giovedì 14 febbraio 2013

Milano Food & Wine Festival 2013



Certo, non è semplice raccontare l'evento di portata di Milano Food & Wine Festival, un evento goloso progettato e creato da Helmuth Koecher, presidente e fondatore del Merano Wine Festival e da Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose. Dopo il fortunato esordio dello scorso anno, andato meglio oltre ogni previsione, il successo ottenuto quest'anno ha confermato la validità del progetto, parola di Helmuth Koecher, molto soddisfatto dai risultati.
Diamo un pò di numeri: 1400 mq di area esposizione, oltre 300 vini in degustazione di 100 produttori circa, 20 chef rinomati a cucinare in diretta i loro piatti  per farli subito assaggiare ai visitatori curiosi, e tutto questo in soli 3 giorni!

Incuriosita, emozionata e affascinata dal mondo di vino, non potevo non lasciare i commenti in diretta, per fortuna che c'è twitter e storify!

Ma ora passiamo ai dettagli.








Lo dico subito: non sono sommelier, ma una grande appassionata, e quindi i miei giudizi e impressioni sono molto personali. Però mi rendo conto che non può esistere un'opinione sola, "quella giusta", in fondo, il mondo del vino non è matematica, ma questione di (buon) gusto, e si sa che De gistibus non disputandum est.
 
Arrivata in fiera il primo giorno, vedo subito tanti curiosi e appassionati, professionisti del settore e giornalisti, produttori e collaboratori. Comincio a girare tra i banchi, saluto amici e conoscenti -  che sorpresa, ci sono tante persone che conosco! Mi fermo a chiacchierare qua e là, parliamo di prodotti -  naturalmente, di vini, vengono fuori tante curiosità sugli approcci, sulla filosofia,  sui modi di fare e di affrontare le varie fasi della lavorazione. Affascinante, al punto che mi accorgo solo dopo un'ora di non avere ancora il bicchiere e di non aver degustato nemmeno un goccio.

Rimedio alla svista e mi dirigo ad un banco, seguendo probabilmente il sesto senso. E' Monte Rossa, azienda che conosco già, ma della quale mi mancavano i rosé (béh, oramai si sa che amo le bollicine, soprattutto se sono rosé). La scoperta è stata fantastica. Al primo assaggio capisco che è un rosé perfetto: splendido il suo rosa antico, seducente al naso, incantevole in bocca.


Anticipando i tempi, aggiungo subito che è stato il miglior rosé della fiera, nonostante ne abbia assaggiato diversi altri, compresi gli champagne. Dicono che quello Alexandre Penet sia un emergente con il potenziale notevole, ma... non ha potuto superare il Monte Rossa, almeno per me ( ed è quello che conta dal mio punto di vista di consumatore!)




Con la mia grande sorpresa ho visto uno stand georgiano -  non me lo sarei mai aspettato. Personalmente non apprezzo molto i vini georgiani, vanno spesso sul dolce e ce ne sono pochi davvero all'altezza, molti produttori devono ancora imparare a fare il vino, ma se qualcuno di loro ha avuto l'onore di essere presente alla fiera, vuol dire che il potenziale c'è. Vedremo.


Invece dire che amo i Brunelli è come dire "amo la casa": il primo sorso mi regala da subito la sensazione di velluto, di un tocco di seta, di un abbraccio di cachemir, mi sento coccolata e protetta. E' pure vero che le aziende a Montalcino che producono quel nettare, sono tante, ma Col d'Orcia è una delle mie preferite.


E poi mi sembra giusto spendere due parole sul lato cibo, in primis, le magnifiche forme del Grana, uno degli sponsor dell'evento, ridotte ai tocchetti golosi.



Il secondo giorno è stato dedicato ai Rubitt, termine appartenente al dialetto milanese  che significa "gioiellino, un qualcosa di piccolo e pregiato". In cucina i rubitt vuol dire piccoli assaggini di grandi piatti, una sorta di tapas o di cicheti, fatti dai 7 chef importanti, tra cui Viviana Varese, Eugenio Boer e Stefano Callegari.


E vogliamo parlare dello stupefacente banco dei dolci? Era 10 volte più grande, sulla foto c'è solo una piccola parte, ma vi assicuro, una gioia per gli occhi e per i palati di chi li aveva gustati. Io, purtroppo, non ho potuto assaggiarli, causa la mia intolleranza, ma gli ho ammirati a lungo. Complimenti ai passticceri!


...E così è andata per tutti i tre giorni: giri tra gli stand del vino, assaggi di quelli sconosciuti e ri-assaggi di quelli amati, come il biologico degli amici di Villa Job -  bellissima scoperta dello scorso anno - o il calice delle bollicine rosé Monte Rossa, appuntamento giornaliero imperdibile.


Passeggiate tra la gente, tanti scatti  -  sono così affascinanti le bottiglie nel ghiaccio e il loro contenuto che viene versato nel bicchiere, chiacchierate con i produttori, voglia di andare a trovare molti di loro nelle aziende e di tuffarsi nel magico mondo del vino...


... e tutto questo mentre Milano si vestiva di bianco: le previsioni meteo avevano preannunciato le nevicate nei giorni di lunedì e martedì, nel bel mezzo di Food&Wine Festival e di Identità Golose, e così è stato. Atmosfera da favola: tanta luce morbida, tutto bianco intorno, le strade, gli alberi, le macchine... La mia era perennemente seppellita sotto i 20 cm di neve che continuava a scendere, ma era uno spasso, girare tra i grossi fiocchi, davvero surreale, così come osservare la strada, stando all'interno della fiera, con un bicchiere in mano, in un minuto di pausa.



E' proprio in quei momenti ho scoperto il vino più romantico del mondo, il vino che sa di rosa, molto femminile, delicatamente avvolgente...


... il piemontese Laccento di Ruché, Montalbera. Lo sorseggiavo, incantata, davanti al panorama imbiancato, e viaggiavo con la mente, lontano... Se non fosse per altro, per tanto-tanto altro, Milano Food & Wine Festival avrebbe comunque lasciato la sua impronta su di me grazie a questo vino.


Quando qualcosa di bello finisce, sono sempre un pò triste, non ne ho mai abbastanza di tempo passato nell'ambiente familiare, con la gente che mi piace, a fare esperienze "dell'altro mondo". Per fortuna restano tante certezze: il ritorno dell'iniziativa il prossimo anno, gli altri appuntamenti con il Wine Festival, prima a Roma, poi a Merano, i vecchi e i nuovi amici che sicuramente verrò a trovare e l'infinito del mondo del vino, dove ci sono cose sempre nuove da scoprire.



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