martedì 30 giugno 2009

San Pietroburgo I, le notti bianche

Allora, iniziamo?..

Proprio in questo periodo, da fine maggio a metà luglio, a San Pietroburgo ci sono le notti bianche. Cosa sono?..

Wiki dice che

Nelle regioni a latitudini inferiori al circolo polare fino a circa il 60° parallelo, si verifica il cosiddetto fenomeno della notte bianca. In tali regioni il Sole tramonta dietro l'orizzonte, ma a causa della rifrazione la luce del crepuscolo è sufficiente per svolgere ogni attività diurna senza l'utilizzo di luce artificiale.

Le notti bianche sono il simbolo di questa meravigliosa città costruita da Pietro il Grande 300 anni fa. Durante questo periodo magico si organizzano parecchie feste, festival e concerti a cielo aperto, e anche se il tempo di SP è molto più che variabile e instabile, i suoi abitanti non ci fanno più caso e aprono e chiudono gli ombrelli con una naturalezza unica.

Dovete sapere che SP è situata sul fiume Neva, enormemente largo e sorprendentemente corto ( conta soltanto 74 km, una cosa decisamente strana per i fiume di questa portata). A parte la Neva, il territorio cittadino, composto da circa 33 isole, è attraversato da 93 fiumi minori, fiumiciattoli e canali. Così tutta la città è collegata da quasi 400 ponti! Solo sulla Neva ce ne sono 20, alcuni dei quali sono i veri capolavori. Visto che il fiume è navigabile, ogni notte, per far passare le navi, i bastimenti e le barche a vela con gli alberi alti, i ponti si aprono. Questo si che è uno spettacolo!

Durante il periodo delle notti bianche si ha l'impressione che nessuno dorme, tanta gente gira sulle strade alle due, alle tre, alle quattro... Ogni ponte si apre in un'orario preciso per favorire la navigazione, il primo inizia ad aprirsi a 01.25

Tutte le foto sono state scattate dall'una e mezzo e in poi, la luce è veramente così!


la fortezza e la cattedrale di SS Pietro e Paolo

il ponte del Palazzo

il I museo della Russia, inaugurato da Pietro I, Kunstkamera

sempre il ponte del Palazzo

un ponte sul fiume Fontanka

i fuochi d'artificio di mezzanotte (in un ristorante)

Il sabato più vicino al solstizio d'estate, stavolta il 20 giugno, a San Pietroburgo si svolge una festa molto importante, "Le Vele Scarlatte", in onore dei cosiddetti licenziandi, per celebrare la fine della scuola (diciamo, del liceo, per spiegarmi meglio). Si dice che gli ex-scolari entrano nella vita adulta, devono decidere sul da fare: continuare gli studi all'università oppure andare a lavorare.

Quella sera il centro della città era chiuso al traffico, sulle strade girava una quantità indescrivibile di giovani che ridevano, scherzavano, cantavano, bevevano birra...
Sulla piazza del Palazzo, davanti all'Ermitage, e sulla punta dell'isola Vassiliev (dove porta il ponte del Palazzo) si erano svolti i concerti, prima uno pop e poi l'altro, dell'orchestra simfonica. Il secondo è stato accompagnato dai fuochi d'artificio e dai giochi di fontane illuminate situate direttamente sulla Neva.


"Le Vele Scarlatte" (la nave porta il nome del libro, famoso in Russia, di A. Grin)
Che spettacolo!...


Visto che delle foto ce ne sono tantissime, anzi, troppe, farò il mio reportage a puntate.
Cliccando sulle foto, si possono ingrandire
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domenica 28 giugno 2009

Sono tornata!


Eccomi! Finalmente a casa! :-)

Finalmente al caldo, al mare, al sole; finalmente nel mio ristorantino di pesce preferito, il pranzo sul terrazzo, il prosecchino fresco e la brezza marina...

Stanca? Si.
Soddisfatta? Moltissimo.

Tutti i particolari vi racconterò prossimamente: devo disfare la valigia, visionare le 1500 foto, mettere un pò di ordine nei pensieri...


Per quanto riguarda il post precedente - non avete riconosciuto la Casa Bianca a Mosca!!! Non ci posso credere...


Insomma, cari amici, per oggi vi saluto, ma preparatevi ad un viaggio virtuale a San Pietroburgo, storica e gourmet, nel bellissimo periodo delle notti bianche...

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martedì 23 giugno 2009

E questo che cos'e'?


