giovedì 8 luglio 2010

Pane, la ricetta della mia felicità




Quando ho saputo del contest di Giulia, Ricette per la felicità, sono rimasta un pò spiazzata perché non sapevo proprio quale ricetta secondo me sarebbe capace di rendermi felice. No, non mi sono spiegata. Io, da grande amante del cibo, sono felice con ogni tipo di cibo, con ogni boccone goloso, il mangiare (bene) mi fa star bene. Anzi, solo vedere i banchi stracolmi di frutta e verdura al mercato mi rende già felice! E poi diciamo la verità...



...quando ho fame, divento una belva, quindi il nutrimento per me, per il mio umore è più importante che per tante altre persone.
Ma il discorso non era questo, no?..
Dovevo individuare una ricetta di qualcosa che mi rendesse davvero appagata, magari non tanto al palato, quanto moralmente. Fino a stasera non avevo una minima idea, ma non avrei barato, piuttosto non avrei partecipato al contest. E poi ho avuto un'illuminazione. E' il pane!
Vedere crescere nel forno il proprio primo pane non ha prezzo, è una cosa che riempie di gioia, di orgoglio, di qualche estasi primordiale!.. Il piacere di maneggiare l'impasto, di dare la forma, di variare i sapori e le consistenze, tutto questo può veramente farmi riappacificare con il mondo...
E poi, assaporare la crosticina croccante, annusare la mollica, toccare con la mano la superficie ruvida e ancora tiepida della pagnotta... non lo farei mai con il mio amato pesce, non accarezzerei un'aragosta o una carota!
Il pane così può essere una cena completa, magari con un bicchiere di vino



E questo pane invece, mi sembra un quadro, un capolavoro da ammirare (perdonatemi il mio narcisismo)



Questo ancora -  è il pane di segale, il pane della mia Russia, profumato, un sapore leggermente acidulo, che sa di casa...



Insomma, avevo capito che la ricetta della mia felicità o, meglio, della mia serenità è una ricetta di pane. Qualsiasi tipo di pane che io abbia mai fatto. Visto che avevo promesso di postare questa ciambella con semi di sesamo, la nomino "Ricetta per la felicità di oggi" che partecipa al contest di Jul's kitchen, sponsorizzato da Macchine Alimentari
(Forse questo post è un pò caotico, ma  è tardi, ho sonno e sono stanca)




Ciambella con semi di sesamo

150 g di farina 00
150 g di farina manitoba
100 g di farina integrale
1 cucchiaino di lievito secco
250 ml di kvas (bevanda fermentata russa a base di pane, può essere sostituita con la birra leggera o anche con l'acqua gassata)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di glutine in polvere (facoltativo)
semi di sesamo


- mescolare le farine, aggiungere il glutine, il lievito e il sale, versare il liquido tiepido ed impastare

- lasciare a riposare per 45 minuti, poi infarinare il tavolo e stendere con le mani e fare le pieghe di Adriano di 1 tipo; spolverare con la farina, coprire con un canocaccio bagnato e lasciare per 20 minuti

- ora fare le pieghe di secondo tipo, formare una palla, coprire con la farina e praticare un forellino al centro, allargandolo pian-pianino con le mani.

- adagiare la ciambella sulla placca coperta con la carta da forno, inserire al centro una bottiglia qualunque con la carta intorno, coprire con il canovaccio bagnato e lasciare a liavitare per 1 ora

- riscaldare il forno a 230° con una placca all'interno, porre sul fondo una ciotola con l'acqua

- togliere la bottiglia, spennellare la ciambella con l'acqua, ricoprire con i semi di sesamo ed infornare per 45 minuti, abbassando subito la temperatura a 210°

- per ottenere la crosta più spessa e croccante, alla fine togliere la ciotola con l'acqua e lasciare il pane nel forno per altri 10 minuti



Questa è la merenda maltese che si prepara con il pane simile. Non è l'incarnazione della felicità?..



28 commenti:

alessandra (raravis) ha detto...

questo post è meraviglioso, altro che un po' caotico! Concordo anche sul contenuto: io pure sono "tipa da pane" e trovo conforto in tutto ciò che è lievitato: sarà la morbidezza, sarà il profumo di casa, sarà quello che vuoi, ma mi sono ritrovata in ogni virgola di quanto hai scritto. Le foto, poi, sono incantevoli.
buona giornata
ale

Mariluna ha detto...

Concordo perfettamente con Alessandra, il tuo post quasi mi ha commosso, il pane primo alimento fondamentale della vita é un'opera d'arte sotto tutti i suoi aspetti e gioire quando lo si vede crescere in forno é davvero una grande soddisfazione, io per esempio amo vedere mangiare un pezzo di pane ai miei figli é la prima cosa che gli do' quando lamentano la loro grande fame prima del pranzo o della cena...

Un'abbraccio Giulia e buon fine settimana:)

CorradoT ha detto...

Non sono portato a fare il pane, ma hai ragione: e' la vera ricetta della felicita'. Anna Maria a cena me lo deve togliere da davanti, altrimenti lo finisco.

Questo tuo pane mi sembra bellissimo :)
Complimenti per la ricetta, la realizzazione e il coraggio di accendere il forno :)

raffy ha detto...

splendida questa ciambella di pane, chissà che buon sapore!!! bravissima!

arabafelice ha detto...

Quanto è vero quello che dici: ogni volta che panifico, mio marito dice che buon "profumo di casa" ci sia per le stanze.
brava!

fantasie ha detto...

