mercoledì 30 settembre 2009

Crema di fagioli con tartufo nero



Sempre mentre stavo a Foligno, alla fiera della pasta I primi d'Italia, al villaggio del gusto dedicato alla cucina Toscana, avevo trovato un libricino dedicato al tartufo nero che si trova in Toscana ( varietà Marzuolo e Scorzone), e alle ricette con questo tubero pregiato. D'accordo, non è quello bianco, super pregiato e ricercato, ma sempre tartufo è, profumato ed affascinante (ecco, è questa la mia idea di seduzione a tavolo, completamente tartufata!)



Dunque, anche se nel padiglione del gusto ho preso un pò di tartufi, neri e anche bianchi, i primi, credo, il giorno dopo a Norcia mi sono dedicata non solo alla ricerca del pentolame in rame, quello serio e quell'altro decorativo, ma anche alla ricerca del tartufo.

Per fortuna, anche se la sua stagione non era esattamente iniziata ( quello ufficiale si compra dal 1 ottobre e in poi), non è stato difficile "scavare" una bottega con dei bellissimi tartufi in vendita!



Bene, allora non restava che tornare a casa con un ricco bottino, togliersi lo sfizio di grattuggiare il tartufo sulla pasta all'uovo e le uova all'occhio di bue e ... sfogliare il libricino in cerca di una ricetta gustosa!
Trovata! (e modificata!)




Crema di fagioli con tartufo nero
(link per chi non vede le foto)

250 g di fagioli secchi
2 patate
1 piccola cipolla
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio evo
1-1,5 l di brodo vegetale
tartufo nero
2 cucchiai di olio al tartufo
12 fettine di pane bruscato

- mettere a bagno i fagioli per tutta la notte

- il giorno dopo cambiare l'acqua e cuocerli finché non diventino teneri

- affettare sottilmente la cipolla a l'aglio e soffriggerli nell'olio

- tagliare le patate a piccoli cubetti e aggiungere al soffritto, poi aggiungere anche i fagioli scolati e versare il brodo

- cuocere la zuppa 15 minuti circa, poi frullarla

- grattuggiare la metà di tartufo e scaldare la zuppa, poi aggiungere l'olio

- servire la zuppa con il pane bruscato, grattuggiando sopra il resto del tartufo



Continua...

lunedì 28 settembre 2009

I Primi d'Italia



Questo fine settimana io e la mia amica siamo state a Foligno, alla fiera I Primi d'Italia

Non credo che servono molte parole per questo reportage: basta vedere le foto ed immaginare la bellezza e la bontà di questa manifestazione.

Voglio soltanto dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa scoprendo che la manifestazione non si svolge nei padiglioni o nei soliti spazi fieristici, ma direttamente nel centro storico della città. Visto che alla fiera aderiscono parecchi ristoranti, essi hanno prestato i propri spazi per "villaggi di bontà", suddivisi per le regioni o per i prodotti (es. Villaggio del tartufo)
Lì, per soli 7 euro si poteva degustare 2-3 primi e, aggiungendo 1 o 2 euro - un bicchiere di vino. E poi c'erano gli stand con tanti prodotti tipici, da provare e da comprare!
Il bello che per passare da uno spazio all'altro si passeggiava in città come in un pomeriggio qualsiasi, guardando le vetrine, ammirando i monumenti storici, prendendo un caffé ecc...

Gnocchi e tonnarelli al tartufo



... con un buon bucchiere di vino!



qualcuno lavorava



...qualcuno vendeva il vino...



... perché qualcun'altro potesse mettersi qua a gustare tutto!



questo trenino (stracolmo!)portava la gente a fare il giro



amori miei, tartufi bianchi!..



...varie salsine tartufate...



... pasta...



... salsicce...



.. e... cannoli di 3-4 tipi



liquirizia (che non amo per niente ma che ha un'aspetto affascinante)



.. specialità pugliesi, lampasciuni



enormissime pagnotte di Altamura (il pezzo di questo pane ho portato a casa!)



sull'isola pugliese le signore mostravano come fare orecchiette e strascinati









Foligno normalissima...



... ma non troppo



... e questo chi è?..



sulle rive del fiumiciattolo c'erano decine e decine di anatre e di oche



(in realtà abbiamo meditato a lungo su come sarebbe bello rubare un'oca e arrostirla al forno a legna!.. ma c'era troppa gente)




Insomma, è una manifestazione assolutamente da vedere e da gustare.
Il giorno dopo siamo andate a Norcia, a caccia di tartufo, di cibo buono e di pentole di rame!

