domenica 6 maggio 2012

Langhe Roero 2012, giorno terzo e, ahimé, ultimo...


parte prima
parte seconda

   Tutte le cose belle finisco presto, decisamente in fretta,  il tempo vola, e quando te ne accorgi, è già troppo tardi. Così si è avvicinato il terzo giorno di Langhe Roero 2012, all'improvviso, quasi inaspettato, con le lacrime di pioggia, il cielo imbronciato e il velo di tristezza nebbiosa. Così mi sono svegliata e, affacciandomi alla finestra, ho visto il panorama rabbuiato.





Colazione (oltre ai 3-4 strategici caffé, non si sa mai!), un giro intorno alla Villa d'Amelia (quelle due finestre in basso a sinistra sono, anzi, erano mie, oltre la chiesetta sconsacrata diventata una deliziosa cantina), e si parte.


Andiamo ad Alba, al nostro punto di incontro, ma prima di salire sui pulmini per raggiungere altri luoghi da visitare (avete forse creduto che avevamo finito??), cominciamo a salutarci tutti -  chissà se dopo ci rivediamo. I saluti durano tanto, ma proprio tanto: avete mai provato a salutare 45 blogger con una buona parte di accompagnatori al seguito?..
Però un saluto e un ringraziamento più speciale vanno ai nostri organizzatori, esausti ma felici (chissà se per la fine di quei faticosissimi giorni o per il lavoro svolto alla perfezione o per vedere tutti noi entusiasti, affiatati e riconoscenti?..)

Grazie a Carlo Vischi, Paola Sucato, Elisa Casetta, l'Ente Turismo rappresentato dalla signora di cui ignoro il nome e a Francesca Martinengo.



Oggi mi tocca il giro culturale ( che in fondo non è una cattiva idea, perché non sarei riuscita a mangiare ancora), nella Fondazione Cesare Pavese, che però prevede (ma va?) una visita in cantina e il pranzo presso la medesima. Non c'è scampo...


All'andata abbiamo fatto il giro lungo, panoramico, anche perché aveva smesso di piovere e potevamo ammirare gli splendidi paesaggi della zona del Barbaresco.
Questa è la Torre di Barbaresco che tra poco diventerà ( o sta già diventando?..) il museo del vino.


Ma eccoci arrivati a Santo Stefano Belbo, e ad accoglierci è Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione nonché...



... la dolce metà di Cristina (Terre da vino) che ho rivisto così volentieri!



Ammetto, di Cesare Pavese ho solo sentito parlare, non conosco le sue opere ne sapevo niente su di lui. Sarò sincera, non credo che diventerà il mio autore preferito, ma sono rimasta molto incuriosita dalle sue parole sullo scrivere senza aggettivi ( i quasi), rimanendo lo stesso espressivi. Io ne uso molti, e vorrei provare a usarne di meno, cercando di non diventare piatta di parole, ma prima dovrei leggere qualcosa di suo. Vediamo.


"... Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte.." L'ho pure twittato.



Mentre stavamo alla fondazione e poi al museo, ha ricominciato a piovere, anzi, a diluviare, e le temperature sono precipitate. Peccato, davvero peccato, perché mentre andavamo verso la cantina San Marco, abbiamo saputo che nel caso del tempo buono avremmo potuto fare un giro per i vigneti sul trattore per raggiungere un vecchio casale e fare il pranzo in mezzo alle vigne. Ecco, qui sono rimasta delusa, davvero tanto...



Però Marco, il giovane proprietario dell'azienda, ci ha atteso con un gustoso  aperitivo casereccio sul terrazzo e ...



... poi ci ha fatto visitare la cantina, parlando con tanta passione e amore per il vino. E' curioso, tutti i produttori di vino ed enologi ne parlano in una maniera  appassionata, così interessata che non si hanno dubbi: amano davvero quello che fanno, e non hanno mai l'atteggiamento da snob. Invece nnon tutti gli chef che ho incontrato, sono così sinceri, immediati, di cuore. Alcuni sono presuntuosi, altri snob, altri ancora sono scostanti e antipatici che non svelano mai i loro trucchi. Pochi, per fortuna, ma... non è arte pure la cucina, come il vino?.. E creare un vino come un piatto nuovo, non spinge a condividerlo con sincerità e passione?


Basta con le polemiche, è arrivata l'ora di pranzo! Ci hanno pensato Marco e sua moglie a deliziare i nostri palati viziati ( e ci sono riusciti!)


I vini SanMarco che abbiamo bevuto (Barbera e Dolcetto)


I deliziosi antipasti rustici: peperoni con salsa tonnata, le frittate con zucchine e cipolle, l'insalata russa ( ma .. sapevanoo per caso di me? ) e i ravioli verdi. In realta ci hanno provato a portarci tante altre cose, ma non ce la facevamo più, sul serio...


Marco, perfetto padrone di casa, e Ambra




Il rosé che produce Marco, fresco e profumato, dal romantico nome "Ororosa" e i dolci, il bunet bianco e la torta di nocciole


E' arrivata l'ora di lasciarci.. piove, il cielo piange, noi siamo tristi...


...partiamo da Alba sotto la pioggia battente, incessante, ma, come un raggio di speranza, ecco di nuovo il sole, dalle parti di Massa Carrara, che illumina le candide monti marmoree..

...Alba, ma io voglio tornare!..


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