mercoledì 18 luglio 2012

Kronenhof. Engadina tutta da scoprire



Kronenhof, il Grand Hotel d'altri tempi. Prima parte.


Il giorno dopo avevamo un programma  bello intenso, ma prima -  una bella colazione! Per quelli come me che non mangiano la  mattina, è una sofferenza vera e propria, vedere lunghissimi tavoli colmi di ogni bendiddio: marmellate e confetture fatte in casa, mini viennoiserie, carrelli di formaggi, vassoi con prosciutto, ma anche salmone, trote, accompagnate con salse e verdure. Però -  però al trionfo di frutta non ho potuto rinunciare, e ho cercato di assaggiare una microscopica sfoglia con le fragole. Tra l’altro ci è stato detto di non esagerare perché avremmo mangiato alla malga, e pure abbastanza presto.  Lo dico?.. Si, lo dico. Alcuni grandi alberghi servono a colazione non solo una vasta selezione di succhi di frutta, frullati e centrifugati, ma anche lo champagne. Ed io, da fedele amante delle bollicine, non vi posso rinunciare. E’ uno dei piaceri della vita “fuori orario” che mi fa sentire “fuori dal tempo”. Non so se mi spiego. ( ndr  Qualcuno di recente si preoccupò che mi sarei rovinata la salute -  tranquilli, ho tutti i valori nella norma, lo confermano le analisi!)









Chiusa la parentesi, ritorniamo al nostro programma. Dopo la colazione ci aspettava una escursione in bike (elettrica, però!) fino alla malga di alta montagna, da dove avremmo proseguito a piedi fino al ghiacciaio Morteratsch, il più grande del massiccio Bernina. Avevamo a disposizione anche una carrozza con i cavalli, e Francesca, la nostra efficiente organizzatrice, credeva che sarebbe andata a ruba e si disperava su come avremmo dovuto spartire i posti. Sorpresa! Tutti quanti abbiamo voluto pedalare! Quindi, volete ridere? Abbiamo dovuto  farci salire a forza i nostri  uomini -accompagnatori !  Non so gli altri, me la sono goduta quella pedalata fino in fondo, e non solo perché avessi bisogno di un pò di attività fisica, ma anche di respirare l’aria del bosco, di montagna, di sentire scorrere la strada sotto le ruote, di fare qualcosa fuori dal (mio) ordinario.





Arrivati alla malga ( ma come, già arrivati?!), abbiamo visto per prima cosa una grossa band a suonare all’aperto, tanti lunghi tavoli con le panche e, all’interno del rifugio semiaperto, una fila interminabile di piatti con formaggi, salumi, pani, frutta…
Un vassoio di formaggi da fa-vo-la!


... e una fila interminabile di piatti con formaggi, salumi, pani, frutta…




Girandomi a destra, ho avuto una netta sensazione di un dejà vu: maestro formaggiaio che ci faceva vedere tutte le fasi della produzione del formaggio tipico della zona ( di cui non sono riuscita a ricordare il nome). Ma non era quello che avevo vissuto esattamente 1 mese fa, nella Valle dell'Emme?




Io però sono sempre la solita: ho chiesto di vedere la cantina dove custodiscono i formaggi, e i proprietari della baita ci hanno accontentati, portandoci sul retro, dove c'era una piccola porticina, come quella di Alice nel paese delle Meraviglie. Anche se Bianconiglio non c'era, questo no, ma dei bellissimi coniglietti neri e marroni si, teneri-teneri!
Della serie "dobbiamo stare vicini-vicini"!



Finalmente è arrivato il momento di muoverci verso il ghiacciaio. La strada era abbastanza lunga, ma con il passo sostenuto  siamo iriusciti a raggiungere la zona "off limits" molto prima degli altri, anche se ci eravamo fermati a bere l'acqua direttamente dal torrente di montagna. Acqua fresca, fredda, quasi ghiacciata, buona....



Le mie speranze di riuscire a toccare con la mano il ghiaccio millennario si sono però miseramente infrante: mi è stato detto che era pericoloso avvicinarsi, e poi  non avevo nemmeno le scarpe giuste, per camminare sul ghiaccio.  Peccato, ci avevo già fatto la bocca.

