giovedì 29 ottobre 2009

Pane di patate e un pò di colori...

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Ok, la normalità sta ritornando a casa, il sole e il calduccio accompagnano queste ultime giornate di ottobre e il mio umore, ovviamente, ne risente positivamente! Per questo ho voglia di colorare un pochino questo post, ma niente acquarelli, solo cibi e fiori carichi di colori!

Ieri al mercato, così come la scorsa settimana, ho trovato queste meravigliose fragole. Non sono di serra e non sono importate, sono locali, ma sono di una bontà unica! Più dolci e saporite di quelle primaverili! La signora che le vende mi ha detto che sono della cosiddetta seconda ondata, piantate in agosto e cresciute e maturate adesso, con questo meraviglioso sole ottobrino. Certo, non dureranno tanto, non so nemmeno se le troverò la prossima settimana, intanto stiamo facendo il pieno di loro sapore, aroma e colore estivi.



Fiori... Adoro avere un mazzo di fiori in casa, me li compro spesso, sempre al mercato. In realtà sono del parere che i fiori mi devono regalare gli uomini o, meglio, un'uomo in particolare, la mia dolce metà, ma non posso privarmi del piacere di scegliere le forme, i colori e i profumi che più mi attirano in quel preciso momento, fare due chiacchiere con il fiorario, informandomi sui prossimi arrivi o magari ordinare qualcosa per la settimana successiva.
Questi qua non mi ricordo mai come si chiamano ( qualcuno lo sa?..), ma li adoro, sono così eleganti, chic, minimal e fanno tanto ikebana...



Questo dolce invece, la mousse di ricotta con melagrana, ho visto l'altrorieri da Lenny e me ne sono innamorata... Ma così tanto che il giorno dopo sono corsa alla ricerca di ricotta, farina di mandorle e melagrane. Qualche piccola modifica (alla ricotta ho aggiunto un albume montato e un pò di gelatina e ho passato le mousse nel congelatore per farle semprare i semifreddi) e ieri sera ci siamo deliziati con questo sublime dessert tinto di rosso. Secondo me è molto adatto a Capodanno!
Grazie, Lenny!

foto



E ora, ricaricata, vorrei tornare un attimo alle focaccine di patate. L'altro sabato per errore ho fatto il doppio dell'impasto necessario, in pratica ho fatto una dose intera invece della metà che ci basta e avanza. Così, complice la solita mancanza di pane per domenica e la solita pigrizia per uscire a prenderlo, ho deciso di mettere l'impasto avanzato nel frigo e infornarlo la mattina successiva.
Inoltre quel giorno avevo finito lo strutto ( anzi, l'ho lasciato per friggere le focaccine) e così l'ho sostituito con il burro. Vi dirò solo una cosa: tutto il tempo che il pane stava nel forno, avevo una sensazione di aver infornato i pirozhki, tanto intenso era il profumo!..
IL pane era magnifico, davvero: molto leggero, profumato, con una crosticina sottilissima ma un pò croccante ( per una crosta un pò più spessa bisognerebbe lasciare il pane nel forno un pò di più)

foto




Pane di patate

1/2 porzione di impasto per le focaccine di patate

200 g di patate
300 g di farina
1/2 bustina di lievito secco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
50 g di strutto ( o di burro)
150 ml di latte

- lessare le patate con la buccia

- mentre si raffreddano ( un pò), cominciare a preparare l'impasto

- sciogliere il lievito in poco latte tiepido con lo zucchero

- setacciare la farina, aggiungere il lievito e il resto del latte tiepido e mescolare; aggiungere il sale e lo strutto e cominciare ad impastare.

- sbucciare le patate e passarle nello schiacciapatate; aggiungere all'impasto

- lavorare l'impasto per qualche minuto, formare una palla, adagiarla in una ciotola, coprire con un canovaccio e... mettere nel frigorifero per tutta la notte (8-12 ore)

- la mattina mettere fuori la ciotola con l'impasto e lasciare per 1 ora

- fare le piege del primo tipo, formare una pagnotta ovale e lasciare a lievitare ancora 40 minuti

- 10 minuti prima di infornare, praticare alcuni tagli sulla pagnottina

- infornare a 220° per 40-45 minuti; raffreddare sulla griglia




Potatoes bread

200 g boiled potatoes
300 g flour
50 g lard or butter
150 ml milk
1/2 sachet (3,5 g) dry yeast
1 salt teaspoons
1 sugar teaspoon


- boiled the potatoes with the peel

- as it cooled a bit, start preparing the dough

- Dissolve the yeast in little warm milk with sugar

- Sift flour, add yeast and rest of warm milk and stir; add salt and lard and begin to knead.