Cari amici! Sto ancora fuori, ma volevo dirvi due cose al volo:

1. La risposta esatta alla mia domanda per prima ha dato Daphne! (aspetto l'e-mail con il tuo indirizzo!) Infatti, e' San Pietroburgo!

2. Ora vi faccio una domandina facile-facile: che cosa vedete su ognuna di queste fotografie? Come si chiama il luogo sulla prima, l'edificio sulla seconda e l'oggetto al centro della terza?
E, ovviamente, dove mi trovo ora?





Un abbraccio dalla vostra Rossa! A prestissimo ( quante cose dovrei farvi vedere e raccontare!...)


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sabato 13 giugno 2009

Parte il Rossa quiz II !

Carissimi amici, domani finalmente parto! Resterò fuori 15 giorni, ma so già che mi mancherete...

Vi lascio con qualche foto del luogo della mia destinazione. Come al solito, non so se è facile o difficile, qualcuno potrebbe riconoscere il posto subito, qualcun'altro no...

Cercherò di passare a controllare come procede la ricerca della risposta all'indovinello, mentre sto fuori. Se dovesse servire, posterò altre immagini.

Indizi oltre le foto?..

Non lascio il continente. :-))


BUONA FORTUNA!!!


Le regole del gioco sono semplicissime!

(la prima edizione)

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mercoledì 10 giugno 2009

Cotoletta di tonno e ventresca scottata

Più che un post questo è una sorta di promemoria (vado un pò di corsa, mancano pochi giorni alla mia partenza).
Ieri dal mio pescivendolo ho trovato una cosa fantastica: un bel tonno panciuto, appena pescato, di famosa qualità "pinne gialle" (Bos, ihihih!..) Ce l'ha davvero le pinne gialle, piccole, deliziose e gialle! Bellissime! Senza pensarci troppo mi sono fatta tagliare una fetta intera di circa 1 kg.
Se avete presente la circonferenza di tonno medio, immaginate anche il diametro di questa fetta, 25 cm circa, alta 2cm. Il bello è che la parte della pancia, la ventresca appunto, era bella consistente (si vede che il signor Tonno non badava alla propria linea e non voleva saperne, di diete!). Dall'aspetto la ventresca sembrava piuttosto Kobe e non il tonno. Così ho deciso di usare il mio "pinne gialle" per due preparazioni (tutte due sono state molto gradite in casa!)


Cotoletta di tonno

2 pezzi di filetto di tonno alte 2 cm circa
1 uovo
5-6 cucchiai di pangrattato
sale
pepe
olio evo

- asciugare i filetti con i tovaglioli di carta.

- passarli nell'uovo sbattuto con sale e pepe, poi nel pangrattato, ripetere l'operazione

- riscaldare l'olio in una larga padella antiaderente e friggere la cotoletta 1,5 - 2 minuti per lato (non di più, il pesce cuoce velocissimamente!)

- asciugare sulla carta assorbente e servire con le fette di limone


Ventresca di tonno scottatata

La ricetta praticamente non c'è: basta scottare i pezzi di ventresca 20 secondi per lato in poco olio bollente, asciugare sulla carta assorbente, tagliare a fettine, aggiungere un pò sale grosso e servire ( ho preso il sale nero delle Hawaii)



Comunque le foto della mia destinazione non ho ancora pubblicato! Le piante grasse del post precedente sono del mio giardino!




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martedì 9 giugno 2009

Kyr Royale, biscottini all'acqua di rose e ... parte la seconde edizione di Rossa Quiz!

E' già, avete letto proprio bene!
Tra pochi giorni partirà la seconda edizione del mio gioco, Rossa Quiz!
Quindi chi vuole partecipare, rispolverate i ricordi dei vostri viaggi passati, le nozioni acquisite qua e là e premunitevi di un pizzico di fortuna!

Prossimamente pubblicherò le prime immagini del luogo dove vado. Le regole del gioco sono sempre quelli:

Chi indovinerà per primo qual'è la mia destinazione, a mio ritorno sarà premiato con una specialità gastronomica locale, spedita per posta (o donata di persona se il/la fortunato/a non sta troppo lontano/a da me!)
(la prima edizione)


Per il momento però rimaniamo a goderci uno dei cocktail più eleganti e raffinati in assoluto,

Kyr Royale

1 parte di Crème de Cassis (liquore di ribes nero)
6 parti di Champagne

Versare il liquore nelle flutes, aggiungere lo Champagne e servire

E i biscottini?.. Semplice, la pasta frolla è la stessa delle tartellette dell'altroieri che mi era avanzata.