FIno a quando non ho scoperto di essere celiaca, anche per me era così... Adesso il pane costituisce un elemento di grande sofferenza, perché ricreare lo stesso buon sapore e riuscirlo a conservare fino a sera è molto difficile... non mi resta che ammirare le vostre bontà e e odorarne la fraganza per riuscire ad asaporarrne la consistenza, almeno con la memoria...
Baci

Genny G. ha detto...

si il pane, vederlo crescere e cuocere e assaggiarlo è una vera felicità!:D e anche riempirlo con ogni cosa:DDDDD

un abbraccio accaldato!

Onde99 ha detto...

Hai ragione Giulia, quella del pane è un'esperienza sensoriale a tutto tondo, è uno dei pochi alimenti da cui si può trarre gioia guardandoli, toccandoli, assaporandoli, annusandoli e anche semplicemente ascoltando il crocchiare della crosta sotto il coltello. Grazie per aver condiviso con noi queste tue sensazioni!

dauly ha detto...

guarda che io sono bella strana...non amo moltissimo pane e formaggi eppure sono le cose che mi incuriosiscono di più, quei banchi pieni di forme sia dell'uno che degli altri mi fanno una voglia incredibile...mah, sono da studiare!!
questo pane è stupendo, ma la foto col fondo nero è davvero un capolavoro ! invidiaaaaaa !!!!

marifra79 ha detto...

Bellissimo questo tuo post....anch'io sono tipo da pane e quelle ahimè poche volte che l'ho preparato in casa sono sempre state grandissime emozioni...il vederlo lievitare,il profumo la croccantezza! LA foto l'ammiro molto volentieri è bellissimaaaaaaaaa come del resto tutte le altre
Un abbraccio

dolci a ...gogo!!! ha detto...

come sempre i tuoi post giulia mi catturano e mi rapiscono...foto, descrizioni sensazioni che vivo con te come questa del pane...per me nn c'è pranzo o cena o merenda senza il pane....ho imparato da poco a farlo in casa e ogni volta mi sento come ricaricata quando impasto e le mie mani sono li a contatto con qualcosa che sento vivo quindi capisco quanta felicità possa darti realizzarlo e sono d'accordo con te per questa scelta!!!!bacioni imma

Nikolas ha detto...

mmmmm che ricettine..

Laura ha detto...

Anch'io adoro preparare il pane e farmi avvolgere dal suo buon profumo!!
Il tuo è meraviglioso e tu sei bravissima come sempre!
Una domanda: quanto lievito di birra fresco deve mettere al posto di quello secco?
p.s.
a proposito, sto sperimentando moltissime tue ricette di pane ;)

Baci e buona giornata!!

Milena ha detto...

Non posso che essere d'accordo con te: grande è la gioia che dà il pane sia nel prepararlo che nell'ammirarlo e gustarlo :))
Le foto sono magnifiche!!!!!

Zia Elle ha detto...

Hai ragione cara, il pane!!!! Che felicità portare a tavola quello fatto da te, bello lievitato e saporito!!
Ottima la tua ricetta con il sesamo, la provo!!

Nancy90 ha detto...

Ciaooo! Bellissimo blog, se ti va fai un salto nel mio e nel mio canale Youtube ^^!
Baciiii!

http://langolinodinancy.blogspot.com/

http://www.youtube.com/user/MissNancy90

Perla ha detto...

Che belle foto! Ed è vero, il pane è un ottimo anti-stress, anti-tristezza, anti-negatività: quello fatto in casa poi...
Baci

paolo ha detto...

io mangerei pane e pane..belle foto!
buon giorno

JAJO ha detto...

Vero, Giulia: niente di più affascinante che veder crescere il proprio pane (il primo ancor di più) nell'insalatiera e poi ancora di più in forno. Per questo non sono mai contento appieno di come venga :-D

Juls @ Juls' Kitchen ha detto...

Vedi io e i lieviti non ci intendiamo molto, ma capisco benissimo quello di cui parli, e vorrei provarlo anche io se solo il pnae mi venisse a modo!!
grazie Giulietta per la bellissima ricetta! un abbraccio

manuela e silvia ha detto...

Ciao! Bellissimo questo post! Non ci stupirebbe se altre persone indicassero il pane come ricetta della felicità, dopotutto è un qualcosa che va creato e curato dall'inzio alla fine!
buonissimi tutti i pani che hai postato, ma questo forse te lo abbiamo già detto eh?!
baci baci

Valeria ha detto...

che carrellata di meraviglie!! casomai qualcuno si fosse perso qualcosa!!! il pane è il cibo per eccellenza, brava giulia!!

Cinzia ha detto...

Invece il post non lo trovo per niente caotico le foto delle tue meraviglie rendono bene l'idea della felicità!!!Complimenti come al solito...Ciao

Acquolina ha detto...

è vero! il pane da soddisfazione, il profumo, l'impasto che cresce, il sapore di casa! la felicità!

( parentesiculinaria ) ha detto...

Mi piace molto il tuo post. Il pane! Padre e madre di tutto.

Anicestellato ha detto...

Come sempre leggerti è un piacere e come non concordare sul pane che sa di antico, di nonne, di mamme, di braccia forti e laboriose...
grazie per l'emozione, un abbraccio

Rossella ha detto...

Complimenti per il premio! Meritatissimo, attendo di vedere cosa te ne fai col premio..in termini di ricette e foto :)

Birra ha detto...

Come sempre un articolo molto bello: ben documentato, semplice ma per niente banale.
Mi ha fatto venire in mente un articolo che leggevo qualche giorno fa sulla storia del panino in Italia: interessante sapere come il fast food ha cercato di cambiare un genere di pasto nato sotto tutt'altri auspici (citato addiruttura nel manifesto futurista).

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