A tra poco!
Continua...

giovedì 24 settembre 2009

Due risotti molto cremosi




Di solito non metto mai due ricette in un post per non farle confondere e anche per non far passare inosservata una delle due. Ma siccome questi due risotti hanno in comune una straordinaria cremosità e sopratutto io non ho molto tempo, ho azzardato questo accostamento.
E' proprio il caso di dire "Mare e Monti"! :-))




IL risottino con i funghi ho "rubato" a un ristorantino-quasi-tavola calda a Merano. Il giorno prima, girando per le montagne, abbiamo fatto sforzare parecchio il mio amato "pezzo di antiquariato" - così chiamo la nostra Stella a tre punte, Roadstar, di una certa età. E' una macchina che fa parte della nostra storia personale, e oramai è diventata magiorenne, e guai a chi me la tocca! La mia dolce metà a volte è tentata di darla via e prendersi una SL nuova, ma dopo è costretta di ripensare (bèh, vorrei vedere voi a combattere con me!)
Insomma, ritornando al discorso, l'abbiamo portata all'officina Mercedes per controllare alcune cose e, per passare il tempo, siamo ritrovati in questo ristorantino. Nel loro menù (breve e non troppo complicato, come piace a me), c'erano delle proposte interessanti, tra cui il risotto con galletti e mascarpone.
Indovinate come era??




Questo piatto invece è una mia fantasia di ieri, avevo voglia di mangiare la crema di piselli con la panna, poi ho visto dei calamaretti e ho deciso di preparare un risottino con calamaretti, appunto, e usare questa crema di piselli per mantecarlo!
E' stata un'ottima idea: bel colore verde nel piatto, tanta cremosità e sapore delicato.
Con cosa inizio?..




Risotto con galletti e mascarpone

250 g di riso (vialone nano, il mio ppreferito)
400 g di gallletti
100 g di mascarpone
1 cucchiaio di burro
1 scalogno
700-800 ml di brodo di pollo o vegetale
sale
pepe

- tritare lo scalogno, soffriggerlo delicatamente nel burro e aggiungere i galletti puliti e tagliati grossolanamente

- cuocere, girando, 5-7 minuti, finche non evapori il liquido dei funghi

- versare il riso, farlo tostare 1 minuto e cominciare a cuocere il risotto, versando un pò di brodo caldo per volta

- il risotto quasi pronto deve essere molto al dente e all'onda; salare e pepare

- aggiungere il mascarpone, girare, coprire il risotto con il coperchio e lasciare 1-2 minuti



Secondo me, non serve nemmeno una spolverata di parmigiano, il risotto è così delicato e saporito da solo!..



Risotto con calamaretti e crema di piselli

250 g di riso (vialone nano)
3 calamaretti (200-250 g)
200 g di piselli surgelati
100 ml di panna
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di burro
1/2 cipolla
sale
pepe
700-800 ml di fumetto di pesce
1/2 limone

- pulire i calamaretti e tagliarli a pezzetti

- lessare i piselli nell'acqua salata, scolare e frullare aiieme alla panna

- tritare la cipolla, soffriggerla nell'olio con il burro, aggiungere i calamaretti e cuocere 1-2 minuti

- aggiungere il riso, farlo tostare 1 minuto e cominciare a versare il fumetto caldo, cuocere il risotto come al solito

- quando il risotto è al dente, toglierlo dal fuoco e mantecare con la crema di piselli, salare e pepare se necessario

- grattuggiare un pò di scorza di limone e spremere un pò di succo (1-2 cucchiai)

- girare ancora un pò e servire


Il succo di limone aggiunge proprio il tocco necessario, completa il gusto e il sapore, visto che i piselli e la panna sono piuttosto dolci




Bon appetit!..

Ondina!
Risotto con calamaretti e crema di piselli
Risotto con galletti e mascapone

.
Continua...

lunedì 21 settembre 2009

Kutaby, focaccine ripiene azerbaijane



Amici, eccomi!...

Non sono sparita, ma gli ospiti mi tengono assai impegnata! Loro tra l'altro desiderano mangiare sono pesce, e nonostante il mio amore incondizionato per questo cibo, tra un pò mi crescono le pinne! E poi... non si può bere così tanto.. é da mercoledì che non smetto, se dovessi fare le analisi adesso, invece del sangue avrei del vino nelle vene!

Per fortuna oggi ho avuto una giornata libera da tutto quanto e ho deciso di cucinare qualcosa di carne, ma un qualcosa di molto particolare, i kutaby, appunto. La ricetta che utilizzo appartiene ad una mia amica sul forum russo, Lala.

Ondina, ci sei?.. Per te e per te!



Prima di tutto, cosa sono i kutaby?.. Sono delle sottilissime focaccine a forma di mezzaluna ( o se vi piace di più, i calzoncini), originari di Azerbaijan, con ripieno di carne, di erbette aromatiche o di formaggio. I kutaby si mangiano con le mani, accompagnandoli con la salsa di latte fermentato e erbette tritate oppure spolverandoli con sumac*. Tra una focaccina e l'altra si beve il tè con melissa.