Biscottini all'acqua di rose

pasta frolla all'acqua di rose

Stendere l'impasto in una sfoglia alta 6-7 mm, tagliare a bastoncini, disporre sulla placca e infornare a 215° per 10 minuti.


Ho infornato i miei biscottini nel forno a microonde, nel mio c'è la funzione AirJet per la cottura di torte e biscotti. Molto-molto comodo!
Sono friabili e leggermente profumati. La prossima volta metterò ancora più acqua di rose!




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domenica 7 giugno 2009

Tartellette all'acqua di rose con mascarpone e frutti di bosco

Eccomi!.. L'umore è migliorato notevolmente dopo il ritorno dell'ispirazione, il lavoro è quasi pronto; comunque sta a buon punto, e così mi posso permettere di dedicarmi alla cucina e alla fotografia con la coscenza pulita. :-))
Avendo in frigo 4 confezioni di frutti di bosco, dovevo assolutamente inventare qualcosa per non farli rovinare invano. Il mio percorso mentale era partito dalla strafamosa Pavlova passando per sfoglie, crostate, torte con il pan di spagna, mousse ecc. Dopo aver ispezionato il contenuto di frigorifero ho dovuto escludere le creme con la panna perché essa era scaduta. Però ho scoperto di avere una confezione di mascarpone! Evvai!.. Ma non sarebbe una giornata piena in cucina senza un'avventura, anzi...

... anzi, un déjà vu, o meglio, déjà vécu.

Stavo preparando il pranzo: la pentola con l'acqua sui fornelli, pronta ad accogliere pasta all'uovo. Mancava aggiungere una manciata di sale, apro lo sportello per prenderlo e ... una bottiglia di olio si precipita adosso a me!!! Aiuto!!!
Quella disgraziata bottiglia atterra sul mio piede e, intatta (quasi per miracolo), rotola via.
Avevo il cuore in gola per paura di essere investita, ferita dai vetri e sopratutto dall'angoscia al pensiero di dover pulire quasi 1litro di olio. Tiro un sospiro di sollievo e mi ricordo qualcosa vissuto 14 anni fa.

... erano passate da poco le feste di Capodanno, stavo a casa, tranquilla e rilassata. Per qualche motivo mi ero avvicinata alla credenza dove c'era una bottiglia di Champagne in bella mostra. Non so perché, ma ad un tratto questa bottiglia è caduta, ed è caduta esattamente sul mio piede. Stranamente non si era rotta, invece il mio povero piede si era subito gonfiato e mi aveva fatto male per parecchi giorni.
E chi se lo scorda??

Ora dovevo scacciare per forza questi brutti ricordi, e così ho deciso di preparare le tartellette profumate con la tenera crema al mascarpone e, naturalmente, con i frutti di bosco.

Tartellette all'acqua di rose con mascarpone e frutti di bosco

per pasta frolla:

300 g di farina
2 tuorli
1/2 albume
2 cucchiai di acqua di rose
1 seme di cardamomo
100 g di zucchero
100 g di burro fuso
1/2 bustina di lievito per i dolci
1 pizzico di sale

250 g di mascarpone
1 albume
2 cucchiai di zucchero a velo

4 confezioni di frutti di bosco misti

- mescolare lo zucchero con il burro fuso, aggiungere i tuorli, una parte di albume e l'acqua di rose

- versare la farina, il sale, il lievito e il cardamomo pestato in polvere

- impastare velocemente, creare una palla, avvolgerla nella pellicola e porre nel frigo per 30-60 minuti

(lo so che non è un procedimento classico, ma mi trovo benissimo con questo impasto e intendo continuare! ;-))

- stendere una parte dell'impasto rappreso, rivestire gli stampini imburrati, sistemare sopra ognuno un foglio di carta con una manciata di fagioli ed infornare a 215° per 10-12 minuti; raffreddare

- montare l'albume, aggiungere lo zucchero e velo e montare a neve ferma

- sbattere il mascarpone, aggiungere tanto albume montato quanto serve per raggiungere la consistenza desiderata

- riempire con la crema i gusci di frolla e decorare con i frutti di bosco


Visto che adesso sono tranquilla, rilassata e soddisfatta, vado a fare una passeggiatina tra i miei blog preferiti!