- Peel the potatoes and pass into the potato masher, add to the dough

- Stir the mixture for several minutes, to form a ball, lay it in a bowl, cover with a cloth and put in the refrigerator overnight (8-12 hours)

- in the morning put out the bowl with the dough and leave for 1 hour

- make the folds of the first type, form an oval loaf and let rise again 40 minutes

- 10 minutes before baking, practice some cuts on the loaf

- Bake at 220 ° for 40-45 minutes, cool on the grid





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martedì 27 ottobre 2009

Soufflé con finocchi

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Ed eccomi qua, di nuovo con tanta voglia di cucinare, sperimentare, seguire le raccolte e vari eventi in giro per la blogsfera! Mia figlia si sta rimettendo (grazie a tutti voi per gli auguri!), e meno male, cominciavamo a dare i numeri tutte e due! Sta ancora senza voce, ma questa non riusciamo a risolvere... Dovrebbe smettere di tossire del tutto, però qualche colpetto di tosse ce l'ha ancora, e le sue corde vocali, troppo deboli, rimangono infiammate.
A proposito, nessuno di voi che mi segue, ha un problema del genere?.. Di afonia grave? Se si, cosa fate per ritornare in pista?.. Perché mia figlia è una gran chiacchierona e soffre moltissimo il silenzio forzato. Meno male che non voleva fare la cantante!...

Ieri volevo postare la ricetta del magnifico pane di patate fatto con l'impasto di queste focaccine, ma desideravo troppo partecipare alla raccolta di Antonella e creare una ricettina con i finocchi che tra l'altro amo molto.

Ho servito questi delicati soufflé assieme alla fiorentina al sangue! Capisco che l'accostamento può lasciare un pò perplessi, ma mi è piaciuto molto. Un tenero e coccoloso bocconcino "finocchiato" invece delle "solite" verdure grigliate, più adatte all'estate!
Il vino?.. Sempre! Ieri abbiamo bevuto un buon Rosso di Montalcino

( link per vedere le foto)



Soufflé di finocchi

per 4-5 porzioni

2 grossi finocchi
2 cucchiai di olio evo
1 uovo
1 albume
20 g di burro
20 g di farina
130 ml di latte
50 g di parmigiano grattuggiato
sale
noce moscata
burro per gli stampini

- lavare e tagliare i finocchi in spicchi, farne 5-6 molto sottili

- sistemare i finocchi a spicchi grandi su una teglia, salare, spruzzare con l'olio e infornare a 220° per 20 minuti (oppure 10-11 minuti nel forno a microonde funzione crisp), devono essere cotti e leggermente dorati

- sciogliere il burro in un pentolino, aggiungere la farina e cuocere 1 minuti circa

- aggiungere il latte caldo un pò per volta, mescolando sempre per non far formare i grumi, cuocere 5 minuti, salare e aggiungere la noce moscata

- togliere dal fuoco, incorporare il parmigiano e il tuorlo.

- tritare i finocchi e aggiungere alla besciamella

- montare a neve ferma gli albumi e aggiungerli poco per volta, girando con il cucchiaio dal basso in alto

- imburrare gli stampini e riempirli a 3/4

- infornare i soufflé a 200-210° per 15-18 minuti, finché non sono gonfi e dorati

- mentre i soufflé stanno nel forno, friggere le fettine del finocchio messe da parte

- servire i soufflé appena sfornati, decorati con finocchio fritto


Dunque, con questa ricetta partecipo alla raccolta di Antonella, Non lasciamoci infinocchiare!


Fennel soufflé

serves 4-5

2 large fennel
2 tablespoons extra virgin olive oil
1 egg
1 egg white
20 g butter
20 g flour
130 ml milk
50 g grated parmesan
salt
nutmeg
butter for molds


- Wash the fennel and cut into segments, make 5-6 very thin

- Place the fennel slices in a large pan, add salt, sprinkle with oil and bake at 220 ° for 20 minutes
(or 10-11 minutes in the microwave with crisp function), must be cooked and slightly golden

- Melt the butter in a saucepan, add the flour and cook about 1 minute

- Add the hot milk a little at a time, stirring constantly so as not to form lumps, cook 5 minutes,
add salt and nutmeg

- Remove from heat, blend the egg yolk and parmesan.

- Chop the fennel and add to the bechamel

- Mount the egg whites until stiff and add gradually, stirring with a spoon from the bottom up

- Buttering the molds and fill to 3 / 4

- Bake the souffle at 200-210 ° for 15-18 minutes, until they are puffed and golden

- While the soufflés are in the oven, fry the slices of fennel made by

- Serve souffle baked, decorated with fried fennel


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sabato 24 ottobre 2009

Focaccine di patate

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Lo so, lo so.... Sono sparita senza lasciare traccia, ma ho delle ottime (o, meglio, pessime) ragioni. Mia figlia stavolta ha preso una brutta influenza, tossisce senza smettere ( anche se oggi va meglio), ha il naso che cola... povera piccola...
A proposito, ringrazio tutti quanti che m'hanno dato consigli nel post precedente e che m'hanno consolata!
Come se non bastasse un paio di giorni fa anche mio marito si è raffreddato di brutto.
E come se non bastasse nemmeno quello, si è "ammalato" anche il mio computer!.. E non si capisce cosa ha: l'ho fatto controllare, non ci sono i virus, non si è rotto niente, ma continua ad avviarsi e spegnersi in continuazione...
Dire che sono disperata - non dire niente.
Ora non posso lavorare su quasi niente, visto che la gran parte dei files si trova nel computer capriccioso. Per fortuna il back up me l'hanno fatto, non ho perso niente. Sto scrivendo dal mio vecchio computer che normalmente usa il mio marito.. cosa farei senza?...
Come se non bastasse tutto ciò, ho avuti altri contrattempi, meno importanti, ovviamente, ma fastidiosi lo stesso.

