mercoledì 15 agosto 2012

La vita (non tanto) segreta di La Credenza




... Quella mattina, aprendo, come d'abitudite, FB, ho ricevuto una richiesta di amizia. Fin qui niente di strano, ne arrivano di diversi tutti i giorni. Solo che questa era particolare, la persona in questione si chiamava Giovanni Grasso. Confesso, non avevo subito collegato il nome alla persona, avevo pensato a certe stranezze che succedono nella vita. Dopo un pò ho una conferma che è QUEL Giovanni Grasso del ristorante "La Credenza" a San Maurizio Canavese (To). E dopo ancora un pò scopro che .... ci sarei andata a conoscerlo proprio quella sera stessa! Béh, queste non sono coincidenze, sono i piccoli gradevolissimi "complotti", sono le deliziose sorprese che ti riempiono di gioia e ti fanno sorridere senza un motivo (apparente).



Volete seguirmi?..




Già vedendo quella porta, ho una sensazione di trovarmi in un luogo famigliare; basta aprirla per trovarmi nell'altro mondo, mondo di sapori, colori, profumi, ma anche abbinamenti, ricerca, innovazione e tradizione. Devo confessare che avevo il dubbio sul significato della parola stessa, "credenza". Poteva essere "usanza", "tradizione", "convinzione", non sono "dispensa" o "armadio", giusto? Eppure, si tratta proprio di un mobile, sono quelle le parole che si leggono, cliccando il sito del ristorante.

“Oh credenza d’altri tempi, tu ne sai di storie, e vorresti raccontare i tuoi racconti, e fai rumore, quando, lentamente, si aprono le tue grandi porte nere”      Arthur Rimbaud

Prima di iniziare qualunque tipo di esplorazione (dei gusti, intendo!) su una parete potete vedere una serie di fotografie. Guardandole bene, si noteranno certe somiglianze nelle pose e nelle espressioni tra la fila sotto e quella sopra. Non è un'illusione, è tutto vero. Sono foto di Giovanni, di sua moglie Franca, esperta sommelier, dei ragazzi del ristorante (quando tutti erano piccoli), e poi le stesse (o quasi) foto rifatte da grandi. Vedendoli, riderete di gusto.
Questo perché "Prima di tutto siamo persone, non solo un ristorante"
Come dargli torto?
Peccato che quella sera mancava una componente importante  de "La Credenza", il socio di Giovanni, Igor Macchia, parte creativa nonché consulente in giro per il mondo (quella volta si trovava a Taiwan).


Naturalmente, mi sono intrufolata in cucina ( si, è vero, sto prendendo un "brutto vizio", ultimamente l'ho rifatto di nuovo, ma poi ve lo racconto!) Cucina perfetta: ordinata, pulita, lucida, e non solo all'inizio, ma anche a fine serata! Ed io che lascio casini in giro dopo aver preparato un'insalata!... Disperazione...

Ivan che affila i coltelli prima di ... iniziare il servizio! Sembra, mi guardi male, forse sospetta che non sono così ordinata come loro... Dovrei temere di finire in pentola qui accanto, da brava Pesci?.. Ma no, era solo un'impressione!


Il ristorante si presenta così: molto zen, tranquillo, che trasmette la sensazione di calma e che tutto andrà bene. Fuori -  un piccolo giardino giapponese, con la pioggia molto suggestivo. Per un attimo ho creduto di stare "lì", lontano,  da qualche parte...



Particolari della tovaglia e del menù




Carta di vini tradizionale e carta di vini innovativa, sull'iPad. Giovanni è stato il primo ad usare la tecnologia per raccontare i vini della sua ampia cantina, con tutti i dettagli e i particolari che nessuna versione cartacea potrebbe supportare.


Passiamo al mangiare?... Deliziosi stuzzichhini-aperitivini, ricciola scottata e affumicata al momento con cavolfiore e quaglia cotta all'olio d'oliva farcita con le mele.




Proprio qui si vede come avviene il processo di affumicatura istantanea: piatto, campana di plexiglas, appparecchio che produce il fumo (naturale, con i particolari tipi di legno) e il tubo che si introduce velocemente sotto la campana per pochi secondi.



Uno dei piatti più gustosi i golorati di La Credenza: risotto ai peperoni rossi, acciughe e salsa al prezzemolo  (è leggerissimo perché non viene mantecato conolio/burro/formaggio, ma con il passato di peperoni!)


Scatti "rubati" in cucina mentre Chiara impiattava:
Fantasia di pesce cotto sulla pietra di Luserna  e  Primo taglio di Marco Martini, puré di patate affumicate e foie gras



E poi ancora
Dentice, crema di piselli, indivia belga scottata e germogli e
Petto d'anatra cotto a bassa temperatura, maionese all'olio di nocciola e verdure scottate




Formaggi... tanti, tantissimi, uno più invitante dell'altro... quello che vedete in basso a sinistra, sono i frigo-sottovuoto per le bottiglie di vino aperte, per mantenere intatte le loro qualità.




Dessert:
Patate a merenda (una sorta di pan di spagna di patate con crema e il guscio di patate caramellata e croccantissima, molto divertente!)
Il Tiramisù 2011
Il sorbetto di latte affumicato ( incredibile quanto è buono!)
Piccola degustazione dei nostri dolci



Oltre questi pochi scatti c'è stato molto altro: la visita in cantina, tante spiegazioni, racconti e chiacchiere, la filosofia e il credo, piccoli gesti e grandi sapori, infinito senso di ospitalità e umiltà di un grande professionista.

Vi auguro a tutti di conoscere uno come lui, Giovanni Grasso!

Buon Ferragosto!



3 commenti:

edvige ha detto...

Peccato che io vivo esattamente al nord ma dall'altra parte....opposta Friuli venezia Giulia....ciaooo

Manuela e Silvia ha detto...

Ciao Giulia, una vera fortuna aver potuto conoscere un grande chef come questo! sicuramente ti ha spiegato molti trucchi e segreti della sua cucina! si vede la maestria anche solo dalle foto! complimenti davvero!
un bacione

Anonimo ha detto...

Buonasera,sono anni che conosco questa famiglia,li reputo così,ed ogni volta li porto ad esempio,ho molta stima di tutti e appena posso vado a cena da loro,sempre emozioni grandi.Grazie di averli raccontati così,distinti salutiCorrado Resini

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