obikà, il mozzarella bar, dove a noi, 10 foodblogger, è stato presentato il menù autunno-inverno in anteprima, con lo scopo di valutarlo e dare il nostro parere.






Quindi a questo punto parliamo di cose serie: cibo.
Personalmente conoscevo Obikà solo di nome, leggendolo qua e là, o veden do l'insegna mentre passavo per l'aeroporto, se andavo da qualche parte. Prima o poi -  mi ero detta - ci farò un salto per mangiare una buona mozzarella, ed ecco, sorpresa!
Non sono invadente, per questo non mi era nemmeno venuto in mente di chiedere agli organizzatori che ci sarebbe stato. Tanto -  pensavo io - noi, foodblogger romani, ci conosciamo tutti o quasi, ci sarà sicuramente qualcuno con chi chiacchierare. In effetti, così è successo, anzi, meglio: ho avuto modo di conoscere più da vicino un paio di persone molto-molto interessanti. Curiosi? ;-)


Locale carino, ma sobrio ed elegante in pieno centro, in Campo de' Fiori. Molto minimal chic, molto bianco-nero-rosso, colori che preferisco, da soli o insieme. Accolta da Nicolò con un calice di bollicine, iniziamo a chiacchierare con lui e altre due blogger già presenti, ci facciamo raccontare l'essenza del locale, il suo perché, il nome e lo stile. Tutto chiaro: è un Mozzarella Bar dove la mozzarella di bufala campana dop è al centro di tutte le proposte gastronomiche, in purezza e in tante declinazioni, contornata dai tipici prodotti della tradizione italiana, piccole chicche di gusto e di qualità. Oltre alla "verticale di mozzarelle", poche proposte nel menù, ma tutte pensate e selezionate con il criterio di gusto e di stagionalità.

Quando ho aperto il menù preparato apposta per noi, ho detto: "Non ce la posso fare!.." 5 tipi di mozzarelle, salumi, affettati, 2 primi, 2 secondi, 4 dolci... Mi dicono spesso che sono allenata a mangiare altrimenti come farei a rimanere in forma (famosi segreti della Rossa!), ma non capita tutti i giorni una cena che si potrebbe fare minimo-minimo in due, e solo se si è tanto affamati!

Volete sapere cosa c'era nel menù?
Chi mi segue sui social, sicuramente sa che cosa abbiamo gustato, ma ve lo ridico anche qui. Oltre a vari tipi di mozzarelle, la ricottina e la stracciatella, oltre i salumi da tutta Italia, ci hanno servito una caponatina non fritta (deliziosa) e la focaccia croccantissima; 3 tipi di pizze ( classica, con la 'nduja, con porcini e tartufo), paccheri alla sorrentina e orecchiette con cavolfiori, pecorino, olive e colatura di alici. E poi ancora la scaloppa di gallina con radicchio crudo, lo stufatino di spada in agro-dolce con riso venere. E poi... Mousse di cioccolato con nocciole, crema di ricotta con miele, pinoli e arancia, Mont Blanc delicatissimo e torta Caprese. E, dulcis in fundo, un piccolo delizioso cremino "dai-dai" con il caffé.

Vi domandate com'è che sono ancora viva?..
Béh, anch'io.
Ma ora tocca a voi!



Bella serata, bella scoperta, bella mangiata.
La non partenza provvidenziale, direi.
Obikà.

1 commento:

Raffaele | ilcrudoeilcotto.it ha detto...

Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere :) E' stato un piacere condividere la serata ;)