giovedì 11 settembre 2008

Sant'Angelo d'Ischia, un'assaggio del Paradiso - 2

Le specialità gastronomiche di Sant’Angelo ammiccano non solo a quelle di tutto il resto dell’isola, ma anche a quelle campane in generale; eppure, quasi impercettibilmente, hanno un qualcosa in più, come, ad esempio, il totano alla Luciana. Suona famigliare?.. Certo, i famosi polipetti alla Luciana sono conosciuti di nome e di fatto molto al di là del napoletano, eppure il totano ischitano non ha niente da invidiare alla celebre ricetta, casomai al contrario.



Totano alla Luciana
1 kg di totani
4-5 pomodori san marzano
2 spicchi di aglio

200 ml di vino bianco

3 cucchiai di olio evo

1 peperoncino

prezzemolo

sale

pane tostato

Preparare il sugo: tagliare i pomodori a pezzetti, aglio a fettine sottili e mettere tutto in un tegame a freddo insieme all’olio, peperoncino spezzettato e una presa di sale. Coprire e lasciare in cottura a fuoco basso per 15 minuti.
Nel frattempo preparare i totani: tagliare i ciuffi, svuotare, pulire e tagliare a piacere, a pezzi o a rondelle. Aggiungere il vino nel sugo, mescolare e far cuocere ancora qualche minuto. Aggiungere i totani nel sugo, coprire e lasciare sobbollire per 15-20 minuti o finché non diventino morbidi. Quando sono pronti, spolverare di prezzemolo i totani alla Luciana e servire con le fette di pane tostato.

Il territorio di Sant’Angelo è particolarmente ricco di sorgenti termali che erano già conosciute dagli antichi greci che seppero riconoscere le proprietà curative dell’acqua e dei fanghi, ma è nell’epoca della Roma imperiale che le terme ischitane conobbero il maggior splendore. I romani realizzarono parecchie Terme pubbliche sfruttando le numerosi fonti dell’isola; infatti, presso la sorgente di Nitrodi, dove si trovava il tempio di Apollo e le Ninfe Nitrodiche, nel ‘700 si fecero parecchi ritrovamenti di reperti dell’epoca, fra cui una serie di bassorilievi. Altre famose terme romane, le più antiche dell’isola ma perfettamente funzionanti, si trovano presso la sorgente di Cavascura, raggiungibile dalla spiaggia dei Maronti. Sempre lì vicino si trovano altre terme, meno conosciute, di nome “Cava al fresco”.



Lo stabilimento, gestito da pochi anni da una famiglia di santangiolesi, offre di tutto: una deliziosa piscina con l’acqua calda, adornata da colonne (finto)romane, una grotta con la sauna naturale, un’altra piscina, sempre termale ma più fresca, e i lettini dove rilassarsi dopo un lungo bagno. Francesco, che gestisce tutto questo, è un abile fisioterapista che fa trattamenti con i fanghi, particolarmente adatti alla cura delle malattie della pelle, e massaggi rigeneranti. Ma non basta: se volete mangiare come se foste in famiglia, fermatevi a pranzo o a cena al ristorantino di “Cava al fresco”. Michele, papà di Francesco, vi farà assaggiare la propria specialità, il totano alla Luciana, e Assunta, sua moglie, sa preparare un coniglio da sogno! (Tutt’e due le ricette, il totano e il coniglio, mi sono state gentilmente raccontate da loro stessi).
Un’altro fenomeno interessantissimo di Sant’Angelo sono le fumarole, caratterizzate dalla fuoriuscita di vapore dal sottosuolo, precisamente dalla sabbia, che indica l’incessante attività vulcanica. Questo posto si trova sull’omonima spiaggia, circondato dalle “transenne” di corda con i cartelli attaccati “Attenzione, sabbia 100°”.



Sotto quella sabbia bollente si possono cuocere i vari cibi, le uova, le patate o il pesce, ma la tradizione vuole che sia il pollo il protagonista di questa cottura particolare. Intero o a pezzi, avvolto in più strati di carta argentata o sistemato dentro una vaschetta di alluminio con coperchio, deve essere condito con aglio, cipolla, rosmarino e pomodorini, una presa di sale e niente olio, poi avvolto in un canovaccio e legato ad una cordicina. Scavata la buca con una pala, il pacchettino si cala là dentro e si ricopre con la sabbia. Un’ora e mezzo o due – e un profumino stuzzicante vi farà capire che la cena è pronta. Peccato che non ce ne sono di fumarole in cucina, così comode ed economiche, ma in fondo si potrebbe rimediare a questo con una semplice vaporiera.



Per finire in bellezza un viaggio improntato sulla gastronomia, c’è sicuramente bisogno di un dolce, di una torta Ischitana, appunto. Simile a quella Caprese, anche essa non contiene farina, ma a posto delle mandorle ha le nocciole e un pizzico di cannella.



Torta Ischitana

200 g di cioccolato fondente
50 g di gocce di cioccolato

6 uova

250 g di burro ammorbidito

100 g di zucchero

300 g di nocciole spellate e leggermente tostate
1 pizzico di cannella

1 pizzico di sale

zucchero a velo


Riscaldare il forno a 190°.
Tritare finemente le nocciole assieme ai 200 g di cioccolato e la cannella (meglio se nel frullatore), versare in un recipiente. Frullare il burro con lo zucchero e i tuorli. Versarlo nel recipiente con il cioccolato e mescolare con un cucchiaio di legno. Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale. Mescolarli accuratamente con un cucchiaio dal basso in alto. Aggiungere all’impasto le gocce di cioccolato, mescolare ancora un po’. Imburrare una teglia a cerniera di 26 cm di diametro, versarvi l’impasto e infornare per 50-60 minuti. Fatta la prova con uno stecchino di legno che, infilzato nella torta, deve uscire pulito, raffreddare la Ischitana su una griglia. Spolverare abbondantemente di zucchero a velo e servire. Una pallina di gelato o un po’ di panna montata saranno sempre graditi!


Buon assaggio del Paradiso!




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7 commenti:

campo di fragole ha detto...

Bellissimo questo post. ti faccio i miei complimenti sia per le ricette ambedue veramente di mio gussto e per l'articolo dedicato ad Ischia.... non la conosco ancora... ma un giorno ci andro' pure io a visitarla...
Grazie Giulia ;)
Un bacio,
Daniela

marcella candido cianchetti ha detto...

che meraviglia mi sono fatta un ripasso di sant'angelo dove sono venuta x 12 anni x 1 mese e mezzo tra giugno e poi settembre conosco benissimo cava scura pensa la 1 volta ho fatto la scoperta grazie hai tedeschi, quando ancora erano chiuse e non restaurate,la sauna splendida,cosi la cascata ecc.... ciao

Rossa di Sera ha detto...

Daniela, grazie tante! Spero che un giorno conoscerai Ischia anche tu!

Baci!

Marcella, è un posto davvero splendido, sono contenta che ti ho fatto ricordare un così bel soggiorno!

caravaggio ha detto...

ma scendendo dalle terme di cavascura sulla destra non cè più la taverna petroe paolo? sarebbe un peccato non ti dico le abbuffate ciao

marcella candido cianchetti ha detto...

x favore mi dai la precisa ubicazione di cava fresco grazie ,forse quest'anno vado e cosi magari c'incontriamo ciao

Rossa di Sera ha detto...

Marcella, sta sulla stradina per Cave Scura, ma molto prima! Ci arrivi a piedi dalla spiaggia dei Maronti; dove stanno 3-4 alberghi e ristoranti

marcella candido cianchetti ha detto...

questa torta ho programmato x pasqua x sono stufa di colombe! ciao

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