*Sumac è una spezia dal colore rosso porpora praticamente sconosciuta in Occidente e ampiamente utilizzata nella cucina araba medio-orientale, specie in quella kurda e libanese. Ha un sapore aspro che ricorda vagamente la scorza del limone grattugiata a cui viene preferito nella cucina araba.



Kutaby

400 g di farina
200-220 ml di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio

350 g di polpa di agnello
1/2 cipolla
1 cucchiaio di erbette tritate (coriandolo, aneto)
sale
pepe
sumac*
burro

- impastare velocemente la farina con l'acqua, il sale e l'olio, formare una palla, coprirela con la pellicola e lasciare a riposare una mezzoretta

- passare la polpa di agnello e la cipolla nel tritacarne, salare, pepare, aggiungere le erbette e un pizzico di sumac e mescolare, aggiungendo qualche cucchiaiata di acqua per ottenere la farcia morbida, leggermente umida.

- dividere l'impasto in 10 palline, stendere una in un cerchio sorrile di 20-22 cm aiutandosi con la farina.

- prendere 1 cucchiaiata di farcia e spalmarla cu metà di cerchio.

- ripiegare la parte libera dell'impasto sulla farcia, formando la mezzaluna, far uscire l'aria e pizzicare i bordi

- riscaldare una padella di ghisa e arrostire la focaccina un paio di minuti per lato

- mentre si cuoce la prima focaccina, prepararne un'altra e così via

- quando la prima focaccina è pronta, metterla sul piatto e passarle sopra un pezetto di burro. Tenere al caldo fino a quando non saranno pronte tutte le focacce.


Per il ripieno di formaggio serve il formaggio fresco tritato tipo primosale.
Per il ripieno di erbette serve un mazzetto di tutte le erbette che si possono trovare (prezzemolo, aneto, cipolline verdi, un pò di menta) e un mazzo di spinaci, tutto da tritare con un pizzico di sale.




Questa settimana forse riuscirò a postare un'altra ricetta, vediamo!

Ora vado a fare dei giretti nei vostri blog!
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giovedì 17 settembre 2009

Vado e torno!..




Non sono sparita, anzi, si, sono sparita, ma con una valida giustificazione!
Tra ieri e oggi sono arrivate le mie amiche, e per una decina di giorni rimangono qui. Questo spiega tutto: i giorni delle mie assenze dai vostri blog (dovevo sistemare la casa, fare la spesa, riempire la cantina ecc), il mio non rispondere ai vostri commenti, niente post e niente ricette. Non so se prossimamente riuscirò a postare qualcosa, forse si, ma meglio non promettere niente.
Me ne approfitto di questo momento di tranquillità per scrivere queste righe e per mostrare una parte quello che loro mi hanno portato: funghi!!!

Per chi non vede i funghi




Questi sono porcinelli e porcinelli rossi, non so se si trovano in Italia, ma di sicuro non si mangiano. Peccato che qui si conoscono solo porcini, galletti, famigliole e ovuli, ma esistono tanti di quei funghi buonissimi, forse meno nobili di porcini, ma saporiti e deliziosi.
Con queste due varietà si preparano ottime zuppe, patate arrosto con funghi, pasticci e, ovviamente, piroghi e pirozhki.
Penso che la prossima ricetta postata sarà di una zuppa squisita di una delle mie amiche! Infatti, avevo chiesto a loro di portarmi i funghi proprio perché dopo averla vista (la zuppa) nel blog, l'ho voluta fortemente!

A presto!


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lunedì 14 settembre 2009

Pirog con il cavolo e... come vincere un libro?...



Basta (per il momento!) con le recensioni dei ristoranti, è ora di ritornare nella propria cucina!

Si potrebbe chiamarlo "pirog del cavolo", ma nel senso buono. Qui avevo già parlato dei pirozhki, una bella e gustosa tradizione di cucina della mia Russia, ma forse dovete sapere che c'è una variazione sul tema ancora più tradizionale. Si tratta di pirog, cioè, di una grande torta; in questo caso salata, fatta con la pasta lievitata che all'interno nasconde un ripieno a vostro piacimento: dolce, salato, di frutta o di carne, di pesce o di marmellata.

Ondina, questo link è per te!



Chi mi conosce, sa che la mia anima irrequieta mi porta a sconvolgere tradizioni, usi e costumi (gastronomici), rielaborando ricette e preparazioni senza privarle però della loro essenza.
Infatti questo pirog non dovrebbe essere "scoperto", non dovrebbe assomigliare alla quiche, ma... Non amo troppa pasta, sono di quelli che non mangiano "panino con prosciutto", ma "prosciutto con panino". Quindi la parte importante per me è il ripieno: deve essere tanto e saporito.