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venerdì 5 giugno 2009

Insalatina di ciliegie, cipolle e gamberi che diventa finger food

...E poi mi sono trovata al punto morto: il lavoro si è fermato ed io non avevo idea di come proseguire (parlo dell'articolo che sto scrivendo). Capita, a volte non faccio in tempo a prendere nota di tutto quello che mi viene in mente, altre - non so da dove iniziare. Quando succede questo, è meglio distrarsi un pò. La cosa che mi rilassa davvero è prendere in mano la macchina fotografica e scattare un bel pò di foto.

Quest'insalata avevo già fatto una decina di giorni fa, ma le fotografie sono venute male, non ero soddisfatta della composizione, delle inquadrature e dei colori, ma il suo sapore era talmente buono che ho deciso di rifarla proprio oggi pomeriggio per la mia attività alternativa. Devo ammettere che ho faticato un bel pò: non riuscivo a creare quello che avevo in mente, ho cambiato tanti piatti e bicchieri, i punti di ripresa e l'abbinamenti tra i colori, ma alla fine qualcosa di carino è uscito fuori.

Insomma, la mia insalata è finita sezionata nei cucchiai da aperitivo ai quali ho accostato un calice di prosecco di Valdobbiadene legatura spago. A noi piace tanto, è leggero e frizzante al punto di procurare un piccolo solletico al palato, non esige gli abbinamenti particolari ed è perfetto per pasteggiare durante tutto il periodo estivo. Infatti ne ordiniamo e consumiamo casse intere!

Insalatina di ciliegie, cipolle e gamberi

1 manciata di ciliegie mature
1/2 cipollina fresca (meglio se rossa)
10-12 gamberi
qualche foglia di insalatina tenera
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di aceto balsamico
1/2 cucchiaino di miele
sale
pepe

- snocciolare le ciliegie, affettare sottilmente la cipolle e mettere tutto in una ciotola

- aggiungere l'olio, l'aceto, il miele, il sale e il pepe, mescolare e lasciare marinare 5-10 minuti

- nel frattempo scottare i gamberi al vapore o nell'acqua bollente (3-4 minuti) e sgusciarli

- sistemare nei 4 piattini o coppette un pò di insalata, aggiungere gamberi e versare sopra le ciliegie con tutta la marinatura

Per trasformare l'insalatina in finger food, servono 1 gambero e 1 ciliegia per cucchiaio, un ciuffetto di cipolline verdi e qualche fogliolina di insalata.
Decisamente da provare!


Ora che mi sono rilassata, posso tornare ad occuparmi d'altro.

A presto!

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giovedì 4 giugno 2009

Volete scoprire i sogni di Rossa?..

Chissà perché la seduzione non viene da tempo più accostata all'entourage
classico, rassicurante e famigliare: una passeggiata al chiaro di luna, rose
rosse e, per un tocco di trasgressione convenzionale, biancheria intima
raffinata. Pensando alla seduzione ciò che risalta subito è il cibo, e non
banalissimi cioccolatini a forma di cuore, ma cibi golosi, cremosi, oppure
piccanti, sapidi, ma sempre stuzzicanti, lontani dai soliti cliché culinari.
Posso confessare? Ho un sogno ricorrente ad occhi aperti: sono in cucina; è
un locale grande, arioso, pieno di utensili e al centro un piano di lavoro
in acciaio leggermente logorato. Non è una cucina di un ristorante, bensì
quella di casa mia. Apro il frigo, mi verso un calice di
champagne e cerco di "rapire" una fettina di petto di anatra affumicato che
troneggia in bella vista. All'improvviso, dietro di me, arriva qualcuno. Non
so esattamente chi sia, ma stranamente non avverto paura.
Delicatamente sfila dalle mie dita il bicchiere e il cibo. Con voce
suadente ma decisa mi sussurra di non girarmi e di provare ad assaggiare
quello che ho appena preso senza però guardare. Infatti, mordo un pezzetto
di carne affumicata e con stupore assaporo molto di più della sua
consistenza e sapidità. Riconosco inequivocabilmente il profumo sferzante
del pepe e quello fruttato di legno di melo; sento le impercettibili sfumature del
sale, avverto anche qualcosa di selvaggio. Ma non riesco a concentrarmi
molto su quella sensazione così eccitante perché arriva la "doccia fredda":
un sorso di champagne. E' così fresco che pizzica la lingua e pulisce il
palato in un batter d'occhio. Le bollicine pungenti racchiudono sentore di
lieviti, retrogusto di ferro e un pizzico d'estasi! Il tipo
misterioso sta per dire qualcosa, ma non riesco più a sentirlo. Mi sveglio
con il batticuore assieme alla sensazione reale di aver sfiorato la
sensualità primordiale del cibo. Peccato che sia stato solo un sogno.

