mercoledì 1 dicembre 2010

5 e 5: cibo di strada livornese di Cristina Galliti




Buongiorno a tutti e buon 1 dicembre!
Come forse avrete capito, il Contest è stato prorogato per un mese ancora, fino a 30 dicembre, quindi avete ancora un mese per creare la nostra golosa guida! E i regali premi -  forse! -  avrete per la Befana! :-))
Quello che sto per pubblicare è un racconto corredato di ricetta e fotografie di Cristina Galliti, che mi ha mandato tutto il materiale via email.
Godetevelo mentre io scappo a sistemare un pò di cosine (sono tornata ieri sera da Genova via spa a Bagno Vignoni) e a preparare un post mio!








"Livorno e il suo cibo da strada: il 5e5" di Cristina Galliti

Sono lombarda d’origine, toscana d’adozione, per la precisione abito a Castiglioncello, Livorno, da 21 anni, appassionata e studiosa di enogastronomia, in particolar modo di quella della straordinaria regione che mi ha accolta, sono una blogger dell’ultim’ora, ho infatti inaugurato a marzo di quest’anno Poverimabelliebuoni, blog dedicato al pesce azzurro & affini , ma voglio omaggiare Livorno proponendo per il contest Italian Street Food un cibo a base di prodotti di terra, nato curiosamente in mare, la prima delle specialità labroniche con le quali ho fatto conoscenza e tuttora la mia preferita.

Livorno è una città portuale dalla storia singolare, aperta e multietnica con una connotazione fortemente popolare e verace, dal vernacolo schietto e rude, dall’umorismo unico, patria del “deh” e di Mascagni, del Vernacoliere, del cacciucco, delle triglie, del ponce, non poteva non avere anche un suo cibo da strada: il 5e5!

Il 5e5 è un panino, o una focaccina, farcito con la Torta di Ceci, o semplicemente “Torta”, una sorta di crespella preparata con farina di ceci, acqua, olio extravergine d’oliva e sale, cotta preferibilmente in forni a legna, in speciali teglioni tondi di rame stagnato. Ci si può cimentare a prepararla in casa, il risultato è accettabile ma non potrà mai eguagliare quella cotta nei forni a legna, esattamente come la pizza.

Il nome deriva dalla consuetudine, in uso a partire dalla metà del XX° secolo, quando il connubio fra pane e Torta fu ideato, di chiedere al “Tortaio” (il venditore di Torta) 5 centesimi di pane e 5 centesimi di Torta, da lì l’abbreviazione : “un 5e5”.

Il pane utilizzato è prevalentemente uno sfilatino, detto anche “francesino” o una focaccia tonda (a Livorno e provincia la focaccia si chiama anche “schiaccia”). La torta viene tagliata a fette spolverizzata di abbondante pepe e messa nel panino/focaccia, da consumarsi caldo naturalmente. Il 5e5 viene venduto principalmente dai botteghini/bar insieme alle pizze a taglio. Può essere consumato come spuntino ma ci si può tranquillamente pasteggiare perchè da un punto di vista nutrizionale rappresenta un piatto unico e completo, come la pizza ma privo di colesterolo perchè i grassi sono solo vegetali.

Tradizionalmente con la torta si beve la spuma bionda, una bibita gassata dolce, aromatizzata in vari modi, dalla formula, pare, più segreta della sua moderna antagonista, la coca cola (e sulla spuma si potrebbe aprire un capitolo a parte…..)

C’è chi sostiene che il vero 5e5 livornese debba essere farcito anche con le melanzane sotto pesto ("sotto pesto" a Livorno significa: aglio, prezzemolo e peperoncino, localmente chiamato zenzero!), perché senza melanzane è da pisani! E non azzardatevi a chiamarla “cecina” (un’altra denominazione della torta di ceci) perché anche questo è da pisani e sappiamo bene che fra Livorno e Pisa non corre proprio buon sangue….

Si chiama CECINA anche in Versilia, esistono inoltre svariate denominazioni a seconda delle regioni in cui è prodotta, FARINATA a Genova, SOCCA a Nizza e la fanno pure in Marocco…...

Le origini della torta di ceci pare risalgano al XIII° secolo e, per ironia della sorte, la storia non sembra affidarne la paternità né ai pisani né ai livornesi ma ai genovesi. Livorno entra in gioco indirettamente solo perché tutto si svolse nello specchio di mare a poche miglia dalla città, intorno alle secche della Meloria, teatro della storica battaglia omonima del 1284 fra Genova e Pisa, che vide la sconfitta di quest’ultima.