Aggiornamento della lista dei malati: si è ammalato anche il "dottore" del mio computer!

Insomma, se arrivano i guai, arrivano tutti insieme.

Meno male che esiste il comfort food, ovvero quelle focaccine di patate, morbide, saporite e coccolose!

( per vedere le foto )



Focaccine di patate

400 g di patate lesse
600 g di farina
100 g di strutto
300 ml di latte
1 bustina (7 g) di lievito secco
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero

per friggere:

50 g di strutto

per servire:

fettine di lardo
salame
prosciutto c rudo
insalatina

- lessare le patate con la buccia

- mentre si raffreddano ( un pò), cominciare a preparare l'impasto

- sciogliere il lievito in poco latte tiepido con lo zucchero

- setacciare la farina, aggiungere il lievito e il resto del latte tiepido e mescolare; aggiungere il sale e lo strutto e cominciare ad impastare.

- sbucciare le patate e passarle nello schiacciapatate; aggiungere all'impasto

- lavorare l'impasto per qualche minuto, formare una palla, adagiarla in una ciotola, coprire con un canovaccio e lasciare a lievitare per 1 ora circa

- stendere l'impasto pronto in una sfoglia di 0,5-1 cm di spessore e ritagliare i cerchi di 7-8 cm di diametro

- sciogliere un pò di strutto in una padella, meglio se di ghisa, friggere le focaccine 1-2 minuti per lato

- servire le focaccine con i salumi e l'insalatina; si possono tagliare a metà le tiepide focaccine e farcirle a piacere




Ho dimezzato gli ingredienti, ma anche la metà è bastata per fare 24 focaccine! Le abbiamo mangiato da sole e con tutti i tipi di salumi, e mia figlia le ha addirittura inzuppate nel brodo di pollo! Ha detto che erano divinamente buone!



Potatoes focaccine (Potatoes buns)

400 g boiled potatoes
600 g flour
100 g lard
300 ml milk
1 sachet (7 g) dry yeast
2 salt teaspoons
1 sugar teaspoon

To frying:
50 g lard

To serve:
slices of lard
salami
ham
salad


- boiled the potatoes with the peel

- as it cooled a bit, start preparing the dough

- Dissolve the yeast in little warm milk with sugar

- Sift flour, add yeast and rest of warm milk and stir; add salt and lard and begin to knead.

- Peel the potatoes and pass into the potato masher, add to the dough

- Stir the mixture for several minutes, to form a ball, lay it in a bowl, cover with a cloth and let rise for about 1 hour

- Roll out the dough ready in a sheet of 0.5-1 cm thick and cut out circles of 7-8 cm in diameter

- Dissolve a little bit of lard in a skillet, preferably cast iron. Fry scones 1-2 minutes per side

- Serve the buns with salumi and salada; the warm buns can be cut in half and stuff freely





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lunedì 19 ottobre 2009

Panini alla Parker House

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Come dicevo nel commento/risposta che ho lasciato nel mio precedente post, in casa nostra è tornato il raffreddore, il mal di gola, la tosse ecc... La mia "piccola" (béh, non posso evitare virgolette neanche volendo, lei è più grande di me in tutti i sensi!) si è ammalata di nuovo... Maledetto freddo, maledetto tempaccio, maledetto inverno...
Non riesco a farla guarire, le passa l'influenza e lei becca subito il raffreddore.
Che devo fare??..
A proposito, come fate a rialzare le difese immunitarie?
I medici non mi hanno saputo dare una risposta, insinuando addirittura che le difese immunitarie è addiritura soltanto un modo di dire, un arcaismo. Ma è possibile?
Quindi, lei, il mio tesoro, sta a casa pranzando con gli sciroppi e cenando con gli antibiotici ed io cerco di farle almeno mangiare qualcosa che le piace. (Stasera - brodo di pollo e le focaccine di patate).
Ieri invece, come spesso succede di domenica, mi era finito il pane, di uscire nemmeno si parlava, e manco fosse fatto apposta, mi è capitato davanti agli occhi un vecchio ritaglio di qualche rivista.

