lunedì 8 ottobre 2012

Di aeroporti e controlli, di cose paranormali e ordinari, di vita...






…Certo che in fatto di sicurezza i tedeschi non li batte nessuno. Manco gli svizzeri! Non più tardi di oggi (oramai di ieri, perché sto scrivendo ad alta quota, in volo per Roma) l’ho sperimentato di persona. Il mio volo non era diretto, ho fatto scalo a Francoforte. Partendo da Mosca, nessun problema: soliti controlli, anzi, meno pesanti di prima. Arrivando in Germania, il primo controllo è stato fatto appena scesi dall’aereo e entrati all’aeroporto. Anche a quelli che non dovevano proseguire. Ok, nessun problema, ecco il mio passaporto. Vado avanti, ad un certo punto fanno mostrare i biglietti. Ok, va bene.  

    Poi… è come se fossi entrata all’aeroporto da fuori:  stesse modalità di controllo di bagagli a mano, di persona… Anzi, no, peggio: ognuno viene scansionato dalla testa in piedi in una piccola gabbietta e in più tastato con le mani manco fosse un terrorista! In realtà sono rimasta leggermente scioccata. Ma non è mica finita qui: i bagagli a mano vengono perquisiti con la pignoleria che solo tedeschi hanno: ogni bustina aperta, ogni flaconcino contato, macchina fotografica e pc passati nello scanner 2 volte. Dopo di che la signora che mi teneva sotto tiro (e non aveva bisogno nemmeno di un fucile!), vede la bottiglietta d’acqua nella borsa, rimasta dal volo di prima, e mi ordina di berla o di buttarla. Le rispondo, mentre sistemo il casino lasciato da lei nella mia borsa,  che lo faccio tra qualche minuto, e lei: “Non ha capito! Deve farlo immediatamente!”  Con tutta calma le dico:” HO CAPITO. PRIMA sistemo le mie borse, e POI bevo la mia acqua”. “Ah!.. Sono qui che la controllo!” Io: “Nessun problema”. Senza fretta, ho rimesso a posto tutto come si deve e poi ho l’ho bevuta. Con un gran sollievo lei quasi mi ha strappato la bottiglietta di mano e ha aggiunto che la buttava lei.

   Sembra una comica mentre lo scrivo, invece, secondo me, sono leggermente, ma proprio pochissimo, esagerati. Tuttavia, a Monaco di Baviera, dove avevo fatto lo scalo all’andata, non è successo nulla di tutto ciò: scesa dall’aereo da Roma, sono entrata direttamente nella zona interna, ho fatto un giretto nel Duty Free e poi sono andata dritta-dritta all’imbarco. Nessun controllo. Però… all’andata hanno dimenticato la mia valigia a Monaco, e sono arrivata a Mosca, passando da 25° a 15° con i vestiti estivi e senza cambio.  Per fortuna -  e che fortuna! -  ho fatto shopping all’aeroporto di Fiumicino, in un negozio di intimo. Come se l’avessi saputo. 
 
   Ora, mentre lo scrivo, penso: “E se dovessero dimenticare la mia valigia un’altra volta ancora?..” Ma no, 2 volte di seguito sarebbe da supersfigata, e non lo sono di certo. In più ho una teoria riguardo agli eventi (brutti, tanti!) di quel periodo, ma lo so che farà ridere, perché non ci crederebbe nessuno. Ma ve lo dirò lo stesso, tranquilli. La colpa sarebbe di un certo braccialetto a forma di quadrifoglio, di quelli che vanno molto di moda ultimamente. Da quando me l’hanno regalato, è successo di tutto, a cominciare dall’incidente di macchina nemmeno un’ora dopo. Poi parliamo di danni, di litigi, di rotture improvvise di cellulari, di stampanti, ecc. Di piccoli e grandi incomprensioni, diverbi, delusioni, arrabbiature, e il clou – la notizia della scomparsa di mio padre. Disperazione. Ritardi. Valigia dimenticata. Traffico inspiegabile. Ritardi ovunque. Valigia che non portano il giorno dopo perché stranamente hanno il numero di cellulare sbagliato, e devo aspettare un altro giorno ancora. Finché non comincio a parlarne con la mia amica-sorella e ad analizzare i fatti. E lei mi fa: “Lo dobbiamo bruciare, te ne devi liberare”. Non ci credevo, ma poi mi sono fatta convincere. In fondo, cosa perdevo?.. Siamo uscite fuori e l’abbiamo bruciato, quel braccialetto, tutto, fino all’ultimo filo.

Poi...



…La sera stessa, dopo nemmeno un paio di ore, mi chiamano all’improvviso quelli che mi dovevano portare la valigia a domicilio, quelli che avevano il numero sbagliato e che dovevo aspettare tutto il giorno seguente, e chiedono se verso mezzanotte sono a casa, così me la portano. Evviva!!! Poi altre notizie, altre piccole cose positive, altri sorrisi. In due parole, il periodo negativo è stato tranciato. Certo, il mio papà non me lo riporta nessuno, ma… mi sono sentita un po’ più serena, un po’ più tranquilla. Tanto lui ci sarà sempre. Nel mio cuore. Accanto alla mamma. Finalmente. 


Dimenticavo: perché ho scritto questo post, per lamentarmi della sicurezza tedesca?.. No, sono stata ispirata dalla loro, diciamo, geniale soluzione in fatto di collegamenti internet all’aeroporto. Si ha diritto a 30 minuti al giorno di wifi gratis. Per uno scalo è sufficiente. Considerando che a Roma, a Parigi, a Zurigo, Madrid ecc, collegamento internet si paga. Anche se a Mosca è tutto il contrario: wifi gratis in tutti gli aeroporti quanto ti pare.




4 commenti:

virgikelian ha detto...

Giulia, che viaggio....finalmente sei a casa. Mi hai fatto ridere e piangere al tempo stesso. Un abbraccio fortissimo. Tuo padre veglierà sempre su di te e sarà sempre nel tuo cuore.
Virginia

Acquolina ha detto...

stessa cosa per noi tornando da San Pietroburgo, a un mio amico hanno sequestrato la vodka presa in aeroporto, mah! per me se le bevono loro!
Mi dispiace per tuo padre, ti abbraccio

giulia ha detto...

mi dispiace tanto per il papi ma spero che le cose iniziano ad andare per il verso giusto ..:) un abbraccio!

CorradoT ha detto...

Hai fatto bene, con la tipa della sicurezza. Anzi dovevi fare con PIU' calma. Mi spiace per papa' :(
Per il braccialetto dovevi disperdere le ceneri in faccia a chi te l'ha regalato :)
Per il wi-fi: in italia siamo i soliti pidocchi...
CIAO :))

Related Posts with Thumbnails