martedì 31 marzo 2009

Scones, semplicemente home-made Scones e premi

Ieri mi stavo agitando come una belva: volevo assolutamente infornare qualcosa di dolce, ma ... non sapevo cosa. Ho sfogliato una ventina di libri, ho passato in rassegna tutto quello che sapevo e non sapevo fare, quello che avrei voluto provare o assaggiare. Indovinate un pò?.. Niente andava bene! Non avevo voglia nè di sfogliatine, nè di paste dolci lievitate, nè di biscotti croccanti nè di bigné ripieni... E allora?.. Stavo entrando in panico, letteralmente.. Poi prendo un libro di Gary Rhodes e comincio a sfogliarlo distrattamente mentre nella mia testa si sta formando un'idea...
Trovato, scones!!! Mai provati, non troppo dolci, semplicissimi e veloci!


Home-made Scones di Gary Rhodes

225 g di farina autolievitante
1 cucchiaino di polvere lievitante
1 pizzico di sale
25 gi di zucchero ( ho preso 50 g di zucchero di canna)
50 g di burro
150 ml di latte (mi sono bastati 135 ml)
1 uovo sbattuto per spennellare (non l'ho usato)


- riscaldare il forno a 220°

- mescolare la farina, la polvere lievitante e il sale, poi aggiungere lo zucchero e il burro ammorbidito, la consistenza dell'impasto sarà briciolosa

- versare il latte un pò per volta, mescolare fino a ottenere l'impasto morbido, ma non appiccicoso. Lasciarlo a riposare 10-15 minuti

- spolverare di farina il piano di lavoro, stendere l'impasto in uno strato alto 2 cm; ritagliare i dischi con lo stampo di 5 cm di diametro

- reimpastare i ritagli e proseguire come sopra ( dovrebbero uscire 8-10 scones)

- adagiare gli scones sulla placca coperta di carta da forno, spolverare con poca farina ( o spennellare con l'uovo) e infornare per 10-15 minuti, fino a quando gli scones non si dorino

- prima di mangiarli, raffreddare leggermente sulla griglia


Gary ci consiglia di :

- aggiungere altri 50 g di burro se si vuole la consistenza più ricca.
- inoltre si può aggiungere 50 g di uvetta
- omettere lo zucchero se s vuole gustare i very scones
- aggiungere 50 g di parmigiano o di cheddar e un pizzico di senape per gli scones al formaggio

Di solito gli scones si mangiano tagliati a metà con double cream e la marmellata di fragole.

Secondo me double cream si può sostituire con mascarpone, ma io avevo yogurt greco che andava benissimo lo stesso!



E ora volevo ringraziare Manu e Annamaria per i premi ricevuti! Per uno di essi ci vorrebbe scrivere 8 buoni propositi ma, se non erro, l'ho abbiamo già fatto.. POi so che questi premi girano già da un pò, quindi da parte mia i regalo a tutti i foodbloggers!




E già che ci siamo, ci vuole anche un pò di dolcezza per affrontare una giornata uggiosa, quindi vi offro anche gli scones con la marmellata!




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sabato 28 marzo 2009

Mostarda di mele per la carne ( ma non per tutti!)


In questi ultimi giorni mi sembra stare su una giostra: giro, giro, giro... Non ho un momento libero! Questa settimana a Roma c'era una mia carissima amica, ci siamo incontrate più volte, abbiamo preso la grandine, siamo andate a fare shopping a Valmontone e ieri lei e mia figlia mi hanno convinta di portarle allo ... ZOO!!!! Non contenta la "piccola", si è portata anche l'amichetta!
Ogni volta che vado a Roma, mi stresso da morire: il tempo di andare e di tornare minimo 3 ore, traffico, ricerche del parcheggio, inquinamento.. Ieri al ritorno mi si chiudevano gli occhi, stavo proprio crollando...
Oggi dopo pranzo invece dobbiamo andare in Umbria: la mia nipote fa 18 anni e stasera c'è la festa! Però stavolta guida la mia dolce metà!