( per chi non vede le foto)



Panini alla Parker House

Questa è la ricetta di un hotel di Boston che si chiama proprio Parker House


300 g di farina
135 ml di latte
1 uovo
2 cucchiai di zuccher
1/2 cucchiaino di sale
30 g + 30 g di burro
1 cuccchiaino di lievito secco

- scaldare la metà di latte, sciogliervi il lievito e 1 cucchiaio di zucchero

- scaldare il latte rimanente, sciogliervi 30 g di burro, il resto dello zucchero, aggiungere l'uovo e mescolare tutto con la forchetta

- setacciare la farina con il sale in una ciotola, versare il lievito e cominciare ad impastare. Poi versare l'altra parte del latte e impastare il tutto, coprire la ciotola con lampellicola e mettere al calduccio a lievitare finche l'impasto non raddoppi

- stendere l'impasto in un rettangolo 20x40 cm, tagliarlo in lungo a metà, poi tagliare a strisce di 5 cm

- spennellare tutti i rettangoli con il burro fuso, piegarli a metà e e sistemarli un pò sovrapposti su una placca coperta con la carta da forno

- coprire con un canovaccio e lasciare a lievitare ancora 30 minuti

- spennellare i panini con il burro restante ed infornare a 180° per 20-25 minuti

- rafreddare i panini, coprendoli con un canovaccio


La mia macchina da pane si è rotta ancora una volta, così, aspettando il pezzo di ricambio, panifico molto meno, ma questi panini sono semplicissimi e molto veloci da fare anche a mano.




Parker House rolls


for 12-14 rolls

300 g flour
135 ml milk
1 egg
1 teaspoon beer dry yeast
2 tablespoons sugar
30g + 30 g butter
1 teaspoon salt

Heats 70 ml of milk, add 1 tablespoon of sugar and 30 g of butter. Mix until it melts. Remove from the heat, just cool, join the beaten egg and stir with a whisk for a few minutes.

In the restant milk, dissolve the yeast and let stand for 5 minutes.

Mix the flour with salt, pour the yeast in the center and the egg mixture and knead.

Transfer to a buttered bowl, cover with a cloth and let rise for an hour and 1/2, until doubled in volume.

Spread and deflate the dough into a rectangle 20x40 cm, cut it out in strips of 5 cm of wide and cut each strip in rectangles of 10 cm in length.

Brush with butter the rectangles of dough in half, fold it, bend them leaving them empty in the center, then arrange them, slightly overlapping, on the buttered plate.

Cover, let them rise until doubled in volume and brush with melted butter.

Then, bake at 220° for 20-25 minutes.





Non vedo l'ora di scoprire cosa avete preparato e postato in questi giorni!...
Visto stavo un pò giù di umore, non sono nemmeno andata a curiosare nella mia blogroll e non ho postato niente.



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venerdì 16 ottobre 2009

Schiacciata all'uva fragola e gorgonzola

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Durante l'ultimo mese o poco più ho visto talmente tante schiacciate con l'uva nei vari blog che ho letteralmente perso i conti. Sono fatta strana: se vedo che un qualcosa va tanto di moda, non lo faccio ( o non compro, o non metto ecc) per nessuna ragione al mondo. E non è una sorta di protesta, e nemmeno una questione di principio, in fondo, se quel qualcosa piace, un motivo ci sarà?..
Non so, ma qualcosa mi blocca.
Per questo mi ero rassegnata di restare senza una briciola di schiacciata, ma...
Quando l'ho vista la Alberto, ho avuto una sorta di illuminazione e ho capito che l'avrei fatta, si, ma in versione personalizzata!

( link per vedere le foto)



Schiacciata all'uva fragola e gorgonzola


300 gr farina 00
3 gr lievito secco (1/2 bustina)
170 ml di acqua
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio evo

4 cucchiai di zucchero
3 grappoli di uva fragola
200 g di gorgonzola

- sciogliere il lievito in poca acqua tiepida con lo zucchero, setacciare la farina e formare la fontana.
Versare al centro l'acqua con il lievito, e cominciare ad impastare, aggiungendo altra acqua. Per ultimi aggiungere
il sale e l'olio.

- Formare una palla, incidere a croce, mettere nella ciotola infarinata, coprire con il canovaccio e lasciare a lievitare per 1-1,5 ore.

- lavare e asciugare l'uva; tagliare la gorgonzola a piccoli cubetti

- dividere l'impasto in due parti (1/3 e 2/3), stendere la parte più grande e rivestire la teglia unta.

- versarvi 2/3 dell'uva e 2/3 della gorgonzola, spolverare con 2 cucchiai di zucchero e coprire con la parte più piccola dell'impasto

- pizzicare i bordi della focaccia, forare in 2-3 parti con la pnta del coltello e decorare con la restante uva,
i cubetti di gorgonzola e spolverare con lo zucchero

- infornare a 180° per 25-30 minuti



Dovete credermi, la gorgonzola l'ha arricchita parecchio e ha dato un tocco di eleganza in più ad una preparazione già buona di suo.
Tiepida o fredda, andava benissimo con un bicchiere ( in realtà più di uno) di vino rosso.



Schiacciata all'uva fragola e gorgonzola

300 gr flour 00
3 gr dry yeast (1/2 sachet)
170 ml warm water
a pinch of salt
1 teaspoon sugar
1 spoon olive oil evo

4 spoons sugar
3oo g strawberry grape (uva fragola)
200 g gorgonzola

- Dissolve the yeast in warm water with sugar, sift the flour and form the fountain. Pour the water in the center with the yeast, and begin kneading, adding more water. Finally, add the salt and oil.

- Form a ball, affect a cross-shaped, put in floured bowl, cover with towel and leave to rise for 1-1.5 hours.

