mercoledì 21 agosto 2013

Marsala, il mio full immersion nel Wine, giorno terzo




Il terzo giorno all'insegna di Marsala Wine è stato assolutamente straordinario, unico nel suo genere. Le saline dello Stagnone, dove ci siamo diretti  al mattino, mi hanno lasciata a bocca aperta: paesaggi lunari, dimensioni extraterrestri, sensazioni spaziali, colori inverosimili. E anche se l'escursione a Mozia è stata annullata, il giro tra le candide distese di sottili lastre di sale, una camminata sui stretti sentieri di pietra (un passo a destra, uno a sinistra - si finiva nel mare di sale), mi avevano appagata di tutto.








Immaginate: intorno tutto bianco, bianchissimo, con delicati riflessi rosa qua e la' (infatti, nella stagione più tranquilla ci sono anche i fenicotteri), con all'orizzonte i mulini a vento di pietra grezza, e tutto sotto il cielo azzurrissimo, senza alcun compromesso; è uno spettacolo spettacolo indescrivibile, commovente, quello che non si scorda mai e rimane negli occhi e nel cuore.



Dopo la gioia degli occhi però ci aspettavano le gioie del palato: il ristorante Le Lumie immerso nel verde, il cooking show di tre bravissimi chef e, naturalmente, il pranzo a base di specialità locali e d'autore.



Emanuele Russo (rist. Le Lumie) ci ha preparato il cous cous pazzesco, con il pesce (mai mangiato cous cous così buono in vita mia, e mai vista la preparazione dal vivo; peccato che la farina giusta da noi non si trova)



Gabriele Li Mandri (rist. Il gallo e l'innamorata, proprio quello del primo giorno) ha preparato le alici e i gamberi rossi marinati, belli e buoni



Riccardo Sala (rist. Torre d'Occidente) invece ha pensato bene di presentare gli involtini di sarde, squisiti



E poi abbiamo avuto tante di quelle portate, a buffet, che non si contavano più! Carpacci di polpo, tonno e pesce spada, caponata nella millesima versione, melanzane pastellate fritte, salame, bottarga e mosciame di tonno e tanto altro, senza parlare di piatti preparati dai nostri chef.



In quelle occasioni po' c'è un'altra cosa che conta non poco: la compagnia. Infatti, il nostro era il tavolo più divertente di tutto il gruppo, credo che le nostre chiacchiere e risate non siano passate inosservate.



Per fortuna non dovevamo guidare, così MarsalaWine era rimasta tale anche in trasferta. In serata ci aspettavano altre degustazioni, una su tutte - il Nero d'Avola in 14 versioni. Superbo, davvero, e no solo per il vino stesso, ma anche per l'impegno e la passione del mio sommelier preferito, Luigi Salvo.



Dopo il viaggio nel magico mondo del vitigno siciliano per eccellenza, abbiamo potuto conoscere anche alcuni vini esteri, tra cui bollicine rose' della Romania, niente male (ma poi il mistero si è risolto, dopo aver saputo che l'enologo è Filippi Mattia, quello "responsabile" anche delle altre bollicine, sempre rose', Cuvèe Vitese 595 di Colomba Bianca.
Non sono mancati nemmeno i momenti dedicati ai personaggi pubblici e al gemellaggio tra Marsala e  Nizza Monferrato, presentato da Giulia Adamo e Gianluca Morino.
Alla fine ci siamo spostati nell'atrio del municipio per gustare alcuni dei prodotti tipici e i piatti preparati dagli chef, tra cui c'era anche Gabriele Li Mandri.

Cosa volere di più? Tanto buon vino bevuto con gusto e degustato con sapienza, tanto buon cibo impossibile da rifiutare, ottima compagnia, un luogo da favola. È stata un'esperienza favolosa che mi ha permesso di conoscere non solo vini e produttori, ma anche il territorio, le tradizioni e le usanze, lo spirito siciliano "in purezza", l'ospitalità e il calore della gente. In fondo è quello che conta, no?





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