Per questo negli ultimi e nei prossimi giorni non mi avete vista e non mi vedrete nei vostri blog, cari amici! Non ce la faccio fisicamente e mi manca il tempo, anche se sono curiosa da morire, cosa avete fatto di buono!..

Comunque, nel frattempo vi posto un paio di foto fatte ieri allo zoo!

Lei è la mia preferita, la Signorina Lince, piccola, bella, morbidosa e carnivora!

L'ippopotamo reclamava la cena...


Anche gli orsi non scherzavano...


invece i vari caproni stavano tranquilli

e questa è la piccola giraffina, è una bimba molto graziosa!

Ok, ora passiamo a noi. Delle bistecche inutile parlare troppo: griglia o brace per qualche minuto, sale, pepe e via! Invece vi voglio presentare una salsina deliziosa, la mostarda di mele russa!


Mostarda di mele

3 mele verdi, non devono essere dolci
3 cucchiai di senape in polvere
3 cucchiai di aceto di vino bianco
3 granelli di pepe
2 chiodi di garofano
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale

- cuocere al forno le mele al naturale ( va benissimo anche il forno a microonde). Togliere la buccia e i semi e passarle al setaccio.

- aggiungere alla purea di mele la senape e mescolare senza lasciare i grumi.

- bollire l’aceto, sciogliervi lo zucchero e il sale, mettere per ultime le spezie. Versare nella ciotola con le mele e mescolare vigorosamente.

- trasferire la mostarda in un barattolino di vetro e metterla nel frigorifero. È pronta ad essere consumata dopo 3 giorni.



L’abbinamento perfetto – il pollame e il vitello arrosto e il bollito. E, naturalmente, la bistecca al sangue!
Anche se la Signorina Lince direbbe "NO, GRAZIE!" :-))



Ci vediamo la prossima settimana, buon weekend a tutti!

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giovedì 26 marzo 2009

Risotto al nero di seppia con mozzarella e pomodorini

Ogni mercoledì da noi è giorno di mercato, ed io, puntualmente, prendo il mio mitico carrellino di vimini, lo carico in macchina e vado a fare la spesa. Confesso che adoro il nostro mercato, pieno di banchi colorati da frutta e verdura freschissimi, inoltre ci sono le piccole bancarelle dove le nonnine gentili vendono i prodotti dei propri orticelli, gli enormi banchi di gastronomia locale e campana e, naturalmente, quelli di pesce. Ah, dimenticavo: tra le mie tappe obbligatorie ci stanno anche i fiorai che mi portano sempre delle "chicche": i tulipani neri dell'altra volta, per esempio o quelli della varietà "pappagallo" che ho preso ieri.
A parte i fiorai sono cliente affezionata di altre 2-3 bancarelle: le chiacchierate, le battute e le risate accompagnano ogni mia "tappa". Il bello è che conoscendoci da tanto tempo, i venditori mi consigliano o sconsigliano alcuni prodotti, a seconda di freschezza e di qualità. Apprezzo molto queste piccole accortezze!

A parte le "solite cose", ieri ho trovato dei bellissimi tulipani...

.. e le fragole dei Castelli, buone!

Siccome sul banco del pesce ho visto le seppie e mi è venuta voglia di un risottino, ho compratio anche quelle, ma tornando a casa ho deciso che lo avrei arricchito! Ed è venuta fuori una bontà inaspettata!


Risotto al nero di seppia con mozzarella e pomodorini

250 g du riso (vialone nano)
1 seppia di 700-800 g
10 pomodorini
100 g di mozzarella di bufala
2 bustine di nero di seppia
1 scalogno
3-4 foglie di basilico
2 cucchiai di olio evo
1 bicchiere di prosecco o di vino bianco
fumetto o acqua bollente


- pulire la seppia, affettarla molto finemente, a striscioline quasi trasparenti

- tritare lo scalogno, soffriggere nell'olio, aggiungere la seppia, girare e versare la metà di vino

- cuocere 5 minuti, asciugando quasi del tutto il liquido, poi aggiungere il riso e procedere come al solito ("tostarlo" con la seppia, sfumare con il resto di vino, aggiungere il nero di seppia e cuocere, versando ogni tanto il fumetto o l'acqua).