- Wash and dry the grapes, cut the gorgonzola cheese into small cubes

- Divide the dough into two parts (1/3 and 2/3), apply the larger part and take the greased baking pan.

- pour 2/3 of the grape and 2/3 of gorgonzola cheese, sprinkle with 2 tablespoons of sugar and cover with the smaller part of the dough

- pinch the edges of the cake, drilling in 2-3 parts with the tip of the knife and decorate with the remaining grapes, cubes of Gorgonzola and sprinkle with sugar

- Bake at 180° for 25-30 minutes





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martedì 13 ottobre 2009

Zuppa di vino

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"...vado sempre di corsa, a pranzo un panino e ora?..Non ci vedo più dalla fame!.." E così che diceva quella famosa pubblicità?..
Béh, ieri ho fatto esattamente la stessa cosa, combinando un ... non un guaio, ma un errorino che ho scoperto solo adesso. Le risate!...

Ma partiamo dal principio. Ieri dopo pranzo dovevo andare a Roma. Arrivo là e comincia a piovere (ed io per la cronaca sono partita da Anzio assolata, vestita leggera, con le scarpette con tacco a spillo). Insomma, diluvia. Esco dalla macchina, il tempo di prendere l'ombrello - sono tutta bagnata, i piedi zuppi...
Tra una cosa e un'altra la pioggia finisce, esce il sole ed io proseguo nella mia corsa. Entro in un grande magazzino in periferia, prendo quello che devo prendere, vado alla cassa e .. comincio a sentire il rumore del vento impressionante, le gelidi correnti d'aria che fanno sbattere ogni cosa, fuori vedo volare le foglie, i rami... Brrrr..
Esco dal magazzino (il vento per poco non mi porta via), entro in macchina, e mi avvio verso casa, però la macchina comincia a sbandare sotto le raffiche di quella tromba d'aria che si è abbattuta a Roma intorno alle 17.00!
Che paura...

Arrivo a casa, stressata, stanca, infreddolita (le temperature sono davvero crollate! Ieri mattina erano 25 gradi, ieri pomeriggio solo 15...). Comincio a pensare alla cena, e mi viene in mente la ricetta della zuppa di vino, semplice-semplice, che avevo trovato alcuni mesi fa.
Tra l'altro avevo del buon brodo di carne, ho anche pensato a come arricchire la zuppetta e voilà!

Zuppa di vino

1/2 l di brodo di manzo
150 ml di vino
150 ml di panna
3-4 tuorli
1 cucchiaino di farina
sale
pepe bianco
cannella
2 fette di pane
50 g di burro fuso
200 g di salsiccia di tacchino

- riscaldare in una pentola il brodo e il vino.

- mescolare i tuorli, la panna, la farina, il pepe e il sale e quindi aggiungere il composto al brodo e mescolare con la frusta fino a quando la zuppa non raggiunge una cremosa consistenza.

- formare le piccole palline con la pasta di salsicce e rosolarle nel burro, mettere le polpettine da parte.

- tagliare il pane a cubetti e arrostire i pezzettini di pane nel grasso rimasto.

- versare la zuppa in tazze riscaldate, aggiungere qualche polpettina, i crostini di pane, cospargere il tutto con la cannella e servire.

Ma insomma, l'errore dov'è, visto che la zuppa era buonissima e ci era piaciuta tanto?..

Ve lo dico subito: doveva essere la zuppa con il vino bianco, ed io ero convinta che fosse rosso! L'ho scoperto oggi per caso, controllando le sue origini. Altoatesine.

(link per vedere le foto)




Red wine soup

1/2 l beef broth
150 ml red wine
150 ml double cream
3-4 egg yolks
1 teaspoon of flour
salt
white pepper
cinnamon
2 slices of bread
50 g butter
200 g turkey sausage

Heat the wine and the broth in a pot.
Mix the egg yolks, cream, flour, pepper and salt and than add the mixture to the broth and stir with a whisk until the soup reaches a creamy consistency.
Form some small balls with the sausages dought and brown them in the butter, put the meatballs in a dish. Keep warm
Cut the bread into small cubes and roast the pieces of bread into the left butter.
Pour the soup into heated bowls, add some meatballs, the croutons, sprinkle everything with cinnamon and serve it.


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sabato 10 ottobre 2009

Ciambellone con pesca frullata e sciroppo di fichi



Qualche giorno fa vi ho mostrato un'anteprima di questo dolce, ora mi tocca di raccontare la sua ricetta.

Insomma, non ho potuto nemmeno gioire più di tanto per questa bellissima notizia, che mi sono sentita male la sera stessa. Pare che ho beccato un virus di quelli brutti, mamma mia, quanti crampi allo stomaco... Ma chi mi ammazza?! ahahahah!.. Oggi mi sento molto meglio, e anche se non è passato proprio tutto, posso di nuovo fare qualcosa senza assumere la posizione fetale!

Domani conto di fare un salto alla Marina di Nettuno, questo fine settimana là c'è la Fiera del Golosi.
L'altra settimana ce n'era una simile ad Anzio, "Anzio tra mare e terra". Ci sono stata, si-si! E la prossima settimana farò un paragone tra queste due manifestazioni, fotoraccontate!