                                                          Paesaggi quasi lunari


Al ritorno però sono stata ricompensata in pieno: ho ricevuto una bellissima  notizia che speravo di avere da tanto tempo! Al momento giusto ve la dirò, ora  permettetemi di goderla con pochi intimi (nessun pensiero strano, mi raccomando!)
E poi al ritorno ho dovuto cedere la mia bici per prendere il pullmino ( e l'ho fatto a cuor leggero), perché mi attendeva il trattamente nella SPA di Kronenhof. Immaginate: su 2000 m piscine, vasche idromassaggio, vari tipi di saune, sale relax con letti ad acqua, sala relax per dopo i trattamenti ed, infine, i trattamenti stessi. Ovvio, non li ho provati tutti, ma uno solo: un bel massaggio gambe-schiena ci voleva proprio dopo una pedalata! Poi una tisana, un cuscinino caldo imbottito di erbe di montagna e 10 minuti di dormiveglia.



Purtroppo ( ma anche no) mi sono dovuta svegliare per proseguire il nostro fitto programma: degustazione dei vini della zona dei dei Grigioni nella storica cantica di Kronenhof, in compagnia del direttore del hotel Heinz Hunkeler e del sommelier Benjamin Wolf. Alcuni dei vini sono risultati davvero interessanti, sarò sincera, non me lo aspettavo e per questo è stata una bella sorpresa!



Dopo aver fatto delle scoperte storico-enologiche, ci siamo finalmente trasferiti nella sala del ristorante gourmet Kronenstübli che vanta una Stella Michelin e 16 punti Gault Millau, e tutto grazie allo chef, Bernd Schützelhofer. La sala del ristorante è meno sontuosa del Grand Restaurant, è vero, ma si presenta con l'eleganza riservata delle bellissime sale in stile engadinese, antiche boiserie di pino cembro, atmosfera intima e servizio impeccabile, quando si comincia a mangiare con gli occhi, con il tatto, con l'udito... aspettando che vengano coinvolti gli altri due sensi, mentre il sesto sussurra "sarà una serata da favola..."




Così è stato. Abbiamo iniziato con un aperitivo fatto di minuscoli bocconcini e una sorta di cocktail spumoso, per passare al White Mary gelato con vodka Beluga (la migliore russa, ndr) con tonno e chutney di pomodoro e cetriolo.
Il capretto con gallinacci, erbette e gnocchetti era delicatamente saporito, e l'agnellino  di latte dei Pirenei con polenta tandoori e verdure alla griglia decisamente unico.



Per finire in bellezza non potevamo che gustare il gelato di burro allo champagne, preparato al momento da Maître d'Hôtel e accompagnato dalla mousse di cioccolato





Dopo di che sono arrivate altre piccole grandi golosità: pasticcini mignon, selezione di frutta fresca, bicchierini con le mousse ecc.


Ed ecco a voi il protagonista della nostra serata gourmet: Bernd Schützelhofer! Non si concede molto, era uscito alla fine della serata per salutarci: avevo il tempo solo di fare un paio di scatti, mal riusciti... Però, se volete sapere qualcosa in più su questo chef così riservato, seguitemi, ci sarà una sorpresa!


Nessuno voleva abbandonare subito il tavolo, siamo stati davvero bene, ma il ristorante stava chiudendo, così ci siamo trasferiti della lobby, a sentire un pò di musica live, a fare due chiacchiere e a bere qualcosa prima di andare a nanna...

A breve la terza e ultima parte del weekend gourmet a St. Moritz!


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3 commenti:

Kittys Kitchen ha detto...

Ciao giulia!
Sempre in giro eh?! Meraviglioso questo reportage sia per i posti sia per il cibo!

... sia mai si rimanesse senza fomaggi eh!?! :)

l'albero della carambola ha detto...

...altro giro, altre meravigliose foto! Bellissimo!
un saluto
simo

Anonimo ha detto...

Юльчик, это что то невообразимое! Как здорово, как красиво!

l'ape

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