- tagliare la mozzarella e i pomodorini a dadini, il basilico a striscioline

- quando il risotto è al dente, aggiungere 2/3 di mozzarella, pomodori e basilico, mescolare, coprire e lasciare per 1-2 minuti.

- servire, decorando con i restanti cubetti di mozzarella, pomodorini e le foglioline di basilico


Allora, vi è piaciuto il mio carrellino? :-)) (A proposito, ieri una signora voleva sapere a tutti costi dove l'avevo comprato!)




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martedì 24 marzo 2009

Polentina bianca con ragù di frutti di mare

E meno male che ci sono gli arrettrati da postare!.. In una delle giornate come questa di oggi, sono una mano santa; quando si ha voglia di entrare in un magico mondo virtuale, riposarsi dopo tante fatiche, fare il giro "nel girone dei golosi", passare a salutare gli amici, rifarsi la bocca e, naturalmente, stuzzicare l'appetito degli altri. Ma come potevo postare la mia cena di stasera?.. Una bistecca al sangue e un bicchiere di vino non sono esattamente una novità, anche se, indubbiamente, una scelta felice.

... Roma, piazza della Repubblica, ore 18.30. Finalmente mi vedo con un'amica per un saluto e un caffé. Per poter prendere questo caffé e fumare una sigaretta in santa pace, ci mettiamo ai tavolini all'esterno di McDonald. Tempo 5 minuti, scoppia il diluvio!.. Come se non bastasse, inizia a grandinare!!! Ci guardiamo incredule e ci mettiamo a ridere: il nostro incontro è celebrato dalla natura stessa! Vabbéh, però bisogna anche cercare di arrivare alla macchina (l'ombrello, naturalmente, si trova all'interno di essa), che è parcheggiata in via Parigi, in linea d'aria sono solo 300 metri e il ticket sta per scadere. Corriamo sotto la pioggia, arriviamo... Il cielo ci omaggia con le ultime gocce e... in un attimo tutto è finito.

Inclassificabile!..


Polentina bianca con ragù di frutti di mare

200 g di farina da polenta di mais bianco
1 l di acqua
500 g di cozze
300 g di gamberi
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio
1 cucchiaino di farina
100 ml di vino bianco
peperoncino
prezzemolo
sale


- portare a ebollizione l'acqua ( normalmente si consiglia di prenderla in proporzione 3:1, ma non volevo polenta soda, la volevo, più liquida, quasi la pappetta:-))

- salare, versare la farina di polenta a pioggia, mescolare con il frustino e cuocere a fuoco bassisimo (magari sul spargifiamma) 40-45 minuti, girando ogni tanto

- pulire le cozze, sgusciare i gamberi, lasciando solo la coda

- versare l'olio nella pentola, aggiungere l'aglio e il peperoncino e soffriggere un pò. Aggiungere le cozze, versare il vino , coprire e cuocere 5-6 minuti, finché le cozze non si aprino

- raffreddare un pochino e togliere i molluschi dalle conchiglie, filtrare il liquido di cottura, versarlo nel tegame pulito e portare a ebollizione

- sciogliere la farina in poco liquido di cottura, aggiungere nel tegame, mescolare accuratamente per sciogliere gli eventuali grumi.

- aggiungere i gamberi e cuocere a fuoco lento 3 minuti circa. Spegnere il fuoco, aggiungere le cozze pulite e il prezzemolo tritato

- distribuire la polenta nei piatti e appiattirla un pò, versare sopra il ragù di frutti di mare e servire.






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lunedì 23 marzo 2009

Vinegret - un'altra insalata russa, e il PDF sulle castagne!