Per l'impasto ho usato la ricetta che non contiene uova ( che fanno indurire la pasta troppo velocemente), ma invece dell'acqua qui si usa il latte che regala alla pasta quella tenerezza e sofficità che amiamo tutti. Chiamo quest'impasto "francese" perché l'ho trovato in un bellissimo libro di cucina della Francia, ma l'ho modificato secondo i miei gusti.

Impasto francese

500 g di farina
250-280 ml di latte
7 g di lievito di birra secco
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di strutto

- sciogliere il lievito con lo zucchero in un 1/2 bicchiere di latte tiepido

- versare la farina setacciata a mò di fontana, aggiungere al centro il lievito sciolto, il resto di latte tiepido, il sale e lo strutto

- impastare per benino e lasciare lievitare per 1-1,5 ore


Questo impasto è perfetto per la pissaladière




Pirog con il cavolo

1/2 porzione di impasto francese
1/2 testa di cavolo cappuccio
1 fetta di lardo (50 g) a cubetti
1-2 cucchiai di olio evo
4 uova
1 mazzetto di cipolline verdi
1 cucchiaio di aneto tritato (facoltativo)
100 ml di latte
sale
pepe
noce moscata

- soffriggere il lardo con l'olio, poi aggiungere il cavolo tritato finemente, salare e cuocere per 20-25 minuti sotto il coperchio

- bollire 2 uova per 10-12 minuti, sgusciarli e tagliare a cubetti; tritare le cipolline verdi ( sia la parte bianca sia quella verde) e mescolare con le uova e con il cavolo pronto

- stendere l'impasto in un cerchio e rivestire una teglia di 26-28 cm (leggermente unta)

- battere altre 2 uova, aggiungere il latte, il sale, il pepe, una grattata di noce moscata e l'aneto tritato

- sistemare il ripieno nel guscio di impasto, versare le uova con il latte

- infornare a 220° per 25-30 minuti in parte bassa del forno

- prima di servire, tagliare a spicchi



Diciamo che questo è il piatto unico, a limite si potrebbe servire un pò di insalatina fresca a parte!


Béh, chi mi conosce bene, sa che per farmi felice o per trovare un regalo perfetto per me, deve semplicemente trovare un buon libro di cucina con delle bellissime fotografie!

Pare che che l'iniziativa del Ristorante Castello Malvezzi di Brescia possa soddisfare quelli come me, o almeno un fortunato vincitore. Si tratta di dare un'occhiata quì, per ritrovarsi a seguire i semplici passi per partecipare all'estrazione del libro contenente più di 25 ricette del ristorante Castello Malvezzi.

Buona fortuna ... a me! ;-))
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venerdì 11 settembre 2009

Costiera Amalfitana, ristorante Falalella



Questo è il mio debito (ogni promessa lo è, no?...)
Quando sono andata l'ultima volta sulla Costiera Amalfitana, ho scoperto un ristorantino fantastico a picco sul mare, vicino a Vietri.
Si chiama, come vedete, Falalella
Cliccando il link del loro sito, potrete vedere un bellissimo video. Il caso ha voluto farmi conoscere non solo il bravissimo chef, Antonio e suo fratello Rosario, il maitre di sala, ma anche il fotografo che ha fatto dei servizi su questo ristorante, il video compreso.

In realtà avrei voluto andare a mangiare qui qualche mese prima, durante il mio viaggio precedente sulla costa, ma siamo arrivate troppo tardi, causa traffico proprio sulla strada della Costiera. La cucina era già chiusa e mi hanno dovuto dire di no. Questa volta però ho voluto recuperare e lo chef ( è stato proprio lui a dirmi di no) mi ha pure riconosciuta!



Che dire... Il ristorante mi ha lasciato delle bellissime impressioni: ottimo servizio, bel menu (poche cose ben assortite), la carta dei vini non male e buon rapporto qualità-prezzo (visto che sulla Costiera spesso si pecca di rincari esagerati e non giustificati)
Sotto il ristorante c'è una spiaggetta meravigliosa dove andare a fare il bagno e a rilassarsi dopo il pasto molto soddisfacente. Stranamente non l'ho ripresa...



Ravioli bicolore con patate, cozze e vongole



Paccheri con moscardini



Parmigiana di pesce bandiera




Fritto di paranza con verdurine croccanti



Dopo una bella bottiglia di Greco di Tufo mi viene voglia di giocare...



Bavarese con salsa alla fragola



Sgroppino (sorbetto) al limone



Dopo pranzo si può rilassarsi in un bel salottino all'aperto...



... o non nel salottino, ma sempre sorseggiando qualcosa




Insomma, ve lo consiglio proprio, questo ristorante Falallella!

C.so Umberto I, n. 1
Cetara (SA)
Costiera Amalfitana
+39 089262052 .
+39 3289410459 .
+39 3283419830
Continua...
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