martedì 8 ottobre 2013

3 forchette del Gambero Rosso, dov'altro 10 chef cucinano per voi?




Reduce da una spettacolare cena al Gambero Rosso firmata  3 forchette, non vedo l'ora di raccontarvi com'era andata.
La mattina -  la premiazione. Tanta gente, tante categorie, tanti premiati, tante facce sorridenti e soddisfatte. Il teatro di Gusto è difficilmente così affollato durante l'anno se non per la presentazione della guida I Ristoranti d'Italia. Cose importanti:
23 le Tre Forchette tra cui i 4 nuovi ingressi.
2076 indirizzi, quasi 200 nuove segnalazioni e premi speciali assegnati a diverse categorie che testimoniano come i giovani, oltre al sogno di diventare chef vogliono studiare anche come sommelier o maitre.
Ho incontrato tanti amici ristoratori, produttori, giornalisti, blogger, purtroppo non è stato possibile scambiarsi due chiacchiere con nessuno di loro in quanto il fiume umano ci travolgeva di continuo. Pazienza, tanto con molti di loro ci saremmo rivisti a cena. Così, senza bere nemmeno un goccio di acqua né una bollicina, sono scappata a casa: tra un gambero e un'altro, mi attendeva una lezione di cucina da fare!


                                               I dieci chef che hanno cucinato per noi ieri sera



Prima di uscire, le solite domande femminili: COSA MI METTO? Apro l'armadio, e stranamente l'occhio mi cade su un abito rosso, che non metto mai. E da un pò di tempo avevo voglia di indossare un bel abito da sera, insomma, la scelta è stata più facile del previsto, ma anche provvidenziale: sono stata "assegnata" alla parte rossa della sala (l'altra era blu).
Ma iniziamo con un aperitivo: un bel TrentaDoc e il gioco è fatto! Nel frattempo arrivava la gente, i premiati, i produttori, gli invitati. Oltre a Giuseppe di Martino (pastificio dei Campi) con chi ci siamo visti alla premiazione, felicissima, ho incontrato un grande amico, Marco Caprai, presente con il suo spettacolare 25 Sagrantino di Montefalco.



Finalmente ci invitano entrare in sala dove 300 persone stanno comodamente. Tavoli addobbati, file di vini in degustazione, grande attesa nell'aria, voglia di una sorpresa nel palato viziato, abituato a delle creazioni straordinarie, ma senpre in cerca di una scoperta.



Ma leggete la carta sotto, non vi verrebbe voglia di assaggiarne almeno la metà? Io e Luca Sessa, il mio compagno di tavolo, ci siamo sacrificati e ne abbiamo provato 9 ( o 10, dipende dal punto di vista!), in media, due vini per una portata. E c'era da sbizzarrirsi, fidatevi!



Luca credeva di fare una brutta figura con l'acqua (notate quant'elegante quest'uomo!) Ha avuto il modo di riscattarsi, perché per seguire me ci vuole del fegato ( nel vero senso della parola!)  e qualcuno lo sa!



Ora vi faccio leggere i due menù. Facciamo che a sinistra c'è sempre la parte rossa, e a destra quella blu, non solo menù, ma anche i piatti. Non immaginate la corsa che mi sono fatta ieri: ogni volta che vedevo la nuova portata della parte-antagonista, andavo dal mio "contatto" e riprendevo il suo piatto. Certo, ripeto che in queste occasioni ci vorrebbe un'altra me, ma siccome non c'è e dificilmente ci sarà, faccio il possibile.



Ricciola contro acciughe; BellaVista Franciacorta '906 e Alta Langa Brut Zero di Serafino '07



Scampo crudo, da piangere quant'è buono, vs biamco e nero di seppia. La Tunella (cof Biancosesto '12) e Ottella (Lugana sup Molceo '11)



Maialino nascoto delicatissimo e manicarretti alla mela, formaggio e semi di cipolla; Nebbiolo d'Alba Cumot '10 (Bricco Maiolica)



Agnello laziale copn cipolle sulla brace e sandwich di triglia e scarola. Qui abbiamo provato di tutto: Brunello di Montalcino '07 (Tenimenti Angelini), Amarone della Valpollicella Cl '05 (Cav. G.B. Bertani) che era perfetto con il piatto, ed infine Galatrona '10 (Fattoria Petrolo) sorprendente, il vino da meditazione.
Devo aggiungere che la nostra sommelier era molto in gamba, preparatissima, accontentava ogni nostro desiderio con Luca e faceva alcuni suggerimenti molto validi. Infatti, l'ultimo vino ha proposto lei, dopo averci visti molto appassionati.



Il dolce. Il dolce...
All'inizio ero un pò scettica al riguardo, avrei voluto che Heinz Beck preparasse il piatto salato, ma appena l'ho visto, mi sono ricreduta. Era semplicemente da  -  non ho paura di diro - da orgasmo. Al nostro tavolo si sentiva solo Mmmmm... Ahhhhh... Ohhhhh... Umhhhh...  Non avevamo parole, nessuno, per esprimere la nostra estasi collettiva. Ecco, è stata questa la sorpresa della serata, ma veramente!
Non mi sono potuta trattenere dall'andare da Heinz e di esprimere i miei sentimenti. Certo, magari lui non ne ha bisogno, chi sono io? Ma spero gli abbia fatto piacere, almeno un pò.
Dunque, lampone1.1 vs budino veneziano. Il vino -  Orvieto Cl Superior Muffa Nobile Calcaia '10 (Barberani). Non amo i vini dolci, ma questo non mi è dispiaciuto affatto.
Insomma, dulcis in fundo per davvero.



Eccolo, il grande Heinz, simpatico tedesco che continua a conquistare stelle, forchette e la mia gola!


E' stata una splendida serata, perfetta, golosa, organizzata bene, piena di begli incontri, bella gente, compagnia gradevole e assoluta goduria.
Alle prossime forchette!

1 commento:

Manuela e Silvia ha detto...

Un evento che certo non andava perso! complimenti, ma qui si parla di grandi chef stellati!
bacioni