Sapete, ho passato 10 anni della mia vita a farmi la piastra quasi tutti i giorni, adoravo i capelli lisci e per questo avevo scelto di soffrire.
Saranno circa 6 anni che l'ho buttata nell'angolo, essendomi stufata: da allora vado in giro sempre riccia e contenta.
Oggi, confesso, i capelli mi si sono raddrizzati da soli: il mio note book ha beccato un virus, un trojan, e ora sta dal "dottore". Per fortuna, una quindicina di giorni fa ho riavuto il mio note book di prima, dopo la riparazione ( erano passati 9 mesi, per vari motivi..)

QUANTO MI TROVO MALE E SCOMODA!!! Mi sento impacciata, non riesco a scrivere, i tasti hanno disposizione differente, vari programmi e la posta sono visualizzati in una maniera diversa, la posta funziona a tozzi e bocconi...

Non me la sento di lamentarmi, anzi, meno male che ho riavuto il mio veccio note altrimenti darei i numeri.. Ma quanto sto scomoda!!

Oggi volevo postare una ricetta russa perché è da tanto non ne parliamo più, ma anche perché avevo promesso di parlare di Vinegret.

Nella Russia del 800 nessuno ancora azzardava di integrare le insalate con i tuberi (patate, carote, barbabietole), considerati sporchi perché sotterranei, immagino, per pura ignoranza. Eppure proprio grazie a questa ignoranza nacque in seguito una sottospecie di insalata fatta di verdure cotte – vinegret. Suona familiare, vero? “Vinaigrette”, il condimento a base di olio e aceto di vino (o comunque una forte componente agra) le diede il proprio nome (e meno male, ripensandoci a Olivier, che non esistettero cuochi francesi con il nome Vinegret!) Però non bastò la salsina agra: l’immaginario sapore di terra disturbava tanto i capricciosi gourmet europei dell’epoca, così le patate e le carote lesse fecero spazio anche ai crauti, cetrioli, capperi e olive in salamoia. In Russia e in Germania si spinsero oltre: fino a aggiungervi i funghi e le aringhe (eh si, ancora loro!) sempre in salamoia.
Cosa voglio dire con tutto ciò? Soltanto che vinegret è un’altra famosa e importante insalata sul tavolo russo.

Vinegret

6 patate
2 carote
1-2 barbabietole
½ lattina di pisellini in conserva
2 cetrioli in salamoia
una manciata di crauti
1 cipolla
2 uova
sale
pepe
olio di girasoli

- lessare le patate e la carota, separatamente – barbabietole (sennò, si potrebbe usare quelle del supermercato già lessate). Raffreddare. Togliere la buccia e tagliare a cubetti.

- tagliare a dadini la cipolla e i cetrioli.

- unire in una grande insalatiera tutti gli ingredienti, salare un po’ (non dimentichiamo che cetrioli e crauti sono saporiti!), condire con qualche cucchiaiata di olio di girasoli.


Certo, non è una pietanza dietetica, ma va benissimo come piatto unico, che non è solo gustoso e nutriente ma appaga anche il senso estetico con tutti quei colori intensi: fucsia, giallo, arancione… Per completare il quadro serve giusto un rametto (verde brillante) di aneto!

A volte condisco vinegret con la maionese emulsionata con un pò di latte, buonissimo lo stesso!

Come avevo detto prima, a volte nel vinegret a posto dei cetrioli e crauti si mettono le aringhe. Non vi ricorda niente? Aringhe, patate, barbabietola… “Aringhe in pelliccia”!

(anche questa ricetta è tratta dal mio libro, ancora non pubblicato, sulla cucina russa)



Volevo dirvi che finalmente ho fatto il pdf della raccolta di Castagne!

Lo trovate sotto il bannerino "castagnoso" in alto a destra!