( link per chi non vede le foto)



Una settimana fa avevo voglia di qualcosa di buono ( e non avevo Ambrogio come quella signora della vecchia famosa pubblicità). In più non sfornavo più i dolci da un sacco di tempo, e questo un pochino mi mancava. Insomma volevo un dolce semplice, morbido, gustoso, ma nuovo, nel senso che doveva avere qualcosa di insolito. Magari una torta con tanta frutta.

Ho cercato qua e là, ho sfogliato qualche libro, ho preso in mano qualche rivista, ma niente riusciva attrarre la mia attenzione e curiosità. Alla fine mi sono rassegnata e ho inventato io la ricetta.



Ciambellone con pesca frullata e gelatina di fichi

180 g di farina
2 uova
100-120 g di zucchero (dipende dalla dolcezza delle pesche)
1 grande pesca, matura e succosa
1/2 pesca matura ma abbastanza dura
50 ml di kefir (oppure lo yogurt)
50 ml di olio d'oliva inodore (o burro)
1/2 cucchiaino di essenza di fiori d'arancia
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per i dolci
2 cucchiai di gelatina di fichi (altro tipo di gelatina o di sciroppo denso)

- sbucciare la pesca matura, togliere il nocciolo e farla frullare

- sbucciare l'altra pesca e tagliarla a cubetti

- mescolare le uova, il kefir e il burro, aggiungere il sale, lo zucchero e la pesca frullata

- setacciare la farina con il lievito, mescolare, aggiungere i cuberri di pesca e mescolare ancora

- ungere uno stampo da ciambellone e versare il composto

- mettere le cucchiaiate della gelatina sopra la pastella e farla affondare un pò

- infornare a 180° per 35-40 minuti, controllare la cottura con uno stuzzicadenti




Il ciambellone era morbido, umido a punto giusto, profumato e non troppo dolce, esattamente come piace a me. In più è rimasto morbido come appena fatto per 3 giorni.

Invece la gelatina di fichi era semplicemente la rimanenza del liquido dei fichi nello sciroppo del vino bianco. Raffreddandosi si è addensato parecchio, diventando la gelatina.

(foto di fichi nello sciroppo di vino bianco)





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giovedì 8 ottobre 2009

Rossa di sera su I Grandi Vini!





Nella casa virtuale (e non solo!) della vostra Rossa è arrivato un momento di grande gioia!

Sul noto portale enogastronomico I Grandi Vini, complemento dell'omonimo magazine in formato cartaceo, dedicato al vino, all'olio e ai prodotti tipici dell'agroalimentare italiano, nella rubrica "Vinonline" è stato pubblicato un articolo-recensione sul mio blog a cura di Antonella Rossi, una giornalista molto brava, professionale e attenta ai dettagli.

Sono molto-molto emozionata, credetemi, e ringrazio tanto la gentilissima Antonella per tutte le belle parole scritte su di me, per il tempo dedicatomi e per la disponibilità non indifferente!


Amici, comunque non dimenticate il mio post precedente, ho sempre bisogno del vostro aiuto!
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mercoledì 7 ottobre 2009

Amici di Lucca e dintorni, ho bisogno di voi!




Cosa c'entra il ciambellone?.. Niente, almeno non per oggi! Lo posterò la prossima volta, è troppo buono per tenerlo nascosto.

Passiamo al dinque. Chi abita da quelle parti ( e non solo) sa che tra una decina di giorni a Lucca inizia una fiera importante, "Lucca Comics & Games". Mia figlia vuole assolutamente andarci ( lei è una grande appassionata dei manga), magari portandosi dietro la sua amica. Visto che Lucca non è esattamente dietro casa e che le ragazze sono ancora minorenni, dovrei accompagnarle. A questo punto ho pensato bene di portare anche una mia amica, ma non perché pure lei stravede per i fumetti, no!! :-)) Mentre le "bimbe" (eheheh, esattamente bimbe non sono, la mia è più grande di me!) si divertono girando per la fiera, noi due andremo in giro ...

Ed è qui che ho bisogno di voi!

Vorremmo
1.visitare qualche cantina interessante o anche una fattoria con i prodotti della produzione propria
2.mangiare nei locali caratteristici della zona, i piatti tipici
3.fermarci a dormire in un agriturismo o b&b carino
4.andare al mercatino dell'usato o dell'antiquariato

Abbiamo sentito anche parlare di un ristorante molto particolare, dove si mangiano solo piatti a base di funghi, dall'antipasto al dessert!.. Qualcuno lo conosce?..

Pensiamo di andarci il 24 e 25 ottobre ( sempre se non succede niente che possa impedircelo)

Che dite, gentili toscane, potete aiutarci?..

P.S. Certo, potrei trovare tutto questo in internet, ma quando è possibile, preferisco avere le info direttamente da chi sa...

P.P.S. Mi hanno detto che Lucca comics si svolge dal 29.10 al 01.11
Allora mia figlia si era informata male.... Niente, allora si tratterà del we 31.10-01.11
E mi devo sbrigare!!!




