lunedì 14 novembre 2011

Roma - Palermo , parte 2



Roma - Palermo, 1 parte

Contente e soddisfatte, continuiamo il nostro giro del mercato. Non so dove guardare, mi sento come quando da bambina salivo sulla giostra e, appena iniziava a girare, non riuscivo a fissare niente per più un millesimo di secondo. “Oh, guarda, che bei peperoncini!.. E cos’è quel pesce?.. Fragole! Stefania, fragole! Ma senti quanto sono buone?!” Sembra che sto delirando, ma non è così. Le belle fragole (belle si fa per dire, perché erano irregolari, piccole e grandi, storte e non) profumavano davvero, le ho annusate. Mica erano quelle perfette, di plastica, del supermercato! “Prendiamo anche le fragole, le mangiamo a casa, dopo pranzo!..” Perché il pranzo ci sarebbe stato, cascasse il mondo. Potevo rinunciare ai piatti preparati amorevolmente apposta per me?








Ad un certo punto mi giro, guardo il banco dietro di me e, incredula, lo riguardo con più attenzione. Sembrava un normalissimo banco di macelleria, con vari tagli di carne, spiedini, polpette, ma vicino a queste preparazioni, in bella mostra giacevano cannoli! Non so se mi spiego, erano cannoli, quelli dolci che conosciamo tutti!



Mi avvicino di più ed eccolo, il trucco! Quei perfetti cannoli sono di carne, anzi, di macinato, ripieni di pangrattato, decorati con i grani di pepe nero che fungeva da gocce di cioccolato e dai pezzetti di pomodoro che sembravano ciliegine! Come se non bastasse, dietro ai cannoli si intravvedevano le file di bignè, rigorosamente di carne anche esse. Quante foto abbiamo fatto al banco, sanno solo le nostre macchine fotografiche e, forse, il macellaio che rideva sotto i baffi, divertito dal nostro stupore.



Finalmente lasciamo il mercato, cariche di buste, bustine e pacchetti vari con formaggi, biscotti, fragole e chissà cos’altro, ritorniamo in macchina. “Lo vuoi allora, ‘sto panino?” Stefania mi guarda, un po’ incredula del mio coraggio di mangiare pani cà meusa, la tradizione gastronomica palermitana per eccellenza. Ma non mi spavento facilmente, ci sono poche cose al mondo che non assaggerei ( e non li nomino nemmeno) “Certo che lo voglio, sono qui per questo!” Ora la sto prendendo in giro, lei lo sa e cambia il discorso, raccontandomi della festa di Santa Rosalia, patrona di Palermo, della processione, del percorso e delle tappe. Ci fermiamo un momento davanti alla cattedrale e lei mi fa notare quant’è bella dall’esterno, aggiungendo, dispiaciuta, che vista dall’interno, la cattedrale risulta buia e triste.



Ora passiamo per la piazza Villena, quella delle famose fontane dei Quattro Canti, ma non ho tempo per ammirare le splendide statue delle sante palermitane e delle quattro stagioni, e mi consolo al pensiero di ritornarci la sera, con più calma. Mentre giriamo per i vicoli alla ricerca del locale più famoso di Palermo dove mangiare il panino con la milza, Stefania accenna all’altro noto mercato storico, la Vucciria, spiegando anche il suo nome. Sapevo soltanto che era il termine francese alterato, “boucherie”, che significava “macelleria”. In effetti, inizialmente il mercato era destinato alla vendita della carne. Invece “Vucciria” ha anche un altro significato, “baccano”, che viene dal verbo “vociare” ed è dovuto agli strilli dei venditori un po’ troppo rumorosi. A questo punto mi impongo il silenzio, chiedere di andare all’altro mercato sarebbe troppo anche per la tanto paziente padrona di casa, ma non posso fare a meno di fantasticarci un minutino, poi mormoro: “Sarà per la prossima volta, perché devo assolutamente tornare!..”