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sabato 21 marzo 2009

Gnocchi con la crema di asparagi, pesto e salmone

Volete un primo piatto
1. veloce
2. leggero
3. che sa di primavera? :-))

Niente di più facile! Me lo sono inventata quando mi sentivo giù e, in realtà, quel piatto mi ha procurato un pò di sollievo. Comunque, quel giorno ero tornata dal mercato, con il mio carrellino di vimini pieno di cose meravigliose, tra cui asparagi, fragole e un mazzo di narcisi, così solari, così semplici e gioiosi che non ho resistito al richiamo di primavera!

A proposito, sapete una cosa?.. Da una decina di giorni, anzi, di notti, se mi sveglio, riesco a sentire cantar un usignolo! Non potrei scambiare il canto di questo uccellino con nessun'altro: ho passato troppe notti primaverili in bianco e ho visto troppe albe quando ero ragazza. Ma mica perché soffrivo di insonnia! Noooo!.. Stavo al telefono tutta la notte con una mia amica del cuore a (s)parlare dei ragazzi! :-)))


Gnocchi con la crema di asparagi, pesto e salmone

500 g di gnocchi di patate
200 g di asparagi
2 cucchiai di pesto
100 g di salmone in salamoia o di normalissimo salmone affumicato
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di burro


- lavare e pulire gli asparagi, spezzare i gambi per togliere la parte più dura. Tagliare le punte e metterle da parte, il resto degli gambi lessare 3-5 minuti

- frullare i gambi lessati, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura; mescolare con il pesto

- buttare le punte di asparagi nella pentola con l'acqua bollente salata, dopo 2 minuti aggiungere gli gnocchi e portare a cottura

- schiacciare l'aglio, lasciandolo "in camicia" , scaldare il burro in padella insieme all'aglio

- tagliare le fettine di salmone a striscioline

- buttare l'aglio, versare la crema di asparagi in padella, aggiungere gli gnocchi con gli asparagi e metà di salmone

- girare accuratamente, aggiungere 2-3 cucchiai di acqua di cottura , mescolare

- distribuire nei piatti, decorare con il salmone rimasto


In realtà ci si mette più tempo a scrivere la ricetta che a cucinarla!

Buon fine settimana!



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venerdì 20 marzo 2009

Il mio banner


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Insalata con arance, carciofi e barbabietola per ... 3 raccolte!!!

E' da un pò che dovevo finire la confezione di barbabietole.
E' da un pò che volevo prepararmi un'insalata siciliana con le arance.
E' da un pò che non mangiavo i carciofi crudi.
Risultato?

Un'ottima, colorata, vitaminica e solare insalata che, a quanto pare, riesca partecipare a ben tre (3!) raccolte in una volta sola! Meglio delle offerte al supermercato "prendi 2 paghi 1"! :-))

Avrei voluto chiamarla "Il tuliano nero" visto che i miei bellissimi tulipani sono ancora vivi e vegeti e si intonano perfettamente al colore dell'insalata, ma forse sarebbe stato troppo pomposo per una preparazione così semplice.

Insalata colorata

1 arancia rossa o bionda
1 barbabietola media
1 carciofo
2 cucchiai di succo di limone
succo di arancia raccolto dopo il taglio
1 scalogno
sale
pepe
2 cucchiai di olio


- pelare l'arancia a vivo, disporre gli spicchi sul piatto, mettere da parte il succo raccolto ( e anche spremuto dai ritagli)

- pulire il carciofo, tagliare a spicchi, spruzzare con il succo di limone

- tagliare la barbabietola a spicchi; tritare lo scalogno

- disporre le verdure sul piatto insieme all'arancia e irrorarle con la salsa

- per la salsa unire il succo di arancia e di limone, lo scalogno tritato, sale, pepe e olio e montare con la frusta.


Si potrebbe aggiungere anche un pò di tonno oppure omettere il sale e grattuggiare un pò di bottarga.

Io l'ho mangiata così!