E questo invece è il maialino che abbiamo arrostito nel forno a legna sabato scorso, a casa di questa mia amica, fedele compagna di viaggi e di avventure! L'amica con la quale abbiamo girato in lungo e in largo la Costiera Amalfitana, abbiamo gustato paste e tartufi a Foligno e a Norcia, e sempre con la quale andremo a Lucca.

Il nostro maialino, portato dall'Umbria lo scorso we, pesava 6 kg circa; l'abbiamo aromatizzato con aglio, rosmarino e finocchietto e cotto per 1,5 ore, coperto con la carta stagnola. Peccato che l'abbiamo tolta alla fine: il muso del nostro maiale si era incenerito in men che non si dica!.. Ma quanto era buono!!!
Peccato che non era più fotogenico, quindi, niente fotoricordo!




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martedì 6 ottobre 2009

Due zuppe di funghi: Russia vs Italia



... Mi sa che oggi ci saranno più foto che parole!..

Domenica scorsa, quella quando per colpa di una carota ho preparato un pranzo principesco, in realtà volevo preparare una zuppa di funghi russa con la materia prima portatami direttamente dalla Russia, e invece mi sono trovata a cucinare la zuppetta di funghi piùttosto italiana, almeno negli ingredienti.

( link per vedere alcune foto)



Così ho deciso di mettere a confronto queste due magnifiche e saporite preparazioni. Questa scatola è piena di meravigliosi porcinelli e porcinelli rossi. Ripeto, non so se qualcuno li conosce e li mangia, ma in Russia sono considerati una soluzione migliore per una zuppa ai profumi di bosco.



La ricetta della zuppa in versione russa ho preso dalla mia amica , Olga, che mi ha fatto avere quei bei funghi. Secondo lei bisogna usare il minimo di odori e di preparare la pasta all'uovo ai funghi secchi.



Pasta ai funghi secchi

200 g di farina 00 (ho preso farina di semola di grano duro)
2 uova
1 cucchiaino di olio
1 cucchiaio di funghi secchi polverizzati

- impastare tutti gli ingredienti, se la pasta un pò troppo dura, aggiungere 1 cucchiaio di acqua

- formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciare a riposare per 30 minuti

- stendere la pasta in una sfoglia sottile, magari con l'aiuto di una macchina da pasta, e tagliare a tagliatelle



Zuppa di funghi russa con la pasta ai funghi

1 kg di funghi frechi del tipo porcinelli e porcinelli rossi
1 cipolla

1 carota
2 cucchiai di olio
200 g di pasta ai funghi
1-1,5 l di acqua
sale
prezzemolo
1 noce di burro

- lavare, pulire e asciugare i funghi, tagliarli grossolanamente

- mettere i funghi in una pentola con l'acqua, portare a e bollizione, salare e cuocere a fuoco basso per 30-40 minuti

- tritare la cipolla e la carota, rosolarle nell'olio e aggiungere nella zuppa a metà cottura circa

- quando la zuppa è pronta, aggiungere nella pentola la pasta ai funghi e cuocere qualche minuto ancora

- prima di servire aggiungere un pò di prezzemolo tritato e una noce di burro


In Russia si dice che la zuppa di funghi è più buona il giorno dopo, per questo io l'ho preparata ieri. Invece la pasta l'ho fatta oggi e l'ho cotta mentre riscaldavo la zuppa.

De-li-zio-sa!...



Zuppa di porcini con la pasta all'uovo

600 g di porcini freschi
1 cipolla media
1 carota
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
2 cucchiai di olio evo
sale
pepe
1 l di acqua
200 g di maltagliati all'uovo
parmigiano
prezzemolo

- lavare, pulire e asciugare i funghi, tagliarli grossolanamente

- tritare la cipolla, la carota e l'aglio, soffriggere il tutto delicatamente nell'olio, aggiungere i funghi e cuocere il tutto per 10-15 minuti, girando spesso

- versare l'acqua bollente, aggiungere alloro, salare e pepare, portare a ebollizione e cuocere per altri 10 minuti

- alla fine aggiungere i maltagliati, farli cuocere al dente

- spolverare con il prezzemolo e servire con il parmiggiano abbondante

Buonissima anche questa, ma è più delicata!





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domenica 4 ottobre 2009

Insalata di ovoli, parmigiano e tartufo



...Tutto è iniziato, come al solito, quasi per caso.

Stamattina volevo fare la lavatrice e ho scoperto di aver finito la candeggina delicata.
Lasciato perdere il lavaggio, vado in cucina con l'intenzione di preparare un pò di crauti (mettendoli in salamoia). Scopro di non avere nemmeno una carota ( e me ne serviva una sola!)
Bene, che faccio per pranzo?.. Quasi-quasi uso quei magnifici funghi che m'hanno portato dalla Russia e preparo la zuppa di funghi con la pasta ai funghi secchi. Perché, mi manca qualcosa?.. Si, quella "benedetta" carota ha colpito ancora!

A questo punto non mi resta che uscire di casa e andare a prendere quelle 2-3 cose visto che i negozi da noi sono sempre aperti, anche di domenica. Appunto, dovevano essere solo poche cose!..