L’Antica Focacceria San Francesco, storico locale dove gustare lo street food palermitano, segnalato su varie guide e diventato anche il simbolo della lotta anti racket, oggi è strapieno di gente, fino al punto che faccio per indietreggiare. “Forse è il caso di passarci nel pomeriggio?..” chiedo, dubbiosa, a Stefania. Lei invece entra, osserva la gente e dice “Guarda che è solo una scolaresca, non c’è fila per fare il panino!” In effetti, i ragazzini (altro che Vucciria! ) non pretendono di mangiare la milza, ma la semplice (si fa per dire) pasta, le frittelle di patate ( e meno male che le abbiamo già prese) e i dolci (non oso pensare quello che ci aspetta a casa!) Decido di prendere il panino completo (focaccia maritata), con la ricotta, il caciocavallo e i pezzetti di milza e di polmone, lessati e soffritti nello strutto. Il signore dietro al banco è velocissimo, ma così tanto che non riusciamo a fotografare i suoi movimenti ne tanto meno a mettere a fuoco il coltello o il mestolo.



Dobbiamo uscire fuori per fare le nostre foto, ma forse è meglio così: nel locale ci sono poca luce e tanta confusione. Stefania mi guarda con curiosità, vuole sapere se io, arrivata al dunque, mangerò veramente il panino e che faccia farò. Lo porto alla bocca e faccio un piccolo morso. Perfetto, mi piace! “Davvero?..” lei non mi crede ancora. “Si, davvero! I sapori sono amalgamati alla perfezione, sono decisi ma non aggressivi, mi piace!” Mangio piano, voglio gustarlo con calma, in fondo, aspettavo questo momento da tanto, ma non posso permettermi di finirlo anche se lo vorrei: il pranzo, quello vero, mi aspetta ancora!

10 commenti:

Anna Luisa e Fabio ha detto...

Non vedo l'ora di immergermi in quei colori e sapori! E le tue foto ed il racconto mi fanno venire ancora più voglia!
Fabio

JAJO ha detto...

E brava la Rossa, pure i cannoli di macinato (a proposito, a parte il pangrattato il ripieno com'era?).
Palermo è splendida, ed anche la cattedrale dentro è molto bella, e neanche troppo scura: la cripta con i sarcofagi non te li dovevi perdere... dovrai proprio tornarci :-)
Anche noi abbiamo pranzato alla focacceria... non immagini i dolci: e che te lo dico a ffa' !?! :-D
P.s.: hai visto il mio ultimo post "siculo" :-D

fantasie ha detto...

Vedere Palermo con i tuoi occhi è tutta un'altra cosa!

Stefania ha detto...

quello che mi sorprende di più è che ti ricordi tutto alla perfezione, persino le parole usate, i minimi dettagli. a leggere i tuoi racconti sembra quasi che io sia stata una perfetta guida turistica...e invece ci sarebbe stato tanto altro da scoprire e da fare. peccato il troppo poco tempo

Giulia ha detto...

Fabio, è vero, il problema è la voglia che non va via!

Jacopo, non so, mica li ho assaggiati, i cannoli! HO visto il tuo post, ma adesso gli anelini ce l'ho anch'io!!!!

Stefania, non sai quanto mi è piaciuto vedere Palermo con i tuoi occhi!

Stefania-meravigliosa-padrona-di-casa, come potrei scordare l'esperienza così intensa? Tornerò, anche perché mi manca ... Vucciria! :-)))

Rossella ha detto...

Che pomodori!
E i cannoli con la carne.
Questa seconda parte del tuo tour ci voleva proprio. E' fonte di ispirazione ed entusiasmo.

Elena ha detto...

ecco se vuoi la ricetta dei cannoli siciliani salati http://lamontagnaincantata.blogspot.com/2011/05/cannoli-siciliani-salati.html

EliFla ha detto...

Anche a me PAlermo a fatto l'effetto che ha fatto a te!!!! Ma il panino ca' meusa..non ce l'ho fatta...l'ha fatto il maritozzo, ma non replicherà più!!!! ahahha, bacioni, Flavia

Giulia ha detto...

Rossella, ma mica è finita!

Elen, grazie, mi interessa davvero!

Flavia, la mia curiosità gastronomica è proverbiale, se non assaggio io, non lo potrebbe fare nessuno!

Ago ha detto...

Che racconto interessante Giulia! Quei dolci di carne sono incredibili, è la prima volta che li vedo! :-D

Related Posts with Thumbnails