Questa semplice e prodigiosa insalatina partecipa alla raccolta di Susi, Salads

alla raccolta di Lost in kitchen Ci piace il succo


e alla raccolta di Lady Cocca Fior di Carciofo



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giovedì 19 marzo 2009

Strudel con la carne e le zucchine

Oggi è stata una di quelle giornate quando niente va nel verso giusto, oppure non va per niente, o anche se va, va a tale prezzo che era meglio se non andasse.. Per la verità sono già alcuni giorni che va avanti così: ritardi, attese, rotture in tutti i sensi compresi i piatti, dimenticanze, svogliatezze... Ad un certo punto non so più nemmeno quello che voglio, se lo voglio o no... Non ho idea di cosa cucinare: carne, pesce, pasta... Basta!! Passo tanto tempo a fare la spesa, a temporeggiare davanti ai banchi, proprio perché non mi ispira niente. Stanamente proprio in questi giorni, penso per pigrizia e la buona manualità, mi vengono fuori dei piattini uno più buono dell'altro! Almeno una piccola consolazione, no?..
Ho preparato una polentina bianca con radù di frutti di mare squisita, dei gnocchetti spettacolari con asparagi e salmone (postrò tutto, non posso tenerlo per me!) e, stasera, questo superpigrissimo strudel, d'accordo, un pò finto, ma buono e semplice.

Strudel con la carne e le zucchine

1 confezione di pasta sfoglia stesa
250 g di carne macinata (maiale, vitello...)
4-5 fette di prosciutto crudo
1 patata lessa
2 uova
2 zucchine medie
2 cucchiai di cipolla fritta (anche quella di Ikea!)
sale
pepe
origano


- stendere la pasta sfoglia in sfoglia finissima, cercando di formale un'ovale-rettangolo

- schiacciare la patata, aggiungere il macinato, l'uovo, sale, pepe, origano e cipolla fritta e mescolare per benino

- coprire la sfoglia con le fettine di prosciutto, lasciano qualche centimetro da ogni lato

- tagliare le qucchine a fette, grigliarle

- stendere la farcia sul prosciutto, distribuendola uniformemente, lasciando 2-3 cm da 3 lati, l'ultimo, più stretto deve avere 5-6 cm liberi

- al centro sopra la farcia disporre le fette di zucchine; spennellare i lembi di pasta con il tuorlo

- cominciare ad arrotolare, ripiegando i lembi di pasta laterali sul ripieno

- la chiusura dello strudel deve restare sotto. Spennellarlo con il resto del tuorlo ed infornare a 210° per 40 minuti

- se la pasta si colora troppo, coprire lo strudel con l'alluminio


Ho preso il macinato di maiale, ma penso che con la carne di agnello e le melanzane questo strudel sarà superbo!
L'ho servito con l'insalatina fresca



Già, dimenticavo (come capita spesso ultimamente) questa ricetta partecipa alla raccolta di Pippi, Strudel amore mio


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martedì 17 marzo 2009

Salmone affumicato a caldo per Charlie's Angels

...o Non c'è fumo senza ... AFFUMICATO!


E' arrivato il momento di uscire allo scoperto: ebbene si, i Charlie's Angels siamo noi!!!

Jill, Sabrina e Kelly
(qui siamo durante una delle nostre missioni)

E abbiamo anche il nostro Bosley!

Sabato scorso abbiamo avuto una delle nostre riunioni straordinarie, e anche se non vi posso raccontare i particolari, visto l'altissima segretezza, posso farvi vedere con cosa abbiamo deliziato i nostri palati viziati ed esigenti! I rispettivi compagni erano, ovviamente, dei nostri, e si sono divertiti come potevano, mentre noi discutevamo delle passate e future missioni.

Er Poeta di Sabrina allunga l'orecchio con in mano il Cestino con agrumi e crema

Principe Rosso che sta cercando di carpire i nostri segreti da Sabrina...


... non ci riesce e va a chiamare in aiuto Principe Consorte. Niente da fare!

Poi i due si sono spostati da Jill che faceva la vaga...

Ma noi, Angeli, ancora una volta abbiamo salvato la situazione grazie ai manicarretti golosi (i veri CA sanno come prendere per la gola chiunque!)