Narra la leggenda che proprio dopo la battaglia della Meloria, una nave che trasportava prigionieri pisani verso Genova, trovandosi in balia delle onde del mare in tempesta per molti giorni, subì danni gravi alla stiva e imbarcò molta acqua. Fra le merci trasportate c’erano molti ceci (i legumi erano un ottimo carburante per i vogatori), questi si ammollarono, qualche barile d’olio si ruppe e si formò così una purea. Dopo giorni e giorni in mare, le provviste scarseggiarono e i marinai si videro costretti a cibarsi dell’insolita pappetta poco attraente. Molti pisani la rifiutarono, salvo poi cedervi in seguito ai morsi della fame divenuti insopportabili.

Messa al sole ad asciugare, la poltiglia divenne una focaccetta croccante e risultò alla fine addirittura appetitosa. I Genovesi sfruttarono questa scoperta occasionale, ne perfezionarono la ricetta cuocendola in forno e battezzandola per scherno agli avversari “oro di Pisa”.

In conclusione, la torta di ceci molto probabilmente è di brevetto genovese, dovuto indirettamente ai pisani, ma l’unica cosa certa è che a Livorno va l’indubbio merito di averla messa nel panino e di aver creato l’irripetibile 5e5! Deh! E il "deh" detto da una lombarda vale il doppio perché fa ancora più ridere….






Questa è la ricetta della Torta di Ceci che ho sperimentato io:

150 gr di farina di ceci

450 gr di acqua

3-4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

Sale, Pepe nero

Stemperare la farina con l’acqua, aggiungere 4-5 cucchiai d’olio e un pizzico di sale (deve risultare liquida). Coprire con un panno e lasciar riposare 3-4 h. Ungere con olio extravergine d’oliva una teglia di 30-32 cm di diametro possibilmente di rame stagnato, versare la pastella, cuocere in forno preriscaldato a 200-250°C per ca 15 min e poi far gratinare la superficie sotto il grill per 8-10 min. Servire con una spolverata di pepe nero.

13 commenti:

Ka' ha detto...

Ottimo exursus storico!Sono ligure ponentina adottata da un po'di anni da Pisa, conosco bene il campanilismo tra Pisa e Livorno!Bacioni!

Giusy ha detto...

Anche io sono Ligure e qui la torta di ceci che chiamate voi si chiama farinata!! Molto, molto buona !! Ma io dico cosa imoporta chi l'ha inventata, l'importante è che esista!!
Qui da noi si mangia dentro la focaccia!!
Buona ho già la bava!!
Buona giornata!

Lizzie ha detto...

Fantastico racconto apprezzato anche da me che sono pisana!!;)

Mirtilla ha detto...

che meraviglia!!

Federica - Pan di Ramerino ha detto...

Dè, il cinque e cinque è un vero must quando vado a Cecina (LI) a casa al mare! Non me lo lascio mai sfuggire! Gnam gnam!!

Grazia ha detto...

Il tuo blog è fantastico e ho visto che Taccuini Storici ti ha giustamente premiato. Sei un esempio per tutti i bloggers !
La tua personalità straripa dalle tue pagine!

arabafelice ha detto...

Il cinque e cinque è il primo piatto fattomi assaggaire dal mio livornesissimo marito. Oltre che buonissimo, gli sono molto affezionata :-)

dolci a ...gogo!!! ha detto...

tesoro meno male che hai rimandato perche con tutte queste cose natalizie nn ci sto piu dietro a niente!!cmq giulia amore niente da fare per dopodomani...mi avevano invitata ma sarei dovuta rimanere a roma anche il giorno dopo e ernesto ha troppo lavoro da sbrigare quindi sarà per un altra volta:-(.....questo cinque e cinque lo sai che nn lo conoscevo...deve essere delizioso!!!tvbbbbbbbbbbbbbbbbbbb,imma

poverimabelliebuoni ha detto...

Grazie a tutti, non ho mai ricevuto così tanti commenti sul mio blog, è il mio primo contest!
Grazie Giulia per la pubblicazione,
Cristina Galliti

Lo ha detto...

meraviglioso!!! e vegetariano...perfetto per i miei pranzi al sacco :)

Anonimo ha detto...

Cristina sei un mito! Leggere poi che scrivi di torta e di Livorno... sono commossa! Aspetta l'8 arrivo!!!! Stefania

Ale only kitchen ha detto...

Giulia! Sei tornata e ti sei fatta pure un giro a Bagno Vignoni: brava! Visto che hai prorogato la scadenza del contest, e che a Genova mi hai invitato a partecipare, non mi posso tirare indietro... Sto già pensando a cosa fare :-)
Un bacione

carola ha detto...

complimenti a Cristina !! una splendida ricerca nelle tradizioni! grazie Giulia, 30 gg. in più in questo momento sono perfetti ;-))

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