Con l'occasione vorrei scusarmi con tutti per la mia prossima latitanza: ho qualche articolo da scrivere e mi hanno concesso poco tempo, e poi... E poi, all'occasione, magari, lo racconterò!
Comunque cercherò di non sparire del tutto, ogni tanto posterò una ricettina golosa e qualche scatto fatto con il mio gioiellino adorato!

Un abbraccio da vostra Rossa



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martedì 2 giugno 2009

Gnocchi con spugnole (le conoscete?..)

Quando vivevo in Russia non avevo mai mangiato le spugnole (o morchelle) anche perché da noi non è mai stato considerato un fungo ricercato. Ancora adesso le vecchiette al mercato vendono un secchio di spugnole fresche a due soldi. Invece negli ultimi anni ho scoperto che queste spugnole che tra l'altro non sono per niente economiche, sono molto apprezzate dai buongustai francesi e spagnoli. In Italia praticamente non si trovano, non sono dei funghi particolarmente ricercati, e il loro prezzo dipende più che altro dal fatto che se ne raccolgono pochi perchè il periodo é molto limitato (primavera).
Infatti, quest'anno; anzi, l'anno scorso, ho acquistato una bustina di spugnole essiccate (20 g 11 €) ad Alba, quando c'ero andata per la fiera del tartufo. Precendentemente le avevo comprate anche nella boutique gourmet a "Corte Ingles" in Spagna (ora non ricordo il prezzo del barattolino).


In Wikipedia si dice che

Tutte le specie sono eduli solo dopo bollitura e velenose da crude. La tossina in esse contenuta è nota come Acido elvellico e può essere distrutta tramite bollitura oppure essiccazione.
Morchella è un genere di funghi appartenenti alla famiglia delle Morchellaceae.
Volgarmente questi funghi sono noti come "spugnole".
Le spugnole essiccate devono essere ammorbidite per un tempo che va dalle 3 alle 6 ore. In questo tempo l'acqua per l'ammorbidimento assume una quantità notevole di aroma di spugnole, per questo non deve essere assolutamente versata (non è velenosa e può essere tranquillamente riutilizzata senza pericolo). Al suo posto viene filtrata con carta per filtraggio e quindi essere liberata dalla sabbia. Dopo l'ammorbidimento, i funghi vengono più volte lavati a fondo e pressati per liberarli dalla sabbia rimanente e/o dallo sporco. In seguito vanno cucinati per circa 40 minuti senza coperchio e prendono così molto dell'aroma perduto con l'ammorbidimento
e l'acqua della morchella diventa un "liquido" ristretto ed altamente aromatico. L'acqua per ammorbidire viene prima leggermente speziata con sale e pepe e in seguito addizionata di 1-2 cucchiaini di porto, madeira o di vermuth non asciutto; infatti la dolcezza dell'alcool rafforza il sapore proprio delle spugnole.



Confermo, sono davvero buoni!.. Li avevo assaggiati in più modi: nella zuppa di asparagi, nella salsa per la carne, sulla bruschettina... Per questo avevo chiesto alla mia amica che era venuta a trovarmi 20 giorni fa, di portarmi un pò di spugnole ( in Germania infatti se ne trovano!)
Ora che ho quasi 150 g di morchelle secche ( e sono tanti!), posso sperimentare altre ricette. Ero convinta che la pasta all'uovo è un abbinamento perfetto, ma poi mi è venuta l'idea di provare con gli gnocchi di patate.
Il bello che oggi sono uscita a prendere la pasta fresca e la panna, invece sono tornata con in più gli gnocchi e ... i primi funghi porcini! Però il menù era già stato ideato, quindi, i porcini rimangono per cena.

Gnocchi con spugnole

(il procedimento che ho seguito si differenzia da quello indicato in Wiki)

500 g di gnocchi
10-15 g di spugnole secche
25 g di burro
125 ml di panna
1 tazza di acqua bollente
1 scalogno
sale

- mettere le spugnole in un recipiente, versare l'acqua bollente, coprire con la pellicola e lasciare 2 ore. Le spugnole mica per niente si chiamano così! Infatti si gonfiano parecchio, assorbendo molta acqua

- lavare le spugnole gonfiate nella loro stessa acqua cercando di togliere i residui di sabbia, poi strizzarle e, se sono grosse, tagliare in 2-3 parti. Filtrare la loro acqua.