Dunque, quella nostra riunione aveva il nome in codice "Sotto il segno dei Pesci", e per non far saltare la copertura abbiamo preparato e mangiato solo pesce, iniziando con
Aringhe in pelliccia
Salmone in salamoia
Aringhe con le patate
Salmone affumicato a caldo (di cui parlerò tra un pò)
e i nostri cetriolini e C°

Abbiamo proseguito con il Polpo al forno con le patate di Sabrina

Per poi passare alla mitica Insalata Eoliana di Bosley

Abbiamo finito in bellezza con la delicatissima Torta alla crema nocciolata di Jill

... e con i biscottini al cioccolato di Kja fatti empre da Jill

L'Oste, ossia il Principe Rosso, versava il vino ad occhi chiusi (alla scelta dei vini hanno pensato Bosley e Er Poeta)

Che dire?.. E' andata che è una meraviglia!! La riunione straordinaria è durata fino all'una e mezza, sapete com'è...

Se i miei colleghi vogliono aggiungere qualcosa, inserisco volentieri le dichiarazioni!!!

Ed ora passiamo al salmone! Ho una fortuna di avere le amiche dappertutto, una di quelle mi ha portato l'affumicatoio direttamente dalla Finladia! E' perfetto per affumicare non solo pesce, ma anche frutti di mare, carne, pollo ecc...
A secondo del tipo di affumicatura il sapore del pesce cambia completamente. Béh, non posso insegnarvi come si costruisce l’affumicatoio vero e proprio, ma vi racconterò come fare per affumicare il pesce ( e non solo!) nella vostra cucina!

Salmone affumicato a caldo

Il trucco sta nella vecchia pentola che non vi dispiace che si annerisca. Magari più larga che alta. Poi ci serve il doppio strato di alluminio con il quale foderiamo il fondo della pentola. E l’ultimo accessorio – una griglia tonda o un sottopentola con i piedini del diametro poco più piccolo della pentola in questione. Il mio trucco personale fino ad un paio di anni fa era il wok. È molto comodo sistemarvi la griglia tonda di ogni dimensione.

Per l’affumicatura:
1 manciata di foglie di thè ( oppure di segatura di legno non trattato)
2 cucchiai di zucchero
4-5 bacche di ginepro (o anche rametti del mirto o di rosmarino o tutto insieme)

2 fette di salmone (oppure un trancio intero)
½ limone ( succo)
aneto o finocchietto selvatico
sale
pepe

- se vi piace si può marinare il salmone nel succo di limone con sale e pepe per 3-4 ore, altrimenti basta aggiungere all'interno l'aneto tritato (o il finochietto selvatico)

- trascorso il tempo, foderare la pentola dell’alluminio, mescolare e mettere sul fondo quanto occorre per l’affumicatura, sistemare la griglia oliata sopra. In ogni caso non deve toccare la mescola.

- appoggiare il salmone tamponato sulla griglia e mettere il coperchio ben aderente. Sigillare i bordi con altro alluminio e accendere il fuoco sotto la pentola.

- i primi 5 minuti il fuoco deve essere al massimo, poi regolarlo al medio. (Accendere l’aspiratore
della cappa al massimo e aprire le finestre, per precauzione, non è detto che la cucina si impuzzolisce per forza, solo se non avete sigillato bene la pentola!)

- affumicare per 30-45 minuti.

- una volta spento il fuoco, aspettare qualche minuto e togliere il coperchio.

- si può servire il salmone con il succo di limone, la purea di patate e qualche sottaceto.


Nello stesso modo si può preparare qualsiasi altro alimento: le costolette di agnello, il pollo, i filetti di tonno, i gamberi o gli spiedini di maiale. Si varia solo il tempo e la quantità di materiale per l’affumicatura a seconda della grandezza del pezzo da trattare. Premetto che la carne va cotta in precedenza, il pesce invece si cuocerà con il calore all’interno della vostra pentola.




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