(link per chi non vede le foto)




... Aquistato il detersivo, mi avvio verso la mia frutteria preferita. Là prendo le prugne (giorni fa le volevo!), un chilo di carote (domattina mi faccio anche il succo fresco), e poi, già che ci siamo, anche un pò di insalata (e se non dovesse bastare quella che ho in casa?..)
Mi avvicino al banco per pesare e cosa vedo?.. Gli ovoli! Ma come, ci sono?.. Meno male, li adoro! E poi a casa ce l'ho anche il tartufo portato da Norcia!
Il bello che oggi costano poco, solo 30 euro. In confronto ai soliti 40-50-60 euro mi sembra un regalo!
La signora Anna, la proprietaria, sa che li cercavo, e me ne sceglie piccoli e carini. Poi mi propone di prendere "lo scampolo" di porcini di ieri. 600 grammi di bei funghetti a soli 10 euro?.. Ma si, prendo anche questi!

...Tornando a casa, medito sulla zuppa di porcini, ma mi serve la pasta all'uovo, precisamente i maltagliati. Così mi fermo in una piccola bottega della pasta fresca e mi faccio "maltagliare" un paio di ruvide e spesse sfoglie di lasagna.



Insalata di ovoli, parmigiano e tartufo

200 g di ovoli (5-6 funghi)
un pezzo di parmigiano
tartufo nero ( o meglio bianco)
olio evo
succo di limone
sale
pepe

- pulire accuratamente i funghi lavare, asciugare e tagliare finemente, disponendo su un piatto da portata

- condire con olio, limone, sale e pepe

- affettare finemente parmigiano con l'aiuto di una grattuggia per il tartufo

- sopra grattuggiare il tartufo e servire immediatamente



Insomma, il pranzetto tranquillo è diventato un pranzo di lusso!

La zuppa di funghi è venuta meravigliosa, la posterò il più presto.

E i panni?.. Dopo pranzo, con tutta calma, ho fatto anche la lavatrice! :-))






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venerdì 2 ottobre 2009

Norcia, città del tartufo nero e dei migliori salumi



Dopo una giornata intensa passata in giro per Foligno, alla fiera I primi d'Italia, ci voleva una bella dormita. Io? A letto?? Alle 11.00?.. Mai successo, però le 8 ore di camminate, di numerose degustazioni e di svariati bicchieri di vino mi hanno sfinita.

Il giorno dopo avevamo in programma il giro a Norcia - prima o poi dovevo visitare questa città, famosa per prosciutti e salumi e per tartufo nero. Non per niente le migliori salumerie si chiamano norcinerie!

(Mi devo scusare per poche parole e descrizioni: il cambiamento del tempo comporta per me il mal di testa e le emicranie, infatti, ho la testa pesante anche adesso, ma non mi va di rimanere troppo indietro con quello che volevo postare)













Quella domenica sulla piazza del paese c'era anche il mercatino dell'usato, ma...



...nelle viuzze dietro il corso e la piazza c'era calma piatta






Una bottega con un sacco di oggetti in rame ci ha letteralmente rapite!



Possiamo anche occuparci della distillazione!!!



Qui vorrei fare una segnalazione negativa: siamo passate anche qui, da "Fratelli Ansuini" per prendere un pò di salumi e formaggi, ma..

Nel banco frigo c'erano i formaggi freschi con tartufo e ne ho chiesto uno. La signora l'ha preso, io l'ho pagato e siamo uscite.
A casa il mio marito ha scoperto che quel formaggio era scaduto il 6 agosto, mentre me l'hanno venduto il 27 settembre. Purtroppo io mi fido spesso e non controllo mai, e faccio male perché i furbacchioni ci stanno dappertutto.
Quindi se doveste capitare a Norcia, andate nelle altre norcinerie, non in questa dove vi possono fregare senza scrupoli.



Per trovare un buon posticino dove gustare tutte le specialità locali al tartufo, ci siamo affidate al naso. Letteralmente!
Ad un certo punto abbiamo sentito il buonissimo odore del forno a legna, della carne sulla brace. L'odore e il fumo provenivano dalla trattoria "dal Francese". Siamo entrate, ma, conferma ulteriore della scelta giusta, non c'erano più posti (ed erano le 13.15)
Così abbiamo prenotato il primo tavolo che si liberava, dopo una mezzora circa, e siamo andate a prendere un aperitivo.



Abbiamo iniziato con un'ottimo antipasto: bruschetta, gnocchi alla romana con la salsa al formaggio, bresaola di tacchino e quella classica e frittatina, tutto al tartufo!



Poi abbiamo gustato la zuppa di porcini e tagliatelle, con tanto tartufo grattuggiato sopra



E l'agnello e la bistecca sulla brace, rigorosamente tartufati!



Una bella bottiglia di Montefalco rosso riserva 2003 ed eravamo al settimo cielo!

Il conto?.. 105 euro in due, ma lo considero giusto, in fondo il cibo era ottimo e non hanno risparmiato il tartufo per noi!

Trattoria "Dal Francese"
Via Riguardati, 16
tel. 0743 816290
Norcia
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