- tritare lo scalogno, soffriggerlo nel burro, aggiungere le spugnole, poi versare la loro acqua e cuocere 10 minuti, finché il liquido non si restringe.

- versare allora la panna, regolare di sale e cuocere altri 5-7 minuti, finché la salsa non si addensi

- nel frattempo cuocere gli gnocchi, tuffarli nella salsa, girare e servire.


Credetemi, non servono altri aromi, formaggi e cose varie. Il sapore dei funghi è delicato e sapido e non deve essere coperto da nient'altro che panna.


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lunedì 1 giugno 2009

... and the winner is ..... ME!!! And.. soufflé al caffé per Imma!

... Piove, piove, anzi, diluvia... Mi sveglio stamattina e sento solo il rumore della pioggia... Non è che non mi piace la pioggia, ma sapere di entrare nel mese di giugno non con il sole e il caldo, ma con la pioggia e il freddo è davvero brutto. Non ho voglia di alzarmi, ma tanto per fortuna non devo andare da nessuna parte. Rimango a letto a lungo, poi mi trascino in cucina per prendere un caffé, ma prima che si scaldi la macchina da caffé, ci vuole qualche minuto. Me ne approfitto per accendere il computer. Intorno è tutto grigio, diluvia manco fosse l'ultimo giorno sulla Terra... Per rallegrarmi un pò, accendo anche la tv, il canale di musica su sky che propone molto spesso i successi degli anni passati. Infatti quello che sento mi fa venire un sorriso sulle labbra: è Phil Collins, "Another day in paradise", ho dei bei ricordi legati a questa canzone...
Faccio il caffé e ritorno davanti al mio fedele note book, controllo la posta. Non che aspettassi qualcosa in particolare, ma per lavoro uso spesso le e-mail, è un'abitudine. Vedo alcuni avvisi, le note, altre lettere.. Che fare, le leggo. All'improvviso squoto la testa e rileggo una di esse ancora una volta, pensando che la mia testolina assonnata mi stia facendo uno scherzetto.
Invece no, è proprio vero! E' Imma a scrivermi, comunicando che io!! avrei vinto!!

Oddio, ho vinto davvero!!! Ho vinto il concorso I dolci più buoni del mondo!!! Io, che non ho mai vinto niente in vita mia!!! Béh, prima o poi la fortuna doveva girarsi anche verso di me! La mia fortuna si chiama Alfredo, figlio di dolcissima Imma, che ha pescato il mio nome tra tanti! E quindi l'abbonamento annuale della rivista "Più dolci" va proprio a me!!!

Incredula, scrivo a Imma, chiedendo se stava scherzando... Invece no, lei mi ha rassicurato che è tutto vero.

E allora proprio grazie a lei ho iniziato benissimo la giornata, la settimana, il mese e anche l'estate calendaria!

Grazie mille, dolce tesoro!!!

Oggi pensavo di pubblicare un'altra ricetta, però ho cambiato subito il programma perché volevo dedicare qualcosa di dolce e goloso a Imma. Per dirla tutta, ho riflettuto abbastanza a lungo senza arrivare ad alcuna conclusione, ma poi.. ispirazione! Cosa potrei offrire ad una napoletana doc? Ma ovvio, 'na tazzulella 'e café!

Soufflé al caffé per Imma

150 ml di latte
60 g di burro ammorbidito
50 g di caffé macinato
40 g di farina
40 g di zucchero + 1 cucchiaio
2 uova
un pizzico di sale
burro
zucchero

- portare a ebollizione il latte con il caffé

- mescolare il burro con la farina, aggiungerli al latte bollente, mescolare, tenendo il pentolino sul fuoco dolce

- togliere dal fuoco, raffreddare un pochino, aggiungere i tuorli e lo zucchero, mescolare accuratamente e raffreddare completamente

- montare gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale e con il cucchiaio di zucchero. Unirli un pò per volta al composto di caffé, mescolando con un cucchiaio dal basso al alto

- imburrare 6-8 tazzine da caffé, spolverare con lo zucchero e riempirle a 2/3 con il composto

- infornare a 200° per 15 minuti

- servire il soufflé come il caffé normale: mettendo la tazzina sul piattino con il cucchiaino





GRAZIE, IMMA!!!
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