
Aggiornamento, ore 00.30 (13.08)
Siamo appena stati in barca, a fare il bagno di notte e a vedere le stelle cadenti... Era bellissimo, grazie al plancton particolare, fosforescente, l'acqua intorno al corpo si illuminava, e mi sembrava di essere quasi una creatura extraterrestre... E quante stelle ho visto oggi!!! Quanti desideri ho espresso...
...Di solito in estate riesco a leggere di più, causa - la solita pigrizia. E' che non mi va di stare troppo tempo davanti al computer, non c'è niente da vedere in tv, tanti amici sono partiti, e non mi va di uscire perché fuori fa caldo e umido. Molto meglio restare a casa, rinfrescata dall'aria condizionata, a giacere sul letto con un libro in mano.
Mi sto accorgendo che quest'estate ho voglia di rileggere alcune cose che appartengono al periodo della mia adolescenza. Mi riferisco ai due libri in particolare:
"Il teatro" di W.S.Maugham (In Italia questa novella si conosce sotto il titolo "La diva Julia") e
"Les fleurs du Mal" di C. Baudelaire.

Tutte e due le opere, così diverse a prima vista, avevo letto più o meno alla stessa età, 13-14 anni. Adoravo Julia Lambert, il suo talento, la sua fragilità, la sua spontaneità e le sue osservazioni, "nude e crude". Adoravo la sua frase alla fine del libro, quando, dopo una prima di gran successo, l'attrice si era rifugiata da sola al ristorante a gustarsi la cena: "
Che cos'è l'amore in confronto ad una bistecca?.." Questa frase è stata il mio motto per anni (adoro le fiorentine al sangue!), poi me la sono dimenticata... Qualche tempo fa ho visto anche un film con A. Benning,
"Being Julia", e anche se non era la stessa cosa, Julia l'ho amata ancora. Infine, pochi giorni fa, ho preso in mano il libro e ho gustato ogni singola parola, dalla prima fino all'ultima, come un'ottima bistecca, come un buon bicchiere di Brunello.

Invece con Baudelaire è stata un'altra storia, un'amore scoperto pian-pianino, iniziato perché "ne ho sentito parlare" e anche se all'epoca avevo capito poco, l'attrazione era rimasta. Penso sia sottinteso che avevo letto in russo tutto quanto. Un pò di tempo fa ho trovato
Charles Baudelaire on-line e ho provato a fare dei paragoni tra le due traduzioni. Che dire... sono rimasta delusa dalla scarsità espressiva delle traduzioni italiane. Leggere quei versi scoloriti, poveri di emozioni e di profondità mi ha fatto un'effetto strano, tra l'altro alcuni erano i versi sciolti...
Béh, quando un bel libro viene portato sugli schermi, di solito perde molto. Ecco, è stata la stessa triste cosa... Forse, anzi, sicuramente esistono anche altre traduzioni, speriamo che siano migliori.
Comunque, mi viene da paragonare "I fiori del Male" ad un buon distillato, chessò, un cognac o un rhum.. Da degustare a piccoli sorsi, un pò per volta, perché mi piace, ma in piccole dosi, proprio come la poesia.

Sapete che non sono una grande amante dei dolci e dei prodotti da forno in generale, quali pane, pizza, torte varie ecc. Invece un paio di giorni fa la mia amica
Carina ha postato la ricetta di ensaimadas, girelle tipiche delle isole Baleari. Guarda caso, siamo stati proprio a Maiorca in viaggio di nozze, e mi ricordo benissimo le pasticcerie con le enormi girelle coperte di zucchero a velo...
Le foto di Carina mi hanno convinta ed io ho acceso il forno con 35 gradi fuori!!!
Però sapete una cosa?.. Ne è valsa la pena!
Ensaimadas250 g di farina65 ml di acqua1 grande uovo1/2 cubetto (12,5 g) di lievito fresco65 g di strutto90 ml di zuccheroun pizzico di sale30 g di struttozucchero a velo- lavorare il lievito con 1/4 di zucchero,, versare l'acqua , mescolare e attendere la schiumetta- montare l'uovo con il resto di zucchero- aggiungere al lievito 3/4 di farina setacciata, lo strutto morbido e l'uovo, impastare per qualche minuto- coprire l'impasto (molto morbido e appiccicoso), messo nella ciotola, con la pellicola e lasciare a lievitare per un paio di ore- aggiungere il resto della farina e lavorare l'impasto- dividere l'impasto in 4, stendere ogni parte in un rettangolo sottile- spennellare ogni rettangolo con il lardo molto morbido e arrotolare- allungare con le mani ogni rotolino, formare le girelle, adagiarle sulla placca rivestita con la carta da forno e spennellare con un pò di lardo- coprire con la pellicola e lasciare a lievitare fino a quando le girelle non raddoppino- infornare le ensaimadas a 200° per 15 minuti, fino a quando non diventino dorate- raffreddarle sulla griglia e spolverare abbondantemente con lo zucchero a velo
Queste girelle sono incredibilmente soffici e tenere, non troppo dolci, ma molto profumate! Ottime da sole, con un bicchiere di latte freddo o con un caffé